Vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre. (Gandhi)
Lo spazio è un'idea e il tempo la modifica.
Lo spazio e il tempo formano l'onda elettromagnetica generata dalla consapevolezza.
Non sapendo dove e come la consapevolezza si origini, non è possibile individuare un punto fermo da cui speculare.
Appeso al nulla, si sciolgono idee e si offre spazio illusorio alla mente.
Necessariamente si ammette, quindi, che lo spazio non esiste e con esso, si fantastica pensando ad una collocazione.
Senza un posto che accolga, conservi o nasconda, non si può cercare segreti o verità.
Non si può dividere, semplificare, limitare.
Siamo davanti all'infinito, all'UNO.
Inoltre, non potendo escludere o preferire, non esistono i contrari.
Bello o brutto, luce o buio, piccolo o grande, e così via, sono marionette o invenzioni per creare lo spazio.
La ragione cade in se stessa e si cautela con la pazzia quando è costretta a rinnegarsi.
Siamo punti di consapevolezza liberi di vagare nel senso misterioso, tutti appartenenti a un'unica realtà senza nome.
Ho imparato a volare per lasciare la materia ai bruti.
Qualche passo tra le nuvole.... e sono sempre con te.
Ho scoperto di tremare al tuo cospetto.
Dicono che sono emozioni.
Ho dimenticato di contare i miei anni....
forse perchè sono sempre innamorato di te?
La speranza è un concetto apparentemente bello: “Attesa fiduciosa, più o meno giustificata, di un evento gradito o favorevole. In senso soggettivo è aspirazione, spesso illusoria, a un vago avvenire di bene o di felicità; atteggiamento baldanzoso nei confronti della vita, stato d'animo d'incoraggiante o consolante fiducia, convinzione fiduciosa od ottimistica ( … di vincere, di riuscire), complesso di ambizioni e di progetti proiettati nel futuro. In senso oggettivo, è prospettiva o eventualità favorevole e positiva”.
Se riflettiamo un po’ emerge un subdolo antipatico significato.
Notate un senso di passività?
“Speriamo che domani sia una bella giornata” – Né io, né voi possiamo farci qualcosa … dobbiamo semplicemente attendere!
Siamo, però, consapevoli che la vita è oggi! L’attesa la consuma!
Affidarsi alla speranza significa arrendersi deponendo le armi … non muoversi più … attendere che qualcuno faccia qualcosa in vece nostra.
I religiosi “sperano” nell’opera di Dio.
I cittadini “sperano” nel buon governo.
I pacifisti “sperano” nella solidarietà tra i popoli.
Bisogna ammettere che la speranza ci chiede una fiducia incondizionata, senza garanzie e non offre altre scelte!
La speranza è un placebo contro la malattia della tristezza e del pessimismo.
La speranza è l’ultima a morire … ma questa è una menzogna!
La speranza è eterna! Continua ancora a vivere dopo di noi.