venerdì 14 agosto 2015

Intelligenza





Il miglior modo per capire la realtà, è quello di vederla proiettata fuori dal nostro mondo, libera da preconcetti, condizionamenti o convinzioni.

È più facile capire perché un computer non è intelligente, anziché scoprire perché non lo siamo noi.

Il computer è fatto dall’uomo e poiché egli non ha più fantasia del nostro Creatore, è stato riprodotto in termini di funzioni, in modo grossolano, imitando il nostro sistema d’azione.

Un computer dovrebbe essere “intelligente” perché ha un CPU per elaborare, una RAM per ricordare, un HD/CD/DVD per archiviare, un sistema operativo per funzionare, dei programmi applicativi per offrire servizi e periferiche per fornire i risultati ottenuti.

L’uomo dovrebbe essere intelligente perché è dotato di cervello?

Potenzialmente si!

Il computer lavora per brevissimi intervalli temporali, ad altissima velocità, ma i risultati, quantunque utili e interessanti, siano ben lontani da quelli che si vorrebbero.

L’uomo lavora per lunghi tratti di tempo e bassissima velocità, sfruttando esageratamente l’inerzia e l’istinto. I risultati spesso diventano aspirazioni o occasioni mancate.

I programmi per avanzare (elaborazione) hanno bisogno di tempo di CPU.
L’azione dell’uomo, per essere sensata, deve essere frutto di una riflessione.
Essa ha bisogno di tempo “cervello”.

Ai programmi, il tempo CPU è gestito e garantito dagli ottimi sistemi operativi.
All’uomo il tempo cervello è gestito e fornito dal suo carattere biologico, etico, psicologico, culturale.

In conclusione, non abbiamo nessuna garanzia su quale percentuale di tempo “cervello”, c’è assicurata quando dobbiamo prendere decisioni.
Inoltre, sono troppe le distrazioni che ci distolgono dal cercare nella grande biblioteca del sapere, spesso poco illuminata.

Volendo ad ogni modo, sbilanciarci nel dare una definizione di intelligenza, potremmo dire che essa è la capacità che ha ognuno di noi, di ricavare nuove idee da informazioni che già possediamo. Le nuove idee devono essere però, utili a noi stessi giacché, devono accrescere il nostro e altrui benessere.

L’intelligenza non si misura nei secondi per dare una risposta, né nella quantità di denaro racimolato in un affare, ma nell’originalità, profondità, nobiltà e lunga gittata di una risposta.
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