Guardando lassù,
occhi bianchi s'accendono.
Sono perle sospese al cielo azzurro,
oscillano a rami protesi,
coccolano il cuor sensibile.
L'anima s'eleva,
e al dimenticar del corpo,
vola a posarsi accanto.
Sussultano le delicate corolle a cotal ardire.
Docile s'appresta lo spirito mio a fugar timore.
Inebriarsi vorrebbe di quella delicata essenza,
qual natural prova dello splendor divino.
Allor, che gioia s'espande,
grato al Dio, volgo il pensiero.
Un così grande dono è misura d'amor.
occhi bianchi s'accendono.
Sono perle sospese al cielo azzurro,
oscillano a rami protesi,
coccolano il cuor sensibile.
L'anima s'eleva,
e al dimenticar del corpo,
vola a posarsi accanto.
Sussultano le delicate corolle a cotal ardire.
Docile s'appresta lo spirito mio a fugar timore.
Inebriarsi vorrebbe di quella delicata essenza,
qual natural prova dello splendor divino.
Allor, che gioia s'espande,
grato al Dio, volgo il pensiero.
Un così grande dono è misura d'amor.
Analisi
Questa lirica celebra il contatto estatico e contemplativo con la natura, trasformando la visione di un albero in fiore in un'esperienza di elevazione spirituale e gratitudine verso il divino.
1. Il risveglio dei sensi e l'incanto (Strofe 1-2)
L'incipit cattura lo sguardo dell'osservatore rivolto verso l'alto, dove gli "occhi bianchi" — metafora dei boccioli o dei fiori chiarissimi — si animano contro il cielo azzurro. La descrizione dei fiori come "perle sospese" su rami protesi trasmette un senso di delicatezza, armonia e sospensione. Questa bellezza visiva agisce direttamente sul "cuor sensibile", offrendo una sensazione immediata di conforto e dolcezza.
2. L'estasi dell'anima e il volo spirituale (Strofe 3-5)
Nelle strofe centrali la contemplazione trascende la dimensione puramente fisica. L'anima si stacca dal corpo ("al dimenticar del corpo") per volare ad adagiarsi accanto ai fiori. Questa unione quasi mistica crea un movimento poetico suggestivo: persino le "delicate corolle" provano un sussulto davanti all'ardore di questo volo. Lo spirito del poeta risponde a questa timidezza vegetale con docilità, dissipando ogni timore per lasciarsi avvolgere dal profumo e dalla purezza della fioritura.
3. La rivelazione divina e la gratitudine (Strofe 6-8)
La natura viene riconosciuta come "natural prova dello splendor divino": l'essenza delicata dei fiori si fa veicolo di una presenza superiore. Il percorso contemplativo culmina in un'esplosione di gioia intima che si traduce in una preghiera di ringraziamento. L'immagine finale chiude il testo su una nota di profonda serenità, riconoscendo nella bellezza del creato un segno tangibile e smisurato dell'amore di Dio.
Note di stile:
Il testo impiega un registro colto e lirico (s'accendono, cotal ardire, fugar timore, allor), ben orchestrato per restituire un'atmosfera sospesa e sognante. La progressione che va dal dettaglio visivo (i fiori-perle) all'esperienza sensoriale (l'essenza) fino all'illuminazione interiore dà alla poesia un ritmo calmo e ascendente, tipico della poesia contemplativa.
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