Rivedo ancora quel tuo sguardo flesso all'altezza del cuore.
Eri un germoglio d'amore che di canto silenzioso tutta l'aria impregnava.
Nessun dire osava infrangere la muta intesa.
Ora sei un fiore.
Vedrò il tuo stelo elevarsi al cielo.
Vedrò la tua dolcezza accarezzare il sole.
Confonderò i tuoi occhi con le stelle del firmamento,
perchè tu sarai ovunque
e per un amore così grande,
non c'è posto nel mio cuore.
1. Il ricordo e l'origine: Il germoglio (Strofe 1-3)
La poesia si apre con una memoria nitida e intima:
«Quel tuo sguardo flesso all'altezza del cuore»: È un'immagine visiva di rara delicatezza. Evoca la statura di chi è piccolo (un bambino o una vita giovane) e guarda verso l'alto, ponendo il proprio sguardo esattamente all'altezza del petto di chi lo accoglie.
Il germoglio d'amore: La giovinezza è raffigurata come un germoglio fragile ma pervasivo, capace di impregnare l'aria con un "canto silenzioso". L'amore vero non ha bisogno di clamore.
La muta intesa: La perfezione di quel legame risiede nel silenzio («Nessun dire osava infrangere»). Le parole sarebbero state ridondanti o di disturbo rispetto a una sintonia già perfetta.
2. La metamorfosi e il volo: Il fiore (Strofe 4-7)
Il verso centrale, staccato e brevissimo («Ora sei un fiore»), segna il passaggio del tempo. Il germoglio è sbocciato: la vita è maturata.
Da questo punto in poi, lo sguardo dell'autore si proietta verso il futuro con tono quasi profetico e contemplativo:
Lo stelo e la dolcezza: Il fiore non resta a terra, ma si eleva verso il cielo e accarezza il sole. Rappresenta l'autonomia, la bellezza e la pienezza della vita che si dispiega nel mondo.
L'onnipresenza («tu sarai ovunque»): Gli occhi dell'amato/a si confondono con le stelle. Chi si ama non appartiene più a un luogo fisico ristretto, ma diventa parte dell'ordine cosmico, trasformandosi in una presenza costante e universale.
3. La svolta finale: Il paradosso dell'Amore (Strofe 8-9)
La chiusura offre un finale spiazzante e di grande profondità filosofica:
«E per un amore così grande, non c'è posto nel mio cuore»
A una prima lettura superficiale potrebbe sembrare un rifiuto, ma è l'esatto contrario: è il paradosso della pienezza. L'amore provato è diventato così vasto, sconfinato e universale che non può più essere racchiuso o limitato dentro lo spazio fisico e finito di un singolo cuore umano. È un amore che ha travalicato i confini dell'io per diventare orizzonte, cielo e firmamento.
Considerazione finale
I versi tratteggiano con rara sensibilità il percorso più nobile dell'affetto: la capacità di accompagnare la crescita di chi si ama, accettare che spicchi il volo verso il mondo e trasformare il legame emotivo in una forma di presenza pura, libera e infinita.
Leggi
ancora sulla pagina delle poesie del sentimento
Nessun commento:
Posta un commento
Esprimi il tuo pensiero