lunedì 15 dicembre 2025

Ipotesi di libertà



Uno dei principali paradossi e dilemmi della condizione umana risiede nella coesistenza di una libertà fondamentalmente costitutiva con la capacità di trasgressione: peccato, violenza, violazione della legge, falsità, errore. 

La libertà, sia essa considerata illusoria o reale e costitutiva, risulta fondamentale per la natura umana, al punto che la capacità di trasgressione sembra secondaria rispetto ad essa.

Se la possibilità di trasgressione non fosse subordinata all'esistenza della libertà, la trasgressione sminuirebbe la libertà come elemento fondamentale della condizione umana e forse distruggerebbe persino la civiltà. Eppure la libertà sembra contenere intrinsecamente in sé la possibilità di trasgressione.

La libertà, considerata come la capacità di agire autonomamente nel mondo, è una libertà di fare qualcosa così come una libertà da qualcosa. Nel processo di scelta di un'azione o di un approccio, ci si trova di fronte a innumerevoli opportunità di scegliere un'azione "cattiva", "malvagia" o comunque indesiderabile.

La libertà comporta quindi la trasgressione? 

E quali sono, o potrebbero essere, le conseguenze di un tale risultato? 

L'esistenza della libertà non contiene forse in sé anche la possibilità di trascendere la possibilità di trasgressione? 

Possiamo supporre che molti pensatori dell'Illuminismo avrebbero considerato la capacità di trasgressione secondaria rispetto alla nobiltà della libertà umana. 

Nella democrazia, il sistema di governo preferito dai pensatori dell'Illuminismo, la capacità di scelta intelligente e di azione libera e creativa rende sacra la libera scelta e l'autonomia dei cittadini rispettosi della legge, riflettendo la loro dignità intrinseca. 

Sotto questa bandiera, la causa della libertà, della pace duratura, dell'uguaglianza e del benessere universale è stata racchiusa nei documenti fondanti degli Stati Uniti. Quale sia lo status attuale di questi documenti sembra essere una questione del tutto ambigua. 

L'angoscia esistenziale espressa nella frase di Sartre "condannati ad essere liberi" non sfugge quindi a nessuno. 

La descrizione della libertà umana di Sartre ci presenta un apparente compromesso tra il nichilismo metafisico e morale implicito nell'assurdismo di Camus e la rassicurante guida della fede religiosa. 

Sartre ci offre infatti la sua formula per l'esistenzialismo: "l'esistenza precede l'essenza". Ciò significa che la nostra esistenza, priva di qualsiasi significato, valore o giustificazione oggettivi ed esterni, è lasciata alla nostra decisione. 

Il significato che attribuiamo alla nostra vita, il modo in cui concepiamo noi stessi, è ciò che determina l'"essenza" della nostra vita. 

Avere il coraggio di affrontare questo fatto e di sfruttarlo al meglio è ciò che conferisce alla nostra vita intensità e autenticità.

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