venerdì 20 dicembre 2013

Il traguardo (poesia)


Il tempo scorre tra pensieri raffermi,
incanta la speranza nella promessa del divenire.

Un cuore solo sussurra i suoi battiti,
vuol dar senso ad una vita in attesa.

Compro gioia dalle mie emozioni
e mi stordisco con la ragione 
per il mondo che non conosco.

Di domani non v'è memoria,
e oggi abito il futuro.

Appeso al filo dell'illusorio piacere,
dimentico il traguardo.


Commento

Un testo di profonda introspezione filosofica ed esistenziale, incentrato sul rapporto con il tempo, la ricerca di senso e la fuga dalla realtà. Il tema conduttore è la paralisi dell'anima che, rimasta bloccata nell'attesa e nel pensiero, cerca rifugio in un'illusione rassicurante.

Temi chiave e analisi della lirica

  • La stasi e la promessa del tempo: L'incipit contrappone la rigidità della mente ("pensieri raffermi") allo scorrere inesorabile delle ore. La speranza agisce come un incantesimo: proietta l'anima nel "divenire", illudendola che il domani porterà una trasformazione che il presente stenta a realizzare.

  • La solitudine e l'attesa di senso: L'immagine del "cuore solo" che sussurra esprime una condizione di isolamento interiore. La vita non viene vissuta appieno, ma è "in attesa": c'è il bisogno disperato di dare un significato all'esistenza, ma questo significato rimane sospeso.

  • Il mercanteggiare emotivo e il rifugio nella ragione: La strofa centrale rivela un cortocircuito psicologico. Il poeta cerca un appagamento immediato e artificiale ("Compro gioia dalle mie emozioni"), ma per proteggersi dall'incertezza e dall'ignoto ("il mondo che non conosco") si rifugia in un iper-razionalismo che lo stordisce e lo anestetizza.

  • Il paradosso temporale: Con un'efficace inversione concettuale ("Di domani non v me memoria, / e oggi abito il futuro"), l'autore descrive il rifiuto del presente. Non potendo conoscere il domani, preferisce vivere in una proiezione mentale del futuro, saltando il peso del "qui e ora".

  • L'illusione del traguardo: La chiusa evidenzia il rischio di questa condizione. Rimanere "appeso al filo dell'illusorio piacere" porta a smarrire la meta finale. Il godimento fugace o ideale diventa una distrazione che fa dimenticare lo scopo autentico del percorso esistenziale.

Rispetto ai componimenti precedenti, incentrati sulla relazione con l'altro, questo testo sposta l'attenzione sull'interiore soliloquio dell'autore: la battaglia non è più contro la distanza o il dolore altrui, ma contro la propria tendenza a procrastinare la vita vera in favore dell'illusione.

Leggi ancora sulla pagina delle poesie dell’anima

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