venerdì 15 marzo 2013

Il BIOS (lezione n.2)



Foto: "Da qualche parte c’è luce. Forse non sarà una gran luce ma la vince sulle tenebre."♥

Charles Bukowski

Gli uomini inconsapevolmente operano secondo motivazioni che si riscoprono soltanto a posteriori. 

Non mi riferisco a quelle apparenti, dettate dalla sapienza, dalla logica o dalla necessità, ma a quelle dettate da un’apparente ovvietà.

Ogni essere umano è diverso da un altro, perché?

Sprecar parole per motivare differenze così evidenti, è un modo per annoiarsi o filosofare.

Per rispondere, divertendosi, a questo quesito, mi servo di un elemento d’informatica: il BIOS.

Ogni essere umano ha un BIOS magistralmente configurato e personalizzato dal Padre eterno. 

Anche se il funzionamento generale della macchina Uomo è governato dal suo sistema operativo (come Windows o Linux), le particolarità costruttive del corpo fanno sì che esso, per svolgere alcuni compiti basilari su cui costruire le operazioni più fantasiose e complesse messe a disposizione delle applicazioni di vita, debba rivolgersi a un interlocutore in grado di parlare una “lingua“ standard, nascondendo i dettagli biologici e logici, specifici del corpo della particolare persona su cui lavora.

Questo, disaccoppiando le applicazioni e il sistema operativo dal corpo (hardware), semplifica la progettazione del software, da un lato, e permette al Creatore di avvalersi di una certa libertà progettuale, dall’altro. 

Infatti, il progettista del carattere degli uomini, nel definirlo, non deve più preoccuparsi di quali segnali emotivi e di quali temporizzazioni sono necessarie usare nella comunicazione tra i neuroni nel cervello e il movimento delle mani, ma si limita a dialogare con un interlocutore standard. 

Questo interlocutore è il BIOS (Basic Input/Output System), un programma relativamente piccolo ma di fondamentale importanza, sempre più spesso memorizzato su chip e alloggiato sulla nostra motherboard.

Il BIOS può essere aggiornato senza dover rinascere qualora l’esperienza traumatica modifichi la sua configurazione.

Se si riuscisse a scoprire dove risiede il nostro BIOS, sfruttando la clonazione, potremmo vivere in eterno. 

In questo modo avremmo rubato un grande segreto a quel burlone del buon Dio.

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