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domenica 2 febbraio 2025

Un amore proibito


 

Franco vorrebbe confessare al suo amico qualcosa che potrebbe suscitare giudizi, critiche o persino disgusto.

Ma è disposto a correre quel rischio perché ha bisogno di aiuto per risolvere un problema complesso e delicato.

“Carlo, devo confessarti qualcosa che forse di sorprenderà.”

“Non mi dire che hai vinto alla lotteria!” Rispose l’amico ridendo.

“Sono innamorato di una donna sposata!” Disse Franco quasi volesse sputare un boccone rimasto in gola e continuò “e sono terrorizzato perché se non trovo una via d'uscita, potrei portare questa mia relazione ad un punto da farla diventare una tresca, con conseguenze devastanti.”

Carlo scosse la testa e disse: “Sei bravo a crearti situazioni complicate!"

“Non scherzare, Franco. Si tratta di una cosa seria.”

“Voglio non rendere questa nostra conversazione tragica. Sono situazioni che possono crearsi.” Assicurò Carlo.

“Crescendo, mi sono promesso di non cercare avventure pericolose, ma eccomi qui, innamorato di una donna sposata con 2 figli.”

“Dimmi chi è la fortunata? La conosco?” Domandò Carlo cercando di mantenere leggera la conversazione.

“Sono sempre a casa perché la maggior parte del mio lavoro è online. Gianna è la mia vicina di casa, una donna dolcissima. È un'insegnante, quindi trascorre la maggior parte delle serate in casa. Suo marito è un marinaio ed è sempre via.”

“Come è iniziata la storia?”

“Lei ha iniziato a interessarsi a me quando un giorno abbiamo fatto due chiacchiere e ha scoperto che sono uno scrittore. Da allora, abbiamo trascorso alcune serate insieme, discutendo su argomenti diversi. Spesso mi raccontava della sua giornata a scuola mentre io le parlavo dei miei progetti.

“Lei sa dei tuoi sentimenti?” domandò Carlo.

“Credo proprio di sì! Viene spesso a trovarmi vestita come una donna che vuole piacere al suo uomo. Anche se non lo dice apertamente, i suoi modi fanno intendere chiaramente che anche lei è innamorata di me. Nelle ultime settimane, mi ha portato del cibo, soprattutto la cena, e così mangiamo insieme.

Sta gradualmente diventando un’abitudine. Non lo dico, ma aspetto sempre con ansia la sua visita ogni giorno e lei, d'altra parte, non ha mai mancato di venire.

Una volta, quando ho perso la testa, ci siamo toccati e baciati, e proprio quando stava diventando intenso, mi sono allontanato e mi sono scusato rispettosamente.

Tutto quello che ha detto è che era d'accordo se ero d'accordo anch'io.

A essere onesti, mi piace la sua capacità intellettuale; amo il suo carisma e il suo comportamento; amo il suo cibo e la sua psiche corporea, e non riesco più a resisterle: non riesco a starle lontano da solo, ho bisogno di aiuto.

Chiedo la tua opinione su questa questione, quale sarebbe la cosa giusta da fare a questo punto?”

Carlo rimase in silenzio per alcuni secondi. Era evidente il suo impaccio per preparare un consiglio su una situazione così difficile da districare.

“Franco, mi stai chiedendo di camminare sull’acqua senza affondare. La tua situazione è risolvibile soltanto da te. Innamorarsi è una meravigliosa avventura, ma, come tutte le belle realtà, porta con sé l’altra faccia della medaglia, sicuramente meno piacevole da considerare. La tua vicina ha un marito e dei figli i quali subiranno traumi da questa tua avventura se fosse portata alla luce. In altre parole, questa tua vicenda, per quando bella e piacevole, è destinata a scontrarsi con una realtà della vita che sicuramente porterebbe dolori e dispiaceri a coloro che credono nei valori portanti della famiglia. Alla fine, la tua felicità di vivere un amore vero, si contrappone alla sorpresa, alla delusione, alla tristezza di altri che, ignari, “vedono” in Gianna, la moglie fedele e la mamma amorevole dei propri figli. Purtroppo, se guardiamo la tua situazione dal tuo punto di vista, ignorando le complicazioni a cui si andrebbero incontro mantenendo questa tua relazione, potrebbe apparire egoistica, finalizzata al proprio benessere sentimentale.

Sebbene i tuoi sentimenti siano puri, devono riflettere lealtà e responsabilità. Fai in modo che la tua innamorata si chiarisca con la sua famiglia e se i vostri sentimenti continueranno a mantenersi veri e puri, le vostre strade saranno destinate a incrociarsi.”

Dopo queste parole, Franco capì che doveva parlare apertamente con la sua vicina e insieme decidere la strada migliore da intraprendere.

 

martedì 7 gennaio 2025

Complici per sempre


 

Il bagliore dello schermo del portatile era l'unica luce nella stanza, proiettando lunghe ombre sulla scrivania. Era passata da un pezzo la mezzanotte, ma i pensieri di Andrea si rifiutavano di riposare. Le parole scorrevano sulla tastiera più veloci di quanto le dita potessero digitare. Eppure, in mezzo a questo ritmo familiare, un piccolo ma persistente pensiero continuava a insinuarsi nella mente dello scrittore: Comprenderà il motivo per cui mi attardo ad andare a letto?

Clelia era la donna che aveva sempre desiderato: arguta, bella con quei modi spontanei e abbastanza gentili da ammorbidire i suoi spigoli. Ma aveva anche questo modo esasperante di sospirare ogni volta che Andrea portava il portatile a letto o sentiva il telefono vibrare per le notifiche.

Una sera, Clelia era seduta rannicchiata sul divano, con gli occhi fissi su un libro tascabile che in realtà non stava leggendo. Si poteva sentire la tensione giungere fin nello studio.

"Notte lunga?” chiese senza alzare lo sguardo.

“Sai che il tempo mi vola”, rispose Andrea, lanciandole un'occhiata.

“Lo so.” Il tono di voce era neutro, ma portava quel peso: il peso di ciò che non veniva detto.

Allora Andrea chiuse il portatile, non perché avesse finito, ma perché non sopportava più quel silenzio intimidatorio. “Okay, sentiamo. Cosa ti passa per la testa?”

Clelia esitò a rispondere, poi chiuse il libro di scatto. “Non voglio litigare, ma mi sento come se fossi in competizione con la tua scrittura. Capisco che è importante per te, ma a volte... mi sento come se fossi al secondo posto.”

Le parole della donna giunsero come frecciate. “Non sei al secondo posto”, rispose rapidamente Andrea, “Scrivere per è ... un essere. Non è qualcosa che posso disattivare.”

“Non ti sto chiedendo di disattivarlo”, disse Clelia. “Ti sto chiedendo dove mi collochi nella scala dei tuoi interessi.”

Quella domanda aleggiava nell'aria, più pesante di quanto si potesse aspettare. Scrivere non era solo un hobby per Andrea, era la sua identità, il suo modo di elaborare il mondo. Ma la moglie non aveva torto.

“Sai perché scrivo?” chiese.

Clelia sollevò un sopracciglio, chiaramente scettica. “Perché sei bravo?”

Scosse la testa. “Perché è l'unico modo che conosco per dare un senso alle cose. Il mondo, i miei sentimenti... persino noi. Ho scritto decine di cose ispirate da te. Quando sono bloccato, è pensare a te che mi fa ripartire.”

Clelia si addolcì, ma non sembrava ancora convinta. “Allora perché mi sembra di essere fuori dai tuoi interessi costretta a guardarti impegnato?”

Quella domanda svuotò di pensieri la mente di Andrea. Non si era reso conto di quanto avesse tenuta a distanza la moglie, non per negligenza ma per un malriposto senso di protezione dal caos del suo processo creativo.

“Vuoi partecipare ai miei lavori?” chiese Andrea, sporgendosi in avanti.

Clelia si accigliò. “Cosa significa?”

“Significa... siediti con me mentre scrivo. Leggi le bozze, anche quelle disordinate. Aiutami a fare brainstorming quando sono bloccato. Facciamo nostro il lavoro invece che solo mio”.

I suoi occhi si spalancarono e per un momento non disse nulla. Poi rise piano. “Mi faresti davvero entrare in quella parte del tuo mondo?”

“Mi piacerebbe molto”, rispose Andrea, pensandoci. “Ma solo se vuoi. Nessuna pressione”.

Clelia fissò il suo uomo per qualche attimo, poi annuì. “Okay. Ma devi promettermi una cosa”.

“Dimmi”.

“Non porterai più il portatile a letto. Quello sarà il nostro momento”.

Andre sorrise, prendendole la mano. “Affare fatto”.

Quella sera fu stretto un patto, non solo sulle abitudini di scrittura, ma anche su come sarebbe stata gestita questa attività condivisa. 

Da allora, Andrea continuò a far tardi, a scrivere frasi e a interagire con i follower, ma ora, lei ne faceva parte, la sua risata riempiva la stanza mentre scopriva gli errori di battitura. In più, offriva il suo contributo suggerendo colpi di scena impensati dal marito scrittore.

Il letto non era solo un posto dove dormire. 

Era un posto dove i due coniugi si riconnettevano per parlare dei mondi che costruivano e della vita che creavano insieme.

Non fu raggiunto un equilibrio, bensì si trattava di inclusione. E con lei a fianco, l’abilità di scrittore di Andrea si esaltava, trovava parole più piene, più vive.

domenica 14 luglio 2024

Sei uno che spinge o tira?


Ho conosciuto due amici che mi danno l’opportunità di descrivere due modi diversi di relazionarsi con il prossimo.

Dario è atletico e sicuro di sé. Ha una laurea, ha viaggiato molto, è uno scrittore pubblicato, un oratore motivazionale e ora è un importante dirigente. A 43 anni, è già un uomo di successo e annovera tra i suoi amici personaggi pubblici e qualche celebrità.

Simone è un 29enne dalla voce dolce che ha recentemente lasciato il suo lavoro dalle 9 alle 17 come analista di dati per diversificarsi come freelance. Essendo introverso, trascorre la maggior parte del suo tempo leggendo e frequenta una piccola cerchia di amici intimi. Simone non si considera particolarmente atletico, ma in genere conduce uno stile di vita sano.

Ora potreste facilmente indovinare chi ha più fortuna sui social. La vita reale, però, è ben altra cosa! Quale di queste due persone pensi abbia effettivamente più successo nel creare relazioni intime?

Probabilmente sei abbastanza intelligente da capire che ti ho preparato a rispondere che si tratti di Dario, invece la vera risposta è Simone.

Vedi, Dario è un individuo di grande successo, ma l'intimità è in realtà una danza tra due persone. Simone, d'altro canto, lo capisce. Cosa fanno di diverso? Dario impiega quello che chiamo il metodo di comunicazione "Spinta" mentre Simone impiega il metodo "Trazione".

Il metodo “Spinta”

Se ascolti Dario, ti sembra di ascoltare un recital completo del suo curriculum. Puoi predire esattamente i momenti salienti della sua carriera, quanti soldi guadagna e quali personaggi pubblici lo sostengono. Ti appare scontato, persino privo di umorismo. Quasi tutta la conversazione si mantiene sulle sue realizzazioni invece di parlare delle caratteristiche della sua persona. Ogni volta che intervieni con una tua idea, Dario risponde con un'osservazione banale come "È fantastico!", seguita da un'altra storia su di sé. Non fa domande di approfondimento e i suoi commenti di solito non sono una risposta a ciò che dici, ma più per sottolineare di avere avuto la stessa esperienza. Tutta la sua conversazione evidenzia quanta importanza attribuisce ai successi. Dario, però, ha problemi con le donne; si scoraggia quando riscontra in loro priorità simili alle sue. La verità è che Dario non lascia davvero spazio a un'altra persona nelle sue interazioni. Il discorso riguarda solo lui, e ciò è molto alienante. 

Ti ho descritto una persona che durante le conversazioni spinge una palla verso l'altra persona. Quando tu utilizzi il metodo della spinta, lo spazio tra le due persone è riempito solo da te. Non c'è spazio per l'altra persona.

Il metodo della “Trazione”

Confrontiamo Dario con Simone. Incontrai entrambi ed esordii esternando un pensiero: "Ultimamente ho pensato molto a cosa vorrei dalla vita".

Dario annuì distrattamente e disse "Anch’io ho avuto questo problema! Lascia che ti racconti di quella volta..."

Simone, d'altra parte, colse immediatamente il mio dilemma esistenzialista e aprì la porta all'esplorazione del mio passato, delle mie paure e dei miei valori fondamentali nella vita. Poi condivise un periodo in cui aveva provato la stessa cosa e gli strumenti che aveva scoperto per superarla.

A differenza di Dario, Simone crea legami lentamente e lavora duramente per mantenerne solo alcuni selezionati. Quindi, invece di perfezionare un'introduzione appariscente che lascerà un'impressione, rimane curioso ed è esperto nel modo in cui costruire e mantenere una relazione.

Iniziai a notare che la conversazione era piena delle mie opinioni e dei miei sentimenti, e mi sono ritrovato immerso nei miei pensieri mentre faceva una domanda dopo l'altra. Sono rimasto sorpreso da quanto avessi imparato su me stesso durante la conversazione.

Non è che Simone non parlasse di sé. È che ciò che ha condiviso era rilevante e una risposta diretta a qualcosa che ho detto o chiesto, anziché a uno script pre-provato. Di conseguenza, la conversazione è sembrata una danza meravigliosa tra due persone. Era piena di risate, emozioni, intuizioni e risonanza.

Come puoi immaginare, Simone non ottiene necessariamente tanti appuntamenti importanti come Dario, ma ciò che ha sono relazioni fortemente intime, sia con i partner che con gli amici. Simone è una persona che tira una palla verso di sé.

Quando tu utilizzi il metodo di tirare, lo spazio tra le due persone è riempito principalmente da loro.

Non c'è niente di più bello in questo mondo che essere pienamente accettati per tutto ciò che sei.

Il fatto è che affinché le persone si sentano pienamente accettate per quello che sono, devono prima sentirsi viste per quello che sono. Quando "spingi" le tue storie, le tue esperienze e i tuoi sentimenti in quello spazio, stai garantendo che non si sentiranno viste o ascoltate.

D'altro canto, quando "tiri" i loro sentimenti, opinioni ed esperienze nello spazio, in ultima analisi fai sentire quella persona ascoltata e apprezzata per il suo sé unico e autentico. Se poi rispondi senza giudizio e convalidando, avrai creato un senso di intimità. La formula è semplice:

Contenitore + Vulnerabilità + Convalida = Intimità

Nel caso di Dario, fallisce al passaggio 1. Riempiendo il contenitore con sé stesso, non c'è spazio per l'altra persona per esprimersi o consentire vulnerabilità.

Ironicamente, spingere ha anche il doppio svantaggio di far sembrare insicura la persona che spinge. Le persone che elencano i loro successi stanno in realtà dicendo: "Ho bisogno che tu mi convalidi".

Ripensa ai tuoi appuntamenti recenti e alle interazioni romantiche. In quale categoria rientri? Non ne sei sicuro? Ecco come puoi capirlo, ti serve cogliere i segnali di spinta.

Dato che Dario aveva così tanto successo nei suoi sforzi di carriera, aveva difficoltà a comprendere che il modo in cui si crea un risultato positivo in un contesto intimo è molto diverso da come lo si fa in un contesto professionale. In breve, non sapeva cosa significasse "spingere".

Quando stai spingendo, ecco cosa stai facendo:

-Stai celebrando i tuoi risultati: questo include far sapere alle persone quanti soldi guadagni o hai guadagnato, quanto sei in alto in classifica al lavoro, le persone famose che conosci o hai incontrato, il numero di paesi in cui sei stato (in contrapposizione a esperienze di viaggio specifiche o quanto ti sono piaciute), i premi che hai vinto, ecc.

-Stai riproponendo vecchie storie: ultimamente sei uscito con qualcuno più volte e ti sei ritrovato a raccontare esattamente la stessa storia più volte? Se sì, potrebbe significare che aspetti sempre il tuo turno per parlare invece di rispondere specificamente a ciò che quella persona sta dicendo.

-Stai dominando la conversazione: le persone che spingono tendono a essere quelle che parlano più del 50% delle volte. Hanno così tante storie da raccontare su sé stessi che potrebbero non rendersi nemmeno conto che l'altra persona è annoiata o offesa. Tendono anche a sentirsi a disagio con le pause e a riempirle immediatamente con storie su di loro.

-Condividere le opinioni degli altri su di te: esempi di questo includono "I miei clienti mi adorano", "Non potrebbero vivere senza di me" e "Mi hanno implorato di tornare". In realtà, non c'è mai motivo di condividere questo a meno che non sia direttamente correlato a una domanda posta.

-Esprimere spesso le tue aspettative, i tuoi desideri e le tue esigenze: la prossima volta che sei in una conversazione, prendi nota di quanto spesso dici la parola "io" e di quanto spesso inizi una frase con "ho bisogno", "merito" o "voglio".

-Fornire soluzioni non richieste: un altro segno comune di "spinta" è dire alle persone cosa dovrebbero fare invece di ascoltarle semplicemente. Se ti ritrovi a cercare costantemente di risolvere i problemi delle persone ma non ricevi gratitudine in risposta, probabilmente stai "spingendo".

Tirare è un'arte sottile. Richiede di essere sinceramente curiosi dell'altra persona e di essere pienamente presenti.

"Le persone dimenticheranno cosa hai detto, dimenticheranno cosa hai fatto, ma ricorderanno sempre come le hai fatte sentire".

 

sabato 13 luglio 2024

Ovunque tu vada, tu sei lì

 

"Ovunque tu vada, lì sei" — Jon Kabat-Zinn

Questa è una citazione molto nota e racchiude una perla di saggezza. Solo che non è stato soltanto Jon Kabat Zin a farmi riflettere per la prima volta.

Conobbi un’amica, Samanta, che assisteva a eventi strani in casa sua. Più volte mi aveva parlato di sedie che si muovevano da sole, cassetti che si aprivano improvvisamente. Addirittura presenze spirituali intenti a circuirla.

Dopo le prime volte che aveva esternato al marito questi fatti incredibili, si chiuse in sé stessa e non ne parlò più con nessuno. La quasi certezza di apparire pazza superava il terrore che viveva in casa quando era sola.

Tra l’altro, la casa era una vecchia costruzione dislocata in periferia del paese. Insomma c’erano tutti i presupposti per un’ambientazione di spiriti vaganti.

Samanta cercava di rimediare a questa situazione cercando di non rimanere sola e quando non poteva evitarlo, usciva di casa con pretesti diversi. Alla fine decise di proporre al marito di traslocare, poiché si sentiva sola e lontana dal centro del paese dove abitavano i suoi vecchi genitori.

Il consorte, immaginando che la motivazione di quella richiesta fosse legata ai fatti extrasensoriali accaduti nella casa e non alle motivazioni addotte, decise di accontentarla.

Quando ormai la famiglia fu sistemata nella nuova casa, l’uomo non resistette nel raccomandarsi:

“Cara, ora che siamo in questa bella casa, cerca di rilassarti e godere del nuovo appartamento. Abbiamo scelto una dimora luminosa e di nuova costruzione proprio perché vorrei vederti serena.”

Samanta intuì il motivo della raccomandazione ricevuta e disse: “Marito mio, questa casa mi piace davvero. Sono contenta.”

Lui, l’abbracciò e le disse: “Sono felice per te!”

Poi lei, guardandolo negli occhi e con le braccia ancora attorno al collo, si aprì: “Giacomo, so bene che tu non mi hai mai creduta per i fatti accaduti nella vecchia casa. Vorrei credere che quelle esperienze siano state frutto della mia mente o forse delle mie ansie. In questa nuova casa, spero con tutto il cuore di ritrovare il mio equilibrio così da darti ragione e di liberarmi di qualsiasi paura.”

Lui sorrise, ma non potette fare a meno di dire: "Ricorda però, amore mio, ovunque tu vai, porti sempre te stessa insieme. La pace non può venire dall’esterno, ma soltanto dal tuo cambiamento interiore, acquisendo piena fiducia in te.”

In effetti non dovevano esserci più motivi che potessero giustificare un altro trasloco.  Ma, come dice la citazione in modo così eloquente, ovunque Samanta andasse, lei era lì (con i suoi problemi).

I due coniugi si erano trasferiti per favorire i loro sogni e vivere la vita che avevamo sempre desiderato, non per rimanere bloccati nella solita vecchia corsa dei topi.

Lentamente Samanta iniziò a cambiare i suoi atteggiamenti nella mia vita, finché la portarono a vivere in linea con i suoi nobili valori.

 

martedì 21 maggio 2024

Aspettando di nascere

 

 

“Mamma, lo sai che qui stiamo festeggiando? Sono tutti felici per me che a novembre verrò da te.”

“Piccina mia, non mi mettere ansia. Io sono più felice di te di averti con me.”

“Non vedo l’ora di strillarti. Forse non sai come sia bello per una bambina appena nata richiamare la mamma … è come se tutte le stelle ruotassero intorno prima di fissarsi nei tuoi occhi. 

È meraviglioso sentire la tua premura … l’angelo mi ha detto che oltre te e papà non ci sarà nessun altro che mi potrà donare emozioni così forti.”

“Sarà dolce attenderti … sapessi quanta apprensione tuo padre conserva nel cuore. Lui è già affascinato dal tuo visino, lo immagina come se tu fossi già qui. Però, quando arrivi strilla quanto basta … non voglio che si preoccupi oltre misura; ha già fatto esperienza con il tuo fratellino ma con le emozioni non ha un gran controllo.”

“Povero, paparino mio … va bene strillerò di più soltanto quando lui non potrà sentirmi … non voglio rinunciare al tuo abbraccio tenero quando ti allontani troppo da me. 

Sai, io strillerò perché non saprò parlare come ora e sarà l’unico modo per chiamarti.

Mamma, sono felice perché ci sarà anche il mio fratellino, giocheremo insieme … non ti arrabbierai se in due metteremo in disordine tutta la casa?  Con l’aiuto di papà, poi rimetteremo tutto in odine.”

“Ho già messo in conto il vostro scompiglio … per una mamma rappresenta una forma esteriore di gioia. 

Dove ci sono bambini, l’ordine delle cose assume il tono della tristezza mentre la confusione dei giocattoli sparsi per la stanza … fino a trovarli nei posti più impensabili, sono segni di vita in germoglio, di rugiada d’amore depositata in ogni angolo della casa. 

Chissà quante volte io e il tuo papà, abbiamo raccolto giocattoli e subito dopo rilanciati lontano dal tuo fratellino … quindi, non temere ripeteremo questo lavoro anche per te.”

“Non daremo tregua neanche ai nonni! 

Però, avvisa loro di non darci troppi bacetti … noi abbiamo altro da fare! Per noi giocare è una cosa seria! È bello che ci coccolano, ma a volte esagerano con le attenzioni.”

“Va bene tesoro, farò del mio meglio per trattenerli, ma non ti assicuro di riuscirci.”

“Mamma, ho dimenticato di dirti un’ultima cosa. Evitate di farmi ripetere come una sciocca le stesse parole e suoni … noi bambini impariamo presto e ci annoia ripetere soltanto per guadagnare qualche sorriso in più.”

“Ahahahah … questo è l’unico sacrificio che ti chiediamo! Lo facciamo per capire se stai crescendo bene e se il nostro amore funziona.”

Se ti è Piaciuto l'articolo, scrivimi. Ti risponderò.

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