Se incanti
nel fissare la luna piena …
Se ti perdi nella
meraviglia del cielo stellato ...
Se ti parte un
respiro profondo davanti alla maestosità del mare …
Sicuramente ….
tremi al rombo di un tuono.
Non riesci a
trattenere lacrime mentre vedi un film d’amore.
Ti commuove
la grazia di un bambino.
Ti nasce
spontaneo lo slancio per aiutare chi è in difficoltà.
Sii felice
per questo.
Perché hai
il dono di emozionarti…
e ….. stai
dando senso al tuo vivere.
Il tempo non ti potrà mai invecchiare dentro.
Sai che cos’è
l’amore senza averlo appreso dai libri.
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Commento
Questa poesia si presenta come un delicato e profondo testamento d’empatia, un'ode alla sensibilità intesa non come debolezza, ma come autentica sovrastruttura spirituale capace di proteggere l'anima dal logorio dell'esistenza.
L'anafora del «Se» e la geografia dei sentimenti
La prima parte della lirica si sviluppa attraverso un ritmo incalzante e rassicurante, scandito dalla ripetizione della congiunzione ipotetica («Se incanti... Se ti perdi... Se ti parte...»). Il poeta traccia una mappa dettagliata dell'animo sensibile attraverso due assi principali:
- La meraviglia cosmica e naturale: Il contatto con la luna piena, il cielo stellato, il mare e persino il timore reverenziale per il tuono. È il senso del sublime, dove l'essere umano riconosce la grandezza della natura e vi si specchia con umiltà.
- La tenerezza e la partecipazione umana: La commozione per la finzione dell'arte (il film d'amore), l'incanto di fronte all'innocenza (la grazia di un bambino) e la spinta etica verso l'altro (lo slancio spontaneo di soccorso). La sensibilità qui si fa altruismo puro.
La benedizione della sensibilità e la vittoria sul tempo
Nella seconda parte della poesia, il tono da descrittivo diventa celebrativo ed esortativo («Sii felice per questo»):
- Il senso del vivere: Capovolgendo la prospettiva comune che considera la vulnerabilità emotiva un peso, il testo individua nella capacità di emozionarsi l'unico vero motore che dà significato al passaggio dell'uomo sulla terra.
- L'eterna giovinezza interiore: Una delle intuizioni più folgoranti della lirica è la vittoria sul tempo. Il corpo invecchia, ma la capacità di provare meraviglia e commozione agisce come uno scudo contro il decadimento dell'anima: «Il tempo non ti potrà mai invecchiare dentro».
L'amore come conoscenza innata
La chiusa rappresenta il vertice filosofico ed esistenziale della lirica. L'amore non è una nozione intellettuale, un dogma o una teoria da apprendere sui testi («Sai che cos’è l’amore senza averlo appreso dai libri»). È una conoscenza primordiale, un'energia innata che abita già in chi sa guardare il mondo con gli occhi spalancati dell'incanto e del cuore.

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