Rivolto al mio cuore, chiedo conto dei miei desideri.
Incredulo per tanta passione ancor indomita, continua a battere.
Incredulo per tanta passione ancor indomita, continua a battere.
Mi racconta delle sue furie, quando ancor verde correvo per i prati.
L’aquilone era il mio signore.
I giochi erano le mie stelle.
Gli amici erano i miei fuochi.Si, cuore mio!
Allora, bruciavo emozioni e tu eri lì a farti notare con
il mio affanno.
Ricordo come palpitavi per una poesia …
Ricordo come palpitavi per una poesia …
Come anche ti nascondevi quando piangevo.
Ti giuravo che non ti avrei mai abbandonato!
Ti giuravo che non ti avrei mai abbandonato!
Ho mantenuto la mia promessa …
Ma ho dovuto restar bambino dentro.
Spesso ho dubitato di te.
Perché non mi hai detto nulla della cattiveria?
Ho dovuto scoprirla da solo.
Ma non ti rimprovero per questo, perché con te ho provato l’amore...
Ho provato a gioire nel pianto ...
Ho provato a sorprendermi ...
Ho provato a credere ai sogni, ai miracoli ... e perfino ai bugiardi.
Ho capito che solo con te questa mia vita ha avuto un senso.
Spesso ho dubitato di te.
Perché non mi hai detto nulla della cattiveria?
Ho dovuto scoprirla da solo.
Ma non ti rimprovero per questo, perché con te ho provato l’amore...
Ho provato a gioire nel pianto ...
Ho provato a sorprendermi ...
Ho provato a credere ai sogni, ai miracoli ... e perfino ai bugiardi.
Ho capito che solo con te questa mia vita ha avuto un senso.
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Analisi
Una toccante lirica in forma di dialogo intimo e riconciliativo con il proprio cuore, in cui il poeta ripercorre le tappe della propria esistenza attraverso il filtro delle emozioni e della fedeltà a se stesso.
I momenti chiave del testo si articolano lungo tre assi principali:
- L'esame di coscienza e la nostalgia della giovinezza (Prime quattro strofe): Il poeta interroga il proprio cuore, meravigliandosi di come la passione possa rimanere "indomita" nonostante il passare degli anni. Il cuore risponde rievocando la stagione dell'infanzia ("quando ancor verde correvo per i prati"), dipinta con splendide analogie quotidiane: l'aquilone come guida, il gioco come punto di riferimento luminoso ("stelle"), le amicizie come calore vivo ("fuochi").
- La promessa mantenuta e la scoperta del male (Strofe centrali): Emerge il patto stretto da bambini: non tradire mai la propria sensibilità. Per farlo, il poeta riconosce di essere dovuto "restar bambino dentro". C'è però spazio per una nota di amarezza e disillusione: il rimprovero affettuoso al cuore per non averlo messo in guardia dalla "cattiveria" del mondo, scoperta a proprie spese lungo il cammino.
- L'assoluzione e la celebrazione del senso della vita (Strofe finali): L'amarezza lascia subito il posto al perdono e alla gratitudine. La cattiveria affrontata non scalfisce il valore del percorso, perché è grazie a quella stessa vulnerabilità che il poeta ha potuto vivere appieno: provare l'amore, trovare la gioia persino nel dolore ("gioire nel pianto"), conservare la capacità di stupirsi e la forza di credere ai sogni, ai miracoli e perfino a chi mentiva.
Stile e Tono
Il linguaggio è diretto, colloquiale ma venato di forte carica poetica. L'uso diffuso dei punti di sospensione e delle frasi brevi crea un ritmo sincopato, simile al respiro affannoso di chi parla con il cuore in mano.
Il verso conclusivo — "Ho capito che solo con te questa mia vita ha avuto un senso" — rappresenta un perfetto compimento: la consapevolezza che, al di là delle ferite e delle illusioni, una vita vissuta con intensità e purezza d'animo è l'unica che meriti davvero di essere stata vissuta.

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