giovedì 28 giugno 2018

Essere umani (poesia)




Se incanti nel fissare la luna piena …

Se ti perdi nella meraviglia del cielo stellato ...

Se ti parte un respiro profondo davanti alla maestosità del mare …

Sicuramente ….  tremi al rombo di un tuono.

Non riesci a trattenere lacrime mentre vedi un film d’amore.

Ti commuove la grazia di un bambino.

Ti nasce spontaneo lo slancio per aiutare chi è in difficoltà.


Sii felice per questo.

Perché hai il dono di emozionarti…  
e ….. stai dando senso al tuo vivere.

Il tempo non ti potrà mai invecchiare dentro.
 
Sai che cos’è l’amore senza averlo appreso dai libri.



***************
Commento
Questa poesia si presenta come un delicato e profondo testamento d’empatia, un'ode alla sensibilità intesa non come debolezza, ma come autentica sovrastruttura spirituale capace di proteggere l'anima dal logorio dell'esistenza.

L'anafora del «Se» e la geografia dei sentimenti
La prima parte della lirica si sviluppa attraverso un ritmo incalzante e rassicurante, scandito dalla ripetizione della congiunzione ipotetica («Se incanti... Se ti perdi... Se ti parte...»). Il poeta traccia una mappa dettagliata dell'animo sensibile attraverso due assi principali:

  • La meraviglia cosmica e naturale: Il contatto con la luna piena, il cielo stellato, il mare e persino il timore reverenziale per il tuono. È il senso del sublime, dove l'essere umano riconosce la grandezza della natura e vi si specchia con umiltà.

  • La tenerezza e la partecipazione umana: La commozione per la finzione dell'arte (il film d'amore), l'incanto di fronte all'innocenza (la grazia di un bambino) e la spinta etica verso l'altro (lo slancio spontaneo di soccorso). La sensibilità qui si fa altruismo puro.

La benedizione della sensibilità e la vittoria sul tempo
Nella seconda parte della poesia, il tono da descrittivo diventa celebrativo ed esortativo («Sii felice per questo»):

  • Il senso del vivere: Capovolgendo la prospettiva comune che considera la vulnerabilità emotiva un peso, il testo individua nella capacità di emozionarsi l'unico vero motore che dà significato al passaggio dell'uomo sulla terra.

  • L'eterna giovinezza interiore: Una delle intuizioni più folgoranti della lirica è la vittoria sul tempo. Il corpo invecchia, ma la capacità di provare meraviglia e commozione agisce come uno scudo contro il decadimento dell'anima: «Il tempo non ti potrà mai invecchiare dentro».

L'amore come conoscenza innata
La chiusa rappresenta il vertice filosofico ed esistenziale della lirica. L'amore non è una nozione intellettuale, un dogma o una teoria da apprendere sui testi («Sai che cos’è l’amore senza averlo appreso dai libri»). È una conoscenza primordiale, un'energia innata che abita già in chi sa guardare il mondo con gli occhi spalancati dell'incanto e del cuore.


Nessun commento:

Posta un commento

Esprimi il tuo pensiero