Il grande paradosso della
nostra esistenza è che il nostro cervello umano desidera novità e stasi allo
stesso tempo. Vogliamo sperimentare cose nuove, ma non vogliamo uscire dal
nostro posto sicuro.
Ecco perché molti di noi sono
attratti da schemi per arricchirsi in fretta e ciarlatanerie varie. Amiamo
l'idea di ottenere ciò che vogliamo senza sacrifici o lavoro. Siamo ipnotizzati
da promesse di crescita senza disagio. Ma tali promesse sono sempre vuote.
L'unico modo per provare
l'esultanza del trionfo dell'eroe è partire per un viaggio da eroe.
Invece, la maggior parte di
noi se ne sta seduta ad aspettare. Aspettiamo di essere scoperti, di vincere
alla lotteria, di trovare lo schema di intelligenza artificiale perfetto per
arricchirsi senza sforzo, o aspettiamo che qualcun altro ci mostri la strada
per la vita dei nostri sogni. Molti di noi non hanno nemmeno sogni propri.
Prendiamo spunto da celebrità e influencer, oscillando tra le pareti bianche e
vuote del minimalismo del momento. Alla fine rimaniamo bloccati, sperando che qualcosa
nelle nostre vite cambi o che accada qualcosa di impensabile.
Sappiamo che le persone aspettano
… aspettano e basta.
Aspettano che parta un treno o
che arrivi un autobus, o che parta un aereo, o che arrivi la posta, o che finisce
di piovere, o che arrivi una telefonata, o che aspettano di ricevere una
risposta … aspettano e basta… tutti aspettano.
Se vuoi vivere al meglio la
tua vita, c’è poco da aspettare.
Non esiste un prontuario su
cosa fare, ma comunque occorre agire, inventarsi. Di solito si sottovaluta l’opportunità
oppure ci si rimane bloccati da pregiudizi.
Sei un essere unico fatto di
polvere di stelle. Devi trovare la tua strada verso la vita che desideri, e
questo richiede che tu prima ti perda.
Devi smettere di aspettare che le cose
ti accadano e devi iniziare a far accadere le cose per te.
Puoi imparare da ciò che hanno
fatto gli altri, ma dovrai adattare i loro metodi alle tue circostanze. Non ci
sono soluzioni valide per tutti.
Il segreto per una bella
vita non sta nelle risposte che troviamo, ma nelle domande che poniamo.
È la ricerca, il viaggio, che
crea la vita.
Non troverai ciò che stai
cercando stando fermo ad aspettare. Devi prima lasciare la tua zona di comfort.
Se apri la tua mente e sei
curioso del mondo e del tuo posto in esso, scoprirai meraviglie indicibili
mentre vaghi. Troverai l'antica magia. Troverai indizi per la tua vita
migliore.
A riprova di quanto sia vero
nel non adagiarsi nella speranza che qualcosa succeda, porto la mia esperienza
personale.
Ero laureato da poco in
ingegneria elettronica e sebbene avessi mandato curriculum a destra e a manca,
non succedeva nulla. Eppure, amici e parenti si stupivano per il mio titolo e per
le possibilità di lavoro che offriva.
Intanto, aspettavo …
aspettavo. Temevo di parlane apertamente del problema; quasi fosse colpa mia
che non arrivassero chiamate. Un giorno decisi di prendere una iniziativa.
Andai a trovare un vecchio compagno di scuola che era già inserito nel mondo
del lavoro e confessai a lui la mia situazione.
Lui mi domandò: “Hai un
curriculum con te?”
“Certamente!” Risposi
tirandolo fuori dalla mia borsa.
Il mio amico lo guardò e poi
sorrise: “Luigi, chi vuoi che ti risponda se ti presenti in questo modo!”
“Sorpreso, chiesi: “Franco, è
un nomale curriculum che riporta il mio percorso di studi e le mie brevi
esperienze lavorative. Che cosa c’è che non va?”
“Luigi, dovresti sapere che chi
si deve prendere la briga di chiamarti, deve poter leggere qualcosa di
interessante e utile per la sua azienda. Nel tuo curriculum non c’è nulla di
questo!”
Un po’ risentito, replicai: “Allora,
sarà impossibile iniziare a lavorare!”
“Beh, un sistema c’è! Non è
ortodosso, ma a me ha funzionato alla grande.”
“Cioè?” La mia curiosità mi riaccese.
“Ti suggerisco di comprare un
quotidiano, cerca la pagina degli annunci di offerte di lavoro e scegli
qualcuno in linea con il tuo profilo tecnico. Dopo, copia esattamente ciò che
richiedono nel tuo curriculum e spediscilo all’azienda. Sarai sicuramente
contattato!” Il mio amico rise.
“Ma non sarebbe veritiero!” Risposi subito.
“Sai quante bugie si dicono?
Ad ogni modo, avrai l’opportunità di avere un colloquio, durante il quale il
selezionatore non sempre dà grande importanza al fattore tecnico, mentre si
accerta delle qualità umane. Generalmente, i neo-assunti fanno corsi interni, indipendentemente dalla loro reale preparazione.”
Tornato a casa, misi in opera
il suggerimento del mio amico. Nel giro di qualche settimana mi arrivarono
tante convocazioni di colloquio. Risposi alla chiamata dell’azienda più vicina
a casa.
Il colloquio fu un successo
totale. L’esaminatore, con il mio “bugiardo” curriculum tra le mani, si mostrò
quasi imbarazzato nel pormi domande tecniche. Alla fine, esordì chiedendomi cosa
sapevo a riguardo di una certa tecnologia in sviluppo in quel momento.
Ecco, qui ci fu l’incontro
dell’opportunità con la preparazione.
Fortunatamente, proprio in
quel periodo avevo letto un articolo sull’argomento e mostrai un sapere specifico in quel
settore. Ciò avvalorò tutte le bugie scritte sul curriculum relative ad altre
tematiche. Alla fine del mio argomentare, il selezionatore si convinse sulla mia buona competenza tecnica e terminò il colloquio con la solita frase: “ … le faremo sapere”.
Il lunedì successivo fui
convocato per l’assunzione.