Benvenuto su Riflessioni Filosofiche

In questo spazio condivido riflessioni e approfondimenti su temi che riguardano lo spirito umano e il senso del vivere. Leggerete scritti che vogliono favorire la serenità interiore o l'ottimismo per la vita.

venerdì 17 maggio 2024

Una principessina in arrivo

 

Un’antica leggenda narra che il paradiso è popolato da bambini e che per ognuno di loro c’è un angelo ad assisterlo e prepararlo alla discesa sulla terra. Gli angeli sono adulti che hanno praticato il vero amore durante la loro esistenza terrena, mentre quelli sfortunati, ritornano bambini e attendono il loro turno per rinascere. Il tempo di permanenza nel luogo celeste è trascorso seguendo gli usi dei bambini già nati ma con la differenza di non invecchiare.

Un giorno celeste una delle meravigliose bimbe dormiva ancora quando un angelo la svegliò.

“Principessina, svegliati!”

“No! Lasciami dormire ancora un po’.”

“Daiii! Devo darti una bella notizia.” Disse l’Angelo.

La curiosità di Principessina la destò e interessata, domandò: “Dimmi, è arrivato il mio momento di nascere?”

“Sì! Dobbiamo iniziare i preparativi.”

Entusiasta la bimba esclamò: “Che bello! Sai chi saranno i miei genitori?”

“Lo sai che gli angeli sanno tutto!” L’angelo sorrise.

“Voglio conoscere tutto di loro … raccontami come sono.”

I bambini in paradiso non sono come quelli sulla terra perché nel loro cuore portano il seme dell’amore per cui qualunque sia il loro destino sulla terra restano comunque gioiosi di rinascere.

L’angelo così cominciò a parlarle: “Avrai una mamma meravigliosa che ti amerà più di sé stessa, un padre premuroso, dolce e sensibile come un tenero fiore, un fratellino curiosone come te e dei nonni che scalpitano già da ora per coccolarti.”

La principessina incantò e dopo qualche attimo domandò: “Quanto tempo devo attendere per vederli?”

“Aspetta, ti sposto qualche nuvola e ti avvicino la casa che ti accoglierà, potrai vedere da sola cosa sta facendo la tua mamma.” Rispose l’angelo.

“ … ma è bellissima la mia mamma … voglio scendere subito!”

“Non essere impaziente! I tuoi genitori devono prepararsi per accoglierti nel miglior modo possibile. Loro non vivono in paradiso, devono organizzarsi. Sulla terra ogni cosa prende il suo tempo e questo non dipende da chi ci vive. Qui da noi il tempo non esiste ma per loro è qualcosa che li trasforma. Per questo motivo voi bambini che nascerete, siete messaggeri di un mondo che loro non vedono ma sentono attraverso l’amore profondo dell’essere genitori. Quando nascerai, dimenticherai tutto del paradiso e dovrai impararlo dal loro amore … così, quando alla fine del percorso sulla terra tornerai qui nuovamente, diventerai un angelo come me.”   

 

giovedì 16 maggio 2024

Navigare a vista


Nella vita siamo immersi in un mare di segnali. Siamo come gocce d’acqua nell’onda, costretti a seguire la marea, a far parte della distesa d’acqua. Un mare burrascoso o una calma piatta, non può rendicontare all’umile goccia che si agita tra anonime sue simili, in cerca di una consapevolezza tutta da definire. Ci illudiamo di autodeterminarci. Presumiamo di essere liberi. Ci eleviamo a intelligenze tali da poter decodificare il futuro o il disegno di chi prescinde da noi per potenza e chissà quant'altro.Siamo giganti nell’illusione e infinitamente piccoli nei nostri limiti; siamo entità trascurabili davanti ai misteri dell’universo.
Due gocce, come due amici, marito e moglie, due fratelli, due colleghi, eccetera, non sono strutture permanenti inamovibili, invarianti nel tempo. 
Siamo strutture dinamiche con il continuo assillo di essere vivi. Ognuno di noi esiste per se stesso e prende valore insieme con tutti gli altri. Le coppie, con leggeri urti reciproci, rilevano a bagliori i piaceri e le pene dell’esistenza. Presenti sulla stessa esile barca e in assenza di un timoniere professionista, tutti navighiamo a vista.
La coppia perfetta non esiste, mentre la reciproca consapevolezza di non essere eccellenti o di non essere sempre sopportabili in tutto ciò che facciamo o affermiamo, deve essere la base su costruire la nostra vita di relazione. 
È perfettamente inutile recriminare o perder tempo vita per riconsiderare segni che avremmo potuto decodificare diversamente! 
Non esiste la soluzione perfetta capace di prevenire tutti i futuri guai. Esiste, invece, l’atteggiamento sereno, utile a consumare la vita nel miglior modo possibile; volto a gustare ogni suo elemento attraverso la percezione di tutto ciò che solleva emozioni. Le difficoltà esistono ed esisteranno, ma colui che sa di avere una vita sola, deve guardarle pensandole trasparenti o transitorie.
Nei momenti in cui ci riesce difficile mantenere dritta la barra di navigazione nella vita, assumiamo l’irresponsabilità di ascoltare un po’ di musica dolce, di guardare il sorriso di un bambino, di osservare lo sguardo ottimistico di un cane che attende l'attenzione dal suo padrone, e come per magia i pensieri tristi volano via lontani da noi, lasciandoci sulla scia dell’emozione, unica possibilità di essere immortali per pochi attimi.
 

mercoledì 15 maggio 2024

Voglia romantica


Voglio la luna per continuare ad essere romantico.
Voglio le stelle per fissarle e disperdere il mio pensiero oltre i loro orizzonti 
Voglio il mare che instancabile mi parli del mondo che non vedo.

Di giorno la luna non c'è ed io sono solo.

Di giorno non c'è tempo per alzare la testa al cielo per ammirare i suoi raggi d'argento.

Di giorno anche il mare è impaziente, è in attesa del buio.
Ed io sono ansioso di ritrovarmi sulla sua riva, pronto ad ascoltarlo.

 
Racconto di tutto.
Parlo della cattiveria degli uomini.
Spiego l'ipocrisia, la rabbia, l'indifferenza.
So bene che non mi comprende 
e per non dispiacermi mi distrae,  giocando con i mille rovesci delle sue onde giocose.


Intanto, una leggera brezza si solleva.
Mi accarezza il viso 
e dimentico i miei problemi.

lunedì 13 maggio 2024

Il mondo che non è

 

Spesso mi chiedo perché la terra non è sola. Un indefinito numero di stelle e pianeti occupano uno spazio infinito nel firmamento. Allora, addormento la ragione, lascio che il tremore sobbalzi sulle mani fino a muoverle come fa un vecchietto.
Cerco un punto a cui ricondurre il mio peso,  per allargare lo sguardo oltre i confini del visibile.
Contorni confusi richiamano immagini sopite nel tempo. Mi accorgo di scorgere qualcuno.
Il senso caldo e il diletto per ciò che non vedo, rasserena l'animo e mi apro alla fantasia del bene.
Odo voci!
Alcune le riconosco, il conforto è magico. Altre le ho sentite, ma non hanno viso. Altre ancora, riecheggiano come quei suoni che ti risuonano nella mente quando reciti un bella poesia e le senti meravigliose.
Al ritorno della ragione, stringo quel sentire nel cuore per non dimenticare ... lo conservo per ritrovarlo nei momenti tristi.
 
Mi illudo di essere stato per pochi minuti nel mondo vero, quello che proietta gioia e bene attraverso le anime buone.
 

mercoledì 8 maggio 2024

Sdegno infinito


Vorrei colorare di fuoco le mie parole.

Brucerei quei pensieri insani,
ombre di una cattiveria senza ragione.

Fisso lo sguardo al viso offeso.

Lo sdegno non trova pace.

E allora, cado giù nel mio cuore,
dove, solitario, ripasso i miei sentimenti.

Ostinato, 
cerco quel seme che tutto spiega.

Ahimè, ad anima fragile
nulla appare.

Riflette solo dolore per una amore violentato.

  

Commozione

 


Non devi convincere nessuno a far qualcosa, non devi spostare montagne destinate a rimanere ferme, devi soltanto essere testimone di una vibrazione che è dentro di te e che contagia chi è a te vicino. 
Chi è malato e combatte con quel terribile nemico, ha bisogno dello sguardo e della compagnia di chi ama, di chi conosce fin dentro l'anima ... perché morire dentro è un dispetto che noi umani non siamo capaci di sopportare. 
Per quanto mi riguarda, a queste persone mi sentirei di dare un grande abbraccio. Mi piacerebbe trascorre con loro tanto tempo. Non lo farei per il semplice filantropismo, ma per sentire il suono di un’emozione che senza clamori ti prende e ti fa sperimentare qualcosa che spero di ritrovare insieme nel paradiso. Sarei felice di confinare con loro il mio calore, fare eco dei battiti del mio cuore sul loro corpo.
In questo modo mi sarebbe facile convincerli che, sebbene la nostra vita sia meravigliosa, essa è solo una parentesi, un’istantanea scattata per rivederci più belli in un mondo che non conosciamo. 

martedì 7 maggio 2024

La delusione

 

La delusione implica un’aspettativa che è stata costruita sulla base di riferimenti molto soggettivi e quindi sicuramente diversi o addirittura contrastanti con la realtà.
Una delusione, effetto dell’aspettativa, ti fa vedere il mondo nella prospettiva stabilita dei tuoi riferimenti. La verità proiettata attraverso l’aspettativa è quella rifratta dalle tue ansie e convinzioni, e come tale, distorta.
L’interpretazione, correttamente ricavata mediante la razionalità del pensiero, è contaminata dall'errore originale, quindi, dietro la giustezza del metodo si nasconde il vestito per cui l’apparente verità viene assunta come assoluta, ineluttabile e definitiva.
C’è bisogno che trascorra del tempo affinché i metodi di giudizio, decantati da una nuova predisposizione biologica, mutino l’angolo della prospettiva, per far partire un nuovo processo di costruzione di una diversa aspettativa. 
In questo continuo altalenate credere e ricredersi, il ricordo (esperienza) raffina i processi e contemporaneamente rallenta i giudizi e rende caute le espressioni.
La traccia del percorso, è quella di una vita che si consuma, animata dalle sensazioni, timbrate dall'intensità delle emozioni.
Quest’ultime rappresentano la prova del vivere da esseri umani.


lunedì 6 maggio 2024

Il topolino saltellante

 

Sonia, la mia dolce figliola, frequentava l’università di Bari e come era suo solito, quando rientrava molto tardi, portava con sé il necessario per la pausa pranzo. Generalmente si trattava di qualche panino imbottito di prosciutto e formaggio. Lei abbandonava il suo zaino soltanto quando era impegnata nelle lezioni.

Un giorno capitò che durante la mattinata un impertinente topolino, richiamato dal profumo del formaggio, si infilò nello zaino incustodito dell’inconsapevole ragazza, per gustare il suo cibo preferito in tutta tranquillità. Quando Sonia terminò le lezioni non ebbe più tempo per consumare il pranzo a sacco poiché il dilungarsi dell’impegno universitario le consigliò di fare immediatamente ritorno a casa.

Il topolino, sballottolato della corsa della viaggiatrice, pensò bene di nascondersi alla meglio … anche perché la siesta dopo il pranzo bene si conciliava con il cullare del trasporto. Insomma, Sonia portò un ospite a casa. Anzi, lo accolse nella sua stanza dove ripose lo zaino che avrebbe svuotato successivamente.

Il topolino ringraziò l’ospitante approfittando per farsi un bel sonnellino nell frescura della stanza.

Appena fu notte, il topolino uscì in cerca del pasto serale … non curante che Sonia fosse sdraiata sul suo lettino occupata a leggere. Ovviamente, la coda dell’occhio captò la corsa del piccoletto. Immediatamente ci fu un piccolo terremoto che condusse da me la ragazza spaventata dalla visione del suo ospite.

Da padre scettico, la rassicurai convincendola che probabilmente la scena prospettata fosse una sua immaginazione causata forse da qualche sguardo distratto nella penombra della sua stanzetta.

Sonia non fu molto convinta e per questo aggiunsi la motivazione per cui un topolino non potrebbe stare senza la sua mamma e perfino in un appartamento al secondo piano, circondato da un famiglia di gatti.

La notte, il topolino, spinto dalla fame, si spostò in cucina dove trovò nascondiglio dietro la lavastoviglie. Sicuramente non trovò nulla da mangiare poiché il mattino successivo entrò in scena.

Era una magnifica e luminosa domenica, mi trovavo sdraiato sulla mia poltrona davanti al televisore, ascoltando il telegiornale, quando l’impertinente topolino mi passeggiò accanto come se fosse un cagnolino. Sicuramente cercava cibo, ormai era da molto tempo che non mangiava.

Immaginate la mia faccia mentre assistevo alla sfacciataggine dell’animaletto!

Mi alzai di scatto mentre il piccolo delinquente fuggì nel suo nascondiglio. Nel trambusto, si aggiunsero le urla delle donne di casa che vedevano il topolino come il mostro a cinque teste. Allora mi inventai una strategia di intervento risibile. Circondai l’area abitativa del topolino con divisori che nella mia ingenua prospettiva dovevano servire a bloccare il fuggitivo. Mi armai di una robusta ciabatta, pronto per colpire e stordire la vittima … ma non avevo fatto i conti con la velocità e l’agilità del topolino il quale appena fu messo alle strette, con un salto in alto simile a uno di migliori della grande saltatrice Sara Simeoni, scavalcò l’assedio e fuggì fuori dal balcone.

Ostacolato dai miei stessi oggetti, non feci in tempo per vedere dove si fosse infilato. Feci rumore, battetti ogni angolo del balcone ma non trovai più tracce del birbante. Così supposi che fosse saltato giù dal balcone e me ne fossi liberato.

Mi sbagliavo!

Il furbetto si era nascosto sul retro della lavatrice, nel piccolo bagnetto esterno. Tre giorni dopo, l’assenza completa di cibo indebolì il fuggiasco che fu costretto ad uscire allo scoperto per arrendersi. Allora fu per me una vittoria facile. Catturai il topolino chiudendolo una scatola che poi abbandonai in aperta campagna. Non ebbi il coraggio di ucciderlo, anche perché forse era già in via di morire a causa della lunga astinenza dal cibo.

Non vi nascondo che nonostante fosse un topolino, l’empatia mi lascò un sentimento di leggera tristezza.


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