martedì 17 febbraio 2026

SE LA VITA FOSSE FACILE (poesia)



E tra giorni brevi e notti infinite

ho cercato l’essenza del vivere:

immobile in certi gesti,

atroce valanga nei sentimenti.


E’ come stare in stazione:

partenze e arrivi da salutare

ogni giorno un viaggio da fare…


Il finestrino del treno

accarezza vite smarrite

e le spinge oltre un sogno.


Palpita un cespuglio di malinconie;

un sorriso scuote la testa,

afferra pensieri, nuvole, impronte della gente.


Se la vita fosse facile

non riempirebbe vagoni affollati:

starebbe in equilibrio sui binari della Storia

per scrivere il futuro alla prossima fermata.

 

di Giovanna Sgherza

Commento

Un componimento suggestivo e profondo, che usa la metafora classica ma sempre potente del viaggio in treno per esplorare la complessità della vita, il contrasto tra immobilità interiore e caos emotivo, e la continua ricerca di senso.

🚂 Analisi e Commento della Poesia

1. La percezione del tempo e il contrasto emotivo (Strofa 1)

E tra giorni brevi e notti infinite

ho cercato l’essenza del vivere:

immobile in certi gesti,

atroce valanga nei sentimenti.

L'apertura definisce la percezione psicologica del tempo: i giorni (spesso riempiti dalla routine) volano via "brevi", mentre le notti (dedicate alla riflessione o all'inquietudine) diventano "infinite".

La ricerca dell’"essenza del vivere" si gioca su un forte ossimoro:

  • Da un lato la staticità dei gesti quotidiani, ripetitivi e quasi meccanici (immobile).

  • Dall'altro l'impeto travolgente del mondo emotivo interno (atroce valanga nei sentimenti).

2. La stazione come microcostmo dell'esistenza (Strofe 2-3)

E’ come stare in stazione:

partenze e arrivi da salutare

ogni giorno un viaggio da fare…

Il finestrino del treno

accarezza vite smarrite

e le spinge oltre un sogno.

La stazione diventa l'allegoria della vita stessa: un luogo di passaggio, di incontri ephemeri, di distacchi e ritorni. Viviamo in uno stato di continuo mutamento, dove ogni giorno richiede di metterci in viaggio, anche solo metaforicamente.

Il finestrino agisce da filtro protettivo e poetico: guarda lo scorrere delle "vite smarrite", offrendo loro una prospettiva, spingendole quasi a superare i confini della propria immaginazione ("oltre un sogno").

3. La natura poetica dei sentimenti (Strofa 4)

Palpita un cespuglio di malinconie;

un sorriso scuote la testa,

afferra pensieri, nuvole, impronte della gente.

Questa strofa regala immagini vivide ed estremamente liriche:

  • La malinconia non è statica, ma "palpita" come un cespuglio vivo e organico.

  • A questa sensazione si contrappone la reazione vitale di un "sorriso", che non si limita a mostrarsi, ma scuote la testa (un gesto di lucida rassegnazione o accettazione) e si fa collezionista di dettagli impalpabili: pensieri, sfumature, tracce lasciate dagli altri (impronte della gente).

4. La chiusa filosofica: la vita non è una linea retta (Strofa 5)

Se la vita fosse facile

non riempirebbe vagoni affollati:

starebbe in equilibrio sui binari della Storia

per scrivere il futuro alla prossima fermata.

Un finale graffiante e filosofico. Se l'esistenza fosse priva di ostacoli, lineare o "facile", non ci sarebbe questa urgenza collettiva di cercare, muoversi, stiparsi nei "vagoni affollati" dell'esperienza umana.

Invece, la vita è un processo dinamico, imperfetto e denso di umanità. Non scorre semplicemente dritta in modo prevedibile "sui binari della Storia", ma si reinventa e si scrive passo dopo passo, tappa dopo tappa, arrivando a ogni "prossima fermata".

🎨 Punti di forza del testo

  • Capacità visiva: L'immagine del treno e della stazione rende concreti concetti astratti come il tempo, la nostalgia e il destino.

  • Equilibrio di toni: La poesia oscilla con delicatezza tra la malinconia (la valanga, le vite smarrite) e una resiliente speranza (il sorriso, la voglia di scrivere il futuro).


Leggi ancora sulla pagina delle poesie sull'amore


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