
L'argomentazione fondamentale di Bergson è che misuriamo il tempo come misuriamo lo spazio, dividendolo in unità uniformi affiancate. Sebbene questo metodo funzioni per gli orari dei treni, trascura un aspetto fondamentale: l'esperienza reale non funziona in questo modo.
Quando ricordi la conversazione di ieri, ad esempio, il ricordo è influenzato dal tuo umore di stamattina, da ciò che è successo da allora e dalle associazioni più vecchie. Il passato e il presente si compenetrano: ogni ricordo rimodella la tua percezione attuale e ogni nuova esperienza riorganizza la tua comprensione del passato. Un flusso continuo e qualitativo in cui i momenti si fondono insieme anziché accumularsi come blocchi.
Bergson distingue tra molteplicità quantitativa e qualitativa. La molteplicità quantitativa implica il conteggio degli oggetti, mentre la molteplicità qualitativa implica stati di coscienza che si fondono e si compenetrano.
La durata è qualitativa e eterogenea, con ogni momento che ha una sua consistenza. È anche cumulativa nel senso che il passato non svanisce, ma plasma attivamente il presente dall'interno.
Traduciamo abitualmente le nostre esperienze in metafore spaziali. Per esempio, usiamo termini come: "Trascorrere" e "risparmiare". Sebbene queste metafore siano utili per la comunicazione, possono essere dannose se interiorizzate come l'unico modo legittimo di vivere il tempo.
Giudichiamo la nostra vita in base a parametri esterni. Ad esempio, la colazione diventa "troppo lunga" o "abbastanza veloce" invece di essere vissuta nei suoi termini propri.
I momenti contengono strati che le unità di tempo uniformi dell'orologio non possono catturare.
C'è qualcos'altro che accade sotto la superficie: una durata sostanziale che puoi imparare a percepire direttamente.
Scegli un'attività comune, come camminare dalla scrivania alla cucina o aspettare trenta secondi in ascensore. Avvicinati a essa senza guardare l'orologio. Invece di affrettarti, presta attenzione alle sue dimensioni qualitative. L'attimo sembra breve? Sembra infinito? Lascia che i ricordi affiorino da soli. Lascia che la tua anticipazione colori il momento presente senza saltare al futuro.
L'intervallo non corrisponderà al tempo misurato da un orologio. A volte trenta secondi si riducono a zero. Altre volte, si allungano. Stai percependo la durata.
Quindi, cattura l'essenza dell'intervallo in una breve descrizione. Concentrati sul suo carattere, non sulla sua durata. La frase specifica conta meno dell'attenzione sulla qualità rispetto alla quantità.
L'impulso vitale di Bergson (élan vital) rappresenta la tendenza creativa insita nella vita. È una capacità di improvvisazione continua che genera nuove forme invece di ricombinare meccanicamente gli elementi. Per Bergson, l'evoluzione non è solo la selezione di mutazioni casuali; è un processo creativo che produce variazioni imprevedibili.
La coscienza partecipa a questo processo. Non ci limitiamo a elaborare informazioni. Abbiamo la capacità di inventare cose che non potevano essere previste da ciò che è accaduto prima.
Tuttavia, la vita moderna inibisce questa capacità. Ottimizziamo, fissiamo obiettivi e misuriamo i progressi. Trattiamo la creatività come risoluzione di problemi, identificando il risultato desiderato e procedendo a ritroso attraverso i passaggi necessari. Questo approccio presuppone che il futuro sia essenzialmente predeterminato.
Creare senza obiettivi predeterminati ci permette di realizzare qualcosa di nuovo.
Bergson credeva che la libertà non consistesse nello scegliere tra opzioni predeterminate, ma piuttosto nel creare nuove possibilità attraverso il tempo vissuto. Siamo veramente liberi quando le nostre azioni emergono dall'esperienza accumulata piuttosto che da reazioni meccaniche.
La filosofia di Bergson non è data come una dottrina astratta, ma come permesso di vivere il tempo in modo diverso.
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