Il cielo scende fino a toccare la mente.
Non sono mai stato così alto
fino a toccare i sogni.
Gli occhi si chiudono,
non c'è nulla da guardare.
Il pensiero libero non trova pace,
né luogo dove dimorare.
Volteggia nel variopinto mondo delle idee.
I colori delle emozioni abbracciano mille arcobaleni.
I suoni sono musiche ammaliatrici.
Sono in punta di piedi,
nel mondo della fantasia,
quel mondo così caro ai bambini e ai poeti.
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Commento
Questa lirica è un'esaltazione pura dello stato contemplativo ed estatico, dove il confine tra il mondo reale e quello dell'immaginazione si annulla per fare spazio all'esperienza poetica.
La sospensione del reale e l'ascesa dello spirito
La poesia si apre con un'immagine di straordinaria vertigine verticale:
- Il cielo che tocca la mente: Non è l'uomo che sale meccanicamente verso l'alto, ma è il cielo stesso che cala ad abbracciare il pensiero. È il momento dell'ispirazione pura.
- La chiusura dei sensi esterni: L'atto di chiudere gli occhi («non c'è nulla da guardare») segna il passaggio fondamentale dalla vista sensoriale a quella interiore. Rinunciare alla realtà materiale è la condizione necessaria per raggiungere le vette dei sogni.
Il volo del pensiero libero
La sezione centrale descrive la natura inafferrabile della mente quando si affranca dai vincoli quotidiani:
- L'assenza di dimora: Il pensiero "non trova pace, né luogo dove dimorare". Non è un'inquietudine negativa, ma la prerogativa della vera libertà: il pensiero rifiuta le gabbie concettuali per volteggiare senza limiti nel "variopinto mondo delle idee".
- La sinestesia delle emozioni: L'esperienza si fa dionisiaca e sensoriale. I colori delle emozioni si moltiplicano in "mille arcobaleni" e i suoni si trasformano in "musiche ammaliatrici", a testimonianza di una pienezza interiore che travalica la parola razionale.
La sacralità della fantasia
La chiusa ricompone il quadro in una postura di estrema grazia e umiltà:
- In punta di piedi: L'immagine finale del poeta in punta di piedi descrive la delicatezza con cui ci si deve accostare al regno dell'immaginazione. È un luogo sacro, che richiede rispetto e meraviglia.
- La patria di bambini e poeti: Il testo si conclude riaffermando l'alleanza tra la poesia e l'infanzia. Il "mondo della fantasia" è l'unico territorio condiviso da chi non ha ancora perso la capacità di incantarsi e da chi, attraverso il verso, si batte ogni giorno per custodirla.

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