martedì 8 gennaio 2013

ETT e i suoi segreti.




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LUIGI: La mia fremente curiosità mi spinge a frugare tra i tuoi segreti incoraggiandoti ad approfondire l’argomento.
Quali ingredienti mancano nella nostra concezione di energia per cui avremmo bisogno di tempo per considerarli?

ETT: Ti propongo un banale esempio mediante il quale potresti, almeno vagamente, figurarti il mio pensiero.

LUIGI: Sono tutto intento ad ascoltarti.

ETT: Voi umani utilizzare gli occhi come strumenti per cogliere la realtà esterna, analizzarla con la ragione e reagire di conseguenza, vero?

LUIGI: Certamente, e non dico altro per non interromperti!

ETT: L’intervallo di tempo che trascorre dal momento della formazione dell’immagine sulla retina fino a quello in cui le è associato un significato dal meccanismo cerebrale, avrà un valore piccolo ma comunque determinato.
E’ così?

LUIGI: Sì, è proprio come tu dici!
Il nostro sistema di decodifica non è istantaneo.

ETT: In questo intervallo di tempo la vostra coscienza non vi entra. Non siete consapevoli di quanto potrebbe succedere. L’assenza della consapevolezza elimina il tempo e perde di significato il concetto di velocità con tutti i suoi annessi e connessi.
Non ha senso l’eternità, lo spostamento, il conteggio e in generale la successione. 

Senza la consapevolezza, Il prima e il dopo sono concetti astratti o come dite voi, irrazionali. Di conseguenza, ciò che è irrazionale, voi lo giudicate impossibile, esattamente come la presenza di noi alieni.

LUIGI: Forse, comincio a intuire il punto d’arrivo.

ETT: Sii paziente ancora per qualche altro attimo.

LUIGI: La mia sorpresa per ciò che stai raccontando vuole il tuo riconoscimento. 
Ti prego di scusarmi e continua.

ETT: Noi alieni, almeno in questa fase della vostra storia, sfruttiamo la vacanza del senno umano per manifestarci e tentare un ricongiungimento a un qualcosa che voi intendete come passato ma che per noi è la girandola dell’universo in espansione.

LUIGI: Permettimi di intervenire per evidenziarti una contraddizione legata al concetto del tempo, del quale mi è sembrato che tu voglia presentarlo come un elemento virtuale del nostro mondo e invece, lo utilizzi nei termini di “passato” ed “espansione”.

ETT: Purtroppo, non abbiamo termini migliori per indurvi pensieri non ancora maturi al vostro mondo. 
Non vado oltre questo concetto per non trascurare l’esempio che ti ho proposto, ma, se vorrai, potremo parlarne successivamente.

LUIGI: E’ troppo ghiotta la questione per trascurarla! 
Al momento opportuno la richiamerò, per ora puoi continuare.

ETT: Tenendo conto di quanto detto prima, circa il modo con cui acquisite l’immagine e dell’attesa imposta dal meccanismo di decodifica, prima della completa sua definizione in termini di significato, ti invito a seguire questo semplice esperimento.

LUIGI: Sono pronto a tutto.

ETT: Scegli due oggetti posti ad una distanza tra loro tale da poterli osservare senza dover muovere la testa.
Per entrambi gli oggetti, la luce giungerà ai tuoi occhi pressoché nello stesso tempo, per cui il tempo di formazione dell’immagine sulla retina coinciderà. 

I due oggetti, in quanto diversi, subiranno da parte del meccanismo cerebrale un processo di decodifica simile nel funzionamento ma differente per il significato associato. 

Questa differenzazione creerà un buco di coscienza per il quale manifesteresti un senso di insofferenza nel muovere gli occhi mentre sposti alternativamente lo sguardo sui due oggetti. 

Il tentativo di riconoscere l’oggetto ogni volta che si posa lo sguardo, provoca anche una instabilità dell’immagine sulla retina a causa dei tempi di reazione degli organi recettori.

I due oggetti danno l’impressione di vibrare sul punto dove dovrebbero sembrare immobili.

Se ci fossero problemi connessi con la sovrapposizione degli effetti, potremmo vedere i due oggetti muoversi o figurare presenze di altri oggetti nel tragitto di spostamento dello sguardo. 

Il livello di sensibilità degli organi percettori darà una misura più o meno enfatizzata del fenomeno appena descritto.

LUIGI: In questo contesto io potrei vedere te, alieno?

ETT: Non proprio così, però questo è l’esempio che mette in evidenza la responsabilità degli organi sensoriali sul modo di fornire materiale alla mente razionale.

Il meccanismo di decodifica cerebrale è fatto di catene di neuroni attraverso i quali il segnale da decodificare giunge nelle zone di memoria dove risiedono i concetti utili per le associazioni. In tale percorso il segnale non dovrebbe perdersi, né subire alterazioni, per non comunicare informazioni errate al sistema di decodifica.

Purtroppo per voi, lo stato di questi binari dell’interpretazione è minacciato da numerosissimi pericoli, iniziando dall’alimentazione, proseguendo con la patologia e finendo con l’invecchiamento.

LUIGI: Siamo proprio mal messi, vero?

ETT: No, Luigi, è semplicemente il sistema umano; 
il vostro sistema di funzionare nell’ambito del livello universale in cui vi collocate.
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......... tratto da "il mio caro ETT" -----di Luigi squeo-----
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