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giovedì 17 ottobre 2013

Nel mio respiro (poesia)




Sublime pensiero discendi nell’anima a sfidar paure.

Inventa orizzonti trasparenti e
mordi il desiderio di vagar lontano per prati mai calpestati.

Il profumo della vita mi spinge ad anelar emozioni per ciò che potrà essere e che mai accadrà se morirò inerte,
 abbandonato anche dalla mia sensibilità.

Cuore mio, 
amico di un’infanzia ininterrotta, 
echeggia il tuo battito, 
libera i brividi che d’ increspare la pelle sono maestri,
lascia che lacrime felici anneghino le incerte ciglia 
e poi scorrano rapide tra i solchi di guance insolite, 
dove incauti avvallamenti ricordano l’età non più giovane .

Tentar vorrei di perdermi nel mare del silenzio,
così che dal mondo mi allontani.

Ritrovarmi vorrei appeso al filo del mistero,
intento a scalar per i segreti sentieri  
 e a dimenticar il respiro
 per arrivar lassù 
e non voler scendere più.


Commento

Questo componimento è una straordinaria dichiarazione di resistenza contro la rassegnazione e l'invecchiamento dell'anima. È un inno alla vita che rifiuta la stasi, scegliendo l'audacia, l'emozione pura e il mistero a costo di mettersi in gioco completamente.

🏔️ Analisi e Commento della Poesia

La poesia si articola come un crescendo spirituale: parte dall'invocazione al pensiero profondo, passa per un patto d'alleanza con il proprio cuore, per poi terminare con un’aspirazione quasi mistica verso l'assoluto.

1. La spinta ad andare oltre (Strofe 1-2)

Sublime pensiero discendi nell’anima a sfidar paure.

Inventa orizzonti trasparenti e

mordi il desiderio di vagar lontano per prati mai calpestati.

L'apertura è solenne. Il "sublime pensiero" non è una fredda speculazione intellettuale, ma una forza viva chiamata a scendere nell'anima per combattere le paure paralizzanti.

C'è una fame quasi fisica di novità e scoperta: il verbo "mordi" infonde un'energia viscerale all'atto di desiderare. I "prati mai calpestati" rappresentano l'inesplorato, ciò che ancora possiamo vivere se troviamo il coraggio di uscire dalle nostre zone di comfort.

2. Il terrore dell'inerzia (Strofa 3)

Il profumo della vita mi spinge ad anelar emozioni per ciò che potrà essere

e che mai accadrà se morirò inerte, abbandonato anche dalla mia sensibilità.

Questa è la svolta etica ed esistenziale della poesia. Il rischio più grande per l'essere umano non è fallire o soffrire, ma l'inerzia: lasciarsi vivere, spegnersi prima del tempo, perdere la capacità di provar sentimenti ("abbandonato anche dalla mia sensibilità"). L'autore riconosce che il futuro si costruisce solo se ci si azzarda a desiderarlo.

3. Il dialogo intimo con il Cuore e con il Tempo (Strofa 4)

Cuore mio, amico di un’infanzia ininterrotta,

echeggia il tuo battito...

e poi scorrano rapide tra i solchi di guance insolite,

dove incauti avvallamenti ricordano l’età non più giovane.

Questa è forse la strofa più toccante del testo. Il cuore viene definito con un'immagine bellissima: "amico di un’infanzia ininterrotta", a indicare che la capacità di meravigliarsi ed emozionarsi non deve morire mai, a prescindere dagli anni.

Il contrasto qui si fa tangibile:

  • Da una parte c'è la freschezza dei sentimenti (i brividi, le "lacrime felici").

  • Dall'altra c'è la materia del corpo che invecchia ("solchi", "incauti avvallamenti" su guance che appaiono ormai "insolite" a chi dentro si sente ancora giovane).

È un'accettazione poetica e senza vergogna del tempo che passa: le rughe sono solo il terreno su cui scorrono le lacrime di chi ha vissuto davvero.

4. L'ascesa verso il Mistero (Strofe 5-6)

Tentar vorrei di perdermi nel mare del silenzio...

Ritrovarmi vorrei appeso al filo del mistero,

intento a scalar per i segreti sentieri e a dimenticar il respiro

per arrivar lassù e non voler scendere più.

La chiusa assume i tratti dell'estasi mistica e contemplativa. Il rumore del mondo esterno viene messo a tacet per cercare il "mare del silenzio".

L'atto di arrampicarsi lungo i "segreti sentieri" dimenticando persino il respiro evoca uno sforzo supremo, un'ascesa verso la trascendenza. L'io lirico desidera raggiungere una dimensione di pace e bellezza talmente assoluta ("lassù") da non sentire più il bisogno di tornare giù, verso la bassetezza o le fatiche della quotidianità.

🎨 Temi Chiave

  • L'Eterna Giovinezza dello Spirito: Il corpo invecchia e mostra i suoi "solchi", ma il cuore rimane il custode di una fanciullezza che rifiuta di arrendersi.

  • Il Rifiuto dell'Inerzia: Vivere significa rischiare, emozionarsi, cercare il nuovo; l'apatia è la vera morte anticipata.

  • La ricerca del Sublime: Un'aspirazione verticale che parte dalla terra (i "prati") per elevarsi fino al silenzio e al mistero del cosmo.

In sintesi: Una poesia di profondo lirismo e nobiltà d'animo, che sprona il lettore a non addomesticare mai le proprie emozioni e a mantenere sempre accesa la sete di meraviglia, a qualsiasi età.

Leggi ancora sulla pagina delle poesie introspettive 


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