mercoledì 30 marzo 2016

Spigolature



 

È più importante leggere o scrivere?


Leggere e Scrivere erano due fratelli. 

Litigavano spesso per stabilire chi fosse più importante per la mamma Sapere. 

Un giorno i due fratelli decisero di abbandonare a turno la casa materna per verificarne gli effetti.

Partì per primo Leggere e dopo un po’ di anni mamma Sapere si impoverì fino a non poter mantenere Scrivere.

Successivamente partì Scrivere e con il passar del tempo, mamma Sapere, prima si isolò dal mondo e poi fu dimenticata.




Illustre giocherellone


Dio ha costruito un giocattolo, lo ha chiamato uomo, gli ha dato sensi approssimanti, ha abbozzato una parvenza di razionalità e ha detto:

“Vediamo se sei in grado di riconoscermi?”.

All'anno zero ha dato un aiutino facendo nascere Cristo, ma forse deve aver sbagliato i tempi e allora ha inventato la fede.

Dio è senz'altro buono, ma anche giocherellone!


martedì 29 marzo 2016

Il bacio di Giuda



This is a picture of the man who raised him from a calf, watched him be born, then sold him to the arena. 

When the bull was in the arena, injured, and could endure no more, he realized his owner was there, and in desperation ran to him for help. 

He got instead the kiss of betrayal and death and was killed. 

There is no greater monster than humans.No animal is so corrupt,greedy, cold or cruel as mankind can be. 

I will look for the article after I stop crying. 

These are the ones that affect me the most. Maybe we can use it to make them stop. 

The Spanish newspapers have named the picture the "Kiss of Judas".

IMPARARE AD AMARE

 

Ti amo?

No!


Forse....


Non sono sicuro di poterlo dire.


Devo prima scoprire se amo me stesso.


Se dovessi scoprirlo correrei da te per abbracciarti.


Saprei come amarti veramente!



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Archimede disse: "Dammi una leva e ti solleverò il mondo!"

Il riferimento dà senso ad un contesto.

Quale riferimento migliore ESISTE per l'amore?

Non fare agli altri ciò che non faresti mai a te stesso.

Quale privilegio migliore esiste nel fare agl'altri ciò che faresti a te stesso?

Amare è una attività che deve trascendere la tempesta del sentimento. 

Amare è l'attività delle personalità mature,
 in grado di DARE consapevolmente.

Occorre un'intera vita e forse di più..... per imparare ad amare.

Se dovessi essere precoce in questa disciplina ....
sii certo che ti faranno santo!!!

 

  

domenica 27 marzo 2016

La nuova informatica

 

L'informatica deve cambiare vita.

Dapprima, svestendosi dei panni di macchina che produce pasticche cognitive, che fa trangugiare senza lasciare il tempo per osservarne l'etichetta della provenienza. 

Successivamente, conquistando il ruolo di compagno di viaggio delle strategie didattiche più avanzate nella scuola: facendosi quaderno elettronico di scrittura di parole, di pensieri, di intuizioni, di dubbi, di fantasie che circolano, per lo più , seminascoste, tra i banchi.

Come dire, un computer che sceglie di dare voce alle "domande" e ai "perchè" degli studenti, abbandonando il ruolo di cassaforte di risposte preconfezionate.  E che si veste dal laboratorio di ricostruzione e di reinvenzione delle conoscenze.

Questo significa aiutare la scuola ad abbandonare la logica dei saperi depositari (nozionistici ed enciclopedici) per dare slancio, ali, agli allievi-aquile perchè possano entrare nei cieli dove brillano comete  come conoscenze generative (che girano coi saperi interdisciplinari) e la cometa delle conoscenze euristiche (che coinvolgono problemi di vita reali, posizioni antidogmatiche, laiche).



venerdì 25 marzo 2016

Quale Europa?





Sono triste.

Sono triste per come sta andando il mondo.

Sono triste per la scuola.

Sono triste per i giovani, ora nella scuola, domani nella società.

Sono triste perché il viaggio di istruzione delle 5^ classi quest’anno non si farà.

Perché?

Lo sanno tutti!

Lo sa il ministro degli affari esteri e della Cooperazione Internazionale.

Lo sa la nostra istituzione scolastica.

Lo sanno i genitori degli studenti.

Soprattutto, lo sanno le televisioni che diffondono telegiornali e talk-show continuamente.

Da insegnante mi adeguo ma non mi convinco sulla opportunità di queste motivazioni.

Credo che con un paio di grosse cesoie si tagli un pezzo di cuore a ragazzi che per cinque anni hanno atteso la “gita”. 

Forse per qualcuno poteva essere la prima volta per “uscire” da casa e capire che significa “Europa”.

Forse, non tutti credono che nella scuola dovrebbero maturare quei valori forti di onestà, senso civico, legalità e permettetemelo, di spirito combattivo per cambiare la società in meglio, rimanendo inflessibili a minacce di immobilismo e rinuncia.

Dico, forse …….

Perché temo che i tempi stiano cambiando ed io non mi sono adeguato.

giovedì 24 marzo 2016

Studenti per sempre




E’ facile abbandonarsi all’abitudine, far parte di un meccanismo che ci fa muovere senza pensare e che, giustificato da puerili motivazioni, fa prosperare l’ozio mentale e celebrare la vita vegetativa.

I ragazzi inconsapevolmente sentono questo pericolo e come tori infuriati, caricano dove vedono rosso. 

Lo sballo del sabato sera, la voglia di farlo “diverso” o comunque, la ricerca dell’eccentricità a tutti i costi, sono i sintomi di questa pulsazione che madre natura ha concesso loro a occhi chiusi.

Per non dubitare di esistere, non basta respirare e mangiare, serve pensare

Purtroppo, le prime due attività si compiono automaticamente e ci fanno arrivare ai cento anni, mentre la terza richiede sforzo, e per qualcuno dura pochi anni di vita.

Pensare, non significa applicarsi intensamente nel lavoro o difendersi evitando rischi e soprusi, le quali sono attività assimilabili al respirare e mangiare, ma chiedere di più alla vita. 

Pensare è staccarsi dal corpo per “vedere” la propria mente dirigersi verso l’altro, creando e curando relazioni vere, sincere e profonde con i propri cari, amici, colleghi, conoscenti. 

Pensare deve essere come l’attività dell’esploratore, cercare il “nuovo” attraverso la ricerca del confine della tua anima con quella di chi, tutti giorni, ti presenta solo un viso da guardare.

Pensare in questo modo ha senso vivere, altrimenti ci si ritrova a far passare il tempo nutrendosi e attendendo quel momento in cui, consapevoli di un corpo che non funziona più, rimaniamo inchiodati su una sedia, inebetiti e, spesso, calpestati nella dignità umana.

Per dar spazio alla mente, è necessario esercitarla alla lettura ed essere vittime della voglia di sapere, del piacere di confrontarsi, della passione di mettersi sempre in gioco, tentando nuove soluzioni, aprendo strade diverse, considerando il punto dove giungiamo sempre transitorio, e infine, possedere certezze del momento e una mente aperta.

Se vi sorprendete a dire “non so che fare!”, preoccupatevene!

Se l’attesa e il rimandare, sono una pratica comune nella vostra vita, preoccupatevene!

Con i mezzi di comunicazione, le risorse a basso costo e la tecnologia a disposizione è un delitto non approfittarne.

Si dovrebbe essere studenti per sempre!

La maggioranza dei giovani darebbe una connotazione negativa alla mia precedente affermazione, e di questo l’istituzione scolastica ha una responsabilità. 

D'altronde, è veramente difficile conciliare l’irruenza giovanile con la metodicità, l’applicazione e la fatica di studiare.

Gli insegnanti hanno poche armi che devono sfruttare al massimo, per far leva sull’interesse e la passione, da usare in modo da incanalare l’energia viva e libera, tipica dell’età della formazione. 


lunedì 21 marzo 2016

Viaggio di Istruzione a Firenze








La vita è una sequenza di eventi che influenzano il “modus vivendi” della persona.

Questi eventi modellano la psicologia per raffinamenti successivi, per giungere ad una configurazione mentale, tanto fantastica quanto originale. 

Come per la posizione in un campo gravitazionale, l’esperienza del singolo individuo non è mai isolata e fine a se stessa. 

Essa produce effetti che risuonano nell’anima per riprodurre il senso della gioia della sofferenza. 

Soltanto un calcolo integrale forma l’idea di una vita spesa più o meno felicemente.   

La vita, dunque, è una interazione fra anime, assolutamente necessaria o corollario imprescindibile per cercare una logica in ciò che si fa.

Una gita scolastica è un caso tipico di interazione fra anime; interazione che produce stridori derivanti da contesti diversi messi a confronto. 

Professori che sono meno professori e un po’ più “genitori”. 

Studenti che sono meno “studenti” e un po’ più ragazzi in cerca di una loro dimensione nella società che in nome del cambiamento trasforma ruoli e introduce regole nuove da interiorizzare possibilmente in fretta. 

La figura del professore in gita è veramente atipica, poco si concilia con i canoni istituzionali.

 I pre-requisiti richiesti sono:

  • Generosità (non si attacca a quanto potrebbe guadagnare, anzi, sa che ci perderà qualcosa)
  • Ragionata inconsapevolezza (sa quali rischi corre ma accetta ugualmente la sfida)

  • Pazienza a grandi dosi (deve tollerare eccessi di euforia, distrazioni varie, repentini cambiamenti d’idee; convincere sulla bontà del programma preparato)

  •  Instancabilità (onnipresente e disponibile di notte e di giorno)

  • Risolutore in ogni caso (deve essere il braccio esecutivo verso l’albergo, gli autisti, i venditori di souvenir)

  • Preparazione globale (deve sempre conoscere la sua posizione geografica mentre ci si sposta in pullman o a piedi e quanto tempo manca prima che inizi il prossimo evento, conoscere le allergie più diffuse, misurare la febbre senza termometro, sentire la puzza di sigaretta nei posti vietati, ecc).
  • Vigilante esperto (deve conoscere tutti i trucchi di elusione dei controlli per prevenire acquisti pericolosi; deve saper riconoscere desideri di bevande proibite; saper contare velocemente quanti ragazzi sono presenti di notte in una stanza di albergo; svegliare i dormiglioni per essere pronti alla partenza) 
  • Limpidità caratteriale (deve essere positivo e ottimista; non arrabbiarsi e sorridere continuamente; assistere qualcuno nei momenti di temporanea depressione; favorire la condivisione delle idee e i progetti di gruppo)

  • Serenità assoluta (non deve avere problemi famigliari e, in ogni caso, non deve menzionarli; deve saper nascondere eventuali problemi fisici)
  • Equilibrista esperto ( deve proporsi con pochi "no", molti "si" e nei casi difficili deve usare in abbondanza "forse", "dopo", "più tardi";


Lo stato Italiano sa che queste caratteristiche sono molto comuni tra gli insegnanti sparsi su tutto il territorio nazionale e per selezionare i migliori, ha deciso che potranno chiedere di fare gli accompagnatori soltanto coloro che non hanno bisogno di alcun incentivo economico e che, oltre alla colazione, mangino solo una volta al giorno.

Immaginate quale zuffa si solleva tra i professori invitati dagli alunni per partecipare gratuitamente a un viaggio d’istruzione. 

Ovviamente le battaglie sono vinte sempre dai soliti, grazie all’esperienza accumulata negli anni. 

A dispetto di tutto questo, gli accompagnatori comunque si divertono.  

Vivono una parentesi di vita straordinaria.

Conoscono i loro studenti come giovani ingenui, ricolmi di aspettative e bisognosi di solidi riferimenti per l’attacco con successo a questa meravigliosa nostra vita. 

Leggere negli occhi la gioia di consumare la libertà di muoversi in una città nuova, lontanissimi da casa e dai genitori, vale la pena di stancarsi nelle lunghe passeggiate di accompagnamento.

Il brio che si crea nel dormire con gli amici di classe, liberi di dire e scherzare fino a tarda notte, vale la pena di sacrificare qualche ora di sonno. 

Ed infine, quel tacito accordo che si stacca dalla formalità per tirar fuori la promessa di essere responsabili da subito e riscontralo poi al rientro a scuola, forse è la gratificazione più alta che si può ricavare. 

Essere insegnante è anche cercare di lasciare qualcosa di buono ai giovani, ma non per ricevere un “grazie”; soltanto per aver dato un senso al proprio lavoro e un piccolo contributo a migliorare l’umanità.

Una collega ha lanciato nell’etere un ringraziamento fatto di 114 abbracci e 8 baci.

Questa frase riassume nel miglior modo la risposta su come è andato il viaggio di istruzione delle terze classi di un Istituto di Scuola Secondaria Superiore chiamato “G. FERRARIS” di Molfetta. 

Nominerei uno per uno tutti i ragazzi partecipanti a questa avventura ma non occorre. 

Ognuno di loro porta con sé quei segreti che questa esperienza di vita ha regalato differentemente in modo esclusivo.