mercoledì 29 gennaio 2014

Vivere d'amore (poesia)


 
Confuso, il ricordo è nebbia nella mente.
Maldestro nelle parole, decanta desideri sopiti.

Nei panni di uomo, il battito del cuore corre ancora bambino.

Dolci armonie risuonano nella anima.

Magici pennelli disegnano i suoi ridenti paesaggi
.
Custodisco sentimenti come arredi d’amore,
 adombrano stranezza all’estranea realtà.

Gioielli di bellezza infinita,
invisibili all’insensibilità,
sono doni per cuor gentili.

Sono sorrisi sinceri
Sono mute carezze
Sono taciti accordi

Sono sguardi che si incrociano
Sono vulcani in continua eruzione di gioia
Sono amici che nascondono le ali degli angeli.

Sono le emozioni che rendono vera ed unica la vita.   

Non trattener respiro !

Il tempo fugge davanti all’amore,
poiché l’eternità è la sua patria.



Analisi
Questo componimento è un inno accorato alla sensibilità, alla meraviglia e alla custodia degli affetti più autentici. Attraverso una poesia che muove dal disorientamento iniziale verso un'esplosione di vitalità, l'autore (o l'autrice) esplora il contrasto tra il grigiore della realtà quotidiana e la ricchezza di un mondo interiore che rifiuta di invecchiare.

Analisi e Tematiche Principali

1. La fragilità dell'uomo e il cuore bambino (Prime tre strofe)
Il testo si apre con una sensazione di smarrimento: la memoria è annebbiata e la parola si fa «maldestra» nel tentativo di esprimere desideri rimasti a lungo in silenzio. Subito dopo, però, emerge il nucleo emotivo della poesia: nonostante le responsabilità e la rigidità imposte dai «panni di uomo», dentro scorre ancora una linfa infantile. È il tema del fanciullino, quell'innocenza profonda che continua a far battere il cuore con la stessa urgenza e purezza dell'infanzia.

2. Il rifugio interiore e lo sguardo diverso sul mondo (Strofe 4-7)
L'anima viene descritta come uno spazio creativo e protetto, dove la bellezza è dipinta da «magici pennelli».

  • Gli «arredi d’amore»: È una metafora suggestiva. I sentimenti custoditi arredano l'anima, rendendola una casa calda ma estranea al mondo esterno. Agli occhi di una «estranea realtà» (superficiale o cinica), questo mondo intimo può apparire come una «stranezza».

  • L'invisibilità al cinismo: I sentimenti sono «gioielli di bellezza infinita», invisibili a chi soffre di insensibilità, ma trasparenti e preziosi per i «cuor gentili».

3. L'anafora dell'essenza: ciò che rende vera la vita (Strofe 8-9)
La sezione centrale della poesia trova il suo ritmo in una serie di anapore («Sono...») che definiscono con immediatezza cosa sia la vera felicità. Si tratta di una litania di piccole grandi cose:

  • I gesti impercettibili e discreti (sorrisi sinceri, mute carezze, taciti accordi, sguardi);

  • La forza vitale irruente (vulcani in continua eruzione di gioia);

  • La dimensione dell'amicizia spirituale (amici che nascondono le ali degli angeli).

Tutti questi elementi convergono nel verso chiave: «Sono le emozioni che rendono vera ed unica la vita».

4. Il finale: l'invito ad ammirare l'Eterno (Ultime due strofe)
Il componimento si chiude con un'esortazione vigorosa: «Non trattener respiro!», un invito a vivere pienamente, a non bloccare il flusso dell'esistenza per paura. La conclusione affida all'amore una vittoria definitiva sul tempo cronologico: mentre il tempo umano scorre rapido, l'amore si colloca nell'eternità, che è la sua vera dimensione e dimora naturale.

Stile e Ritmo

  • Struttura evolutiva: La poesia parte da toni sommessi e quasi malinconici (confuso, nebbia, maldestro) per poi aprirsi a un registro luminoso, celebrativo ed estatico.

  • Uso delle figure retoriche: Le metafore visive e pittoriche (maggici pennelli, arredi d'amore, vulcani) conferiscono un forte impatto figurativo ai concetti astratti.

  • Ritmo in crescendo: L'accumulazione di definizioni con il verbo «Sono» accelera il ritmo della lettura, simulando il battito del cuore entusiasta prima dell'epilogo solenne.

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