Per Friedrich Nietzsche la malinconia non è uno stato passivo da subire o curare, ma un luogo filosofico ed emotivo di straordinaria potenza e ambiguità. È al tempo stesso un terreno fertilissimo per la creazione e una trappola mortale per lo spirito.
Per comprendere il pensiero di Nietzsche sulla malinconia, occorre guardarla attraverso tre chiavi di lettura fondamentali:
1. La Malinconia Creativa (Lo "Spirito Dionisiaco")
Nella sua giovinezza e attraverso il concetto di Dionisiaco, Nietzsche non vede la malinconia come semplice tristezza, ma come la consapevolezza dolorosa e profonda del caos e della tragicità del mondo.
I grandi poeti, gli artisti e i filosofi hanno bisogno di questa ombra per creare. Senza la malinconia e il dolore, la gioia sarebbe superficiale. In Così parlò Zarathustra, il profeta stesso vive momenti di profonda solitudine e malinconia: sono i dolori del parto che precedono la nascita della "stella danzante", cioè della nuova creazione e dei nuovi valori.
"I pensieri più profondi sono anche quelli che amano di più la maschera della malinconia."
leggi: come Nietzsche interpreta la creatività
2. La Malinconia della Solitudine e dell'Altitudine
Nietzsche ha associato spesso la malinconia alla solitudine dei grandi spiriti (lo spirito libero, l'Oltreuomo). Chi sale molto in alto sulla montagna della conoscenza e della libertà si stacca dal "gregge" e vive in un clima rigido e freddo.
Questa malinconia è il prezzo da pagare per non conformarsi alle illusioni della massa:
È la nostalgia della comprensione altrui.
È la vertigine di guardare nell'abisso senza avere più le certezze della religione o della morale tradizionale.
3. Il Pericolo: Il Nihilismo e la "Pessima Malinconia"
C'è però un lato oscuro della malinconia che Nietzsche combatte ferocemente: la malinconia decadente e rinunciataria, quella che sfocia nel nihilismo (la sensazione che "nulla ha senso") e nel risentimento contro la vita.
Se la malinconia schiaccia l'uomo, facendolo ripiegare su se stesso o portandolo a disprezzare il corpo e il mondo terreno (come facevano, secondo lui, certe forme di ascetismo religioso), allora diventa una malattia dello spirito, un veleno da debellare.
La Ricetta di Nietzsche: La "Gaia Scienza"
Come si supera la malinconia distruttiva? Non con la consolazione, ma con la Gaia Scienza: la capacità di ridere, danzare e accettare la vita in tutti i suoi aspetti, compresi quelli cupi.
Per Nietzsche la forma più alta di grandezza umana è l'Amor Fati (l'amore per il proprio destino): non limitarsi a sopportare la malinconia e la sofferenza, ma amarle come ingredienti inevitabili e preziosi della propria esistenza.

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