Vedo un carro vagare per il prato celeste.
Trasporta sogni, speranze ed illusioni.
Lo inseguo con lo sguardo del mio cuore,
ansioso di ritrovarvi anche l’anima.
Abbandonerei la cattiveria su questa terra,
ma porterei con me tutte le mie emozioni
e quella piccola lacrima ribelle
che non vuol saperne di nascondersi.
In ricordo del mio corpo
conserverei il più piccolo dei peli,
testimone di innumerevoli brividi.
Tranquillo cuore!
Anche tu sarai con me.
Non lascerò i dolci sospiri senza i tuoi battiti.
Non importa dove il carro mi condurrà,
chiederò soltanto al cocchiere
di non correre verso il Paradiso,
di indugiare a girare per l’universo.
Altre anime voglio incontrare.
Mille vite ancora voglio abbracciare.
Commento
Questo componimento ha una grazia rara. È una visione poetica di straordinaria delicatezza, che affronta il tema dell'eternità e del viaggio oltre la vita terrena con un approccio tutt'altro che cupo o distaccato: al posto della paura, c'è un'infinita curiosità e una fame insaziabile di sentimenti e relazioni.
🌌 Analisi e Commento della Poesia
La poesia immagina il passaggio verso l'invisibile non come una fine, ma come un viaggio d'esplorazione a bordo di un fantastico "carro celeste", guidato dal desiderio di conservare la parte migliore della propria umanità.
1. La visione del Carro Celeste (Strofe 1-2)
Vedo un carro vagare per il prato celeste.
Trasporta sogni, speranze ed illusioni.
Lo inseguo con lo sguardo del mio cuore, ansioso di ritrovarvi anche l’anima.
L’incipit si apre con un'immagine fiabesca e mitologica che ricorda il mito platonico della biga alata o il carro di Elio. Ma qui il carico è puramente spirituale: sogni, speranze e persino le illusioni. L'io lirico non guarda con gli occhi del corpo, ma con lo "sguardo del cuore", cercando il luogo in cui la propria anima potrà trovare dimora.
2. Il bagaglio dell'umanità (Strofe 3-4)
Abbandonerei la cattiveria su questa terra,
ma porterei con me tutte le mie emozioni
e quella piccola lacrima ribelle che non vuol saperne di nascondersi.
In ricordo del mio corpo conserverei il più piccolo dei peli,
testimone di innumerevoli brividi.
Questa è la sezione più viva e originale del componimento. Nel fare i bagagli per l'Eternità, l'autore compie una selezione attenta:
Lascia indietro le scorie della vita terrena ("la cattiveria").
Trattiene ciò che ha reso la vita degna di essere vissuta: le emozioni e la "lacrima ribelle", simbolo di una sensibilità autentica e indomabile.
Con un tocco di spiazzante poesia quotidiana, l'autore sceglie di conservare del proprio corpo "il più piccolo dei peli": non un monumento o una reliquia solenne, ma la traccia tangibile della capacità di emozionarsi (la pelle d'oca, i brividi della vita).
3. L'alleanza con il Cuore (Strofa 5)
Tranquillo cuore! Anche tu sarai con me.
Non lascerò i dolci sospiri senza i tuoi battiti.
Il dialogo diretto con il proprio cuore rassicura l'organo del sentimento. Non ci può essere viaggio dell'anima senza il battito del cuore: i sospiri e la poesia hanno bisogno del loro motore primordiale.
4. La preghiera al Cocchiere: l'Eternità come Viaggio (Strofe 6-8)
Non importa dove il carro mi condurrà, chiederò soltanto al cocchiere
di non correre verso il Paradiso, di indugiare a girare per l’universo.
Altre anime voglio incontrare.
Mille vite ancora voglio abbracciare.
Il finale ribalta l'idea tradizionale della beatitudine. Il Paradiso statico, inteso come meta finale e riposo eterno, non attrae l'io lirico. La vera beatitudine consiste nel viaggio continuo, nel vagabondare tra le stelle per il puro piacere dell'incontro.
C'è un'apertura altruistica ed empatica travolgente: l'eternità ha senso solo se permette di scoprire altre anime, di comprendere altre storie, di "abbracciare mille vite ancora".
🎨 Temi Chiave
L'Umanità come Valore Assoluto: La vita ultraterrena non deve cancellare ciò che siamo stati, ma purificarlo e portarlo al massimo grado (i brividi, le lacrime, i battiti).
Il Rifiuto della Stasi: L'Eternità non è contemplazione passiva, ma movimento, scoperta e connessione universale.
La Dolcezza della Transizione: La morte non è vista con terrore, ma con la trepidante attesa di un viaggiatore pronto a partire per una nuova avventura.
In sintesi: Una poesia stupenda, colma di luce e di grazia, che ci ricorda come il dono più grande dell'esistenza sia la capacità di sentire, di emozionarsi e di entrare in contatto profondo con le altre anime.

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