Se ti emozioni … sei un poeta.
Se ti piace
la calma, la serenità, la semplicità, l’onestà … sei un poeta.
Se trovi romantico
un abbraccio, una carezza, un bacio … sei un poeta.
Se piangi perché
stai vedendo un film … sei proprio un poeta.
Sei un poeta perché trovi meraviglioso il mare, le stelle e l'universo tutto.
Sei un poeta perché non hai paura della solitudine e ti prepari in amore.
Sei un poeta perché tutto intorno a te è poesia.
Ti basta
pronunciare poche e dolci parole per sentirti un leone.
Ti è
naturale sorridere.
Non sei
capace di nascondere ciò che provi.
Il tuo essere è abituato al bene.
I poeti non sanno dov’è il proprio cuore … perché lo spostano continuamente nel petto
di chi amano.
I poeti sono
malati di fantasia.
I poeti sono
adulti con il cuore da bambino.
I poeti non muoiono mai.
La definizione filosofica più profonda di poeta è quella fornita da Martin Heidegger: il poeta è il custode del Linguaggio e il «rivelatore dell'Essere».
Per Heidegger (ispirato dalla lirica di Friedrich Hölderlin), la poesia non è una semplice forma d'arte o un'espressione di sentimenti soggettivi, ma un evento veritativo (Aletheia, il "disvelamento"). In un mondo dominato dalla tecnica e dalla calcolabilità, dove le parole sono ridotte a meri strumenti di comunicazione funzionale, il poeta è colui che restituisce alla parola la sua forza originaria.
La visione filosofica del poeta si articola in tre nuclei fondamentali:
- Inauguratore di Mondi: Il poeta nomina le cose per la prima volta. Dicendo "la rosa", non sta descrivendo un oggetto già dato, ma sta portando la rosa alla presenza, fondando il modo in cui l'uomo percepisce e abita il mondo.
- Mediatore del Sacro: Il poeta si colloca nel "tra", nello spazio intermedio tra gli dèi (il senso profondo, l'invisibile) e il popolo. È un tramite coraggioso che intercetta i segnali del trascendente e li traduce in linguaggio umano.
- Custode dell'Abitare Poetico: Citando Hölderlin, Heidegger afferma che «poeticamente abita l'uomo su questa terra». Il poeta è colui che ricorda all'umanità come abitare il mondo in modo autentico, nell'ascolto e nel rispetto delle cose, anziché nella loro manipolazione.
In sintesi, da un punto di vista filosofico, il poeta non è un creatore di finzioni, ma il testimone essenziale che strappa l'Essere dall'oblio attraverso la parola.

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