Benvenuto su Riflessioni Filosofiche

In questo spazio condivido riflessioni e approfondimenti su temi che riguardano lo spirito umano e il senso del vivere. Leggerete scritti che vogliono favorire la serenità interiore o l'ottimismo per la vita.

domenica 24 marzo 2013

Gocce di mare




Vorrei il mondo che ho visto prima di nascere … … 

uno, consapevole e infinito.

Nascendo, ho imparato a dividere, sperimentare l’illusione della moltitudine e vivere la conseguente limitazione.

Dibattuto tra la ragione e il cuore, oscillo continuamente nella convinzione.

Ogni stato d'essere è soltanto transizione, una calma tra due tempeste.

Siamo gocce nel mare di un oceano, or calmo or furioso. 

Infinite, strette l'una con l'altra siamo compagne di noi stesse.

Mosse da correnti e maree, non abbiamo forma.

Combattiamo per cercar volume, ma il sole ci eleva al cielo,

in promessa 

a un Paradiso 

appeso alla speranza. 

venerdì 22 marzo 2013

VerbumlandiaArt

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
LUIGI: ETT, sai che ieri sono stato a Lecce?

ETT: Il tono della tua voce mi anticipa umori piacevoli.

LUIGI: Non ti sbagli, perché ho trascorso un’insolita giornata di vento e sole.

ETT: Non penso che le condizioni meteorologiche abbiano determinato il tuo stato.

LUIGI: Infatti, è stata l’occasione per conoscere gente squisita.

ETT: Luigi, ti conosco! 
Ti basta poco per affibbiare dolcezza ovunque, specialmente se ci sono donne.

LUIGI: Hai ragione, ho conosciuto molte donne con un fattore comune: dolcezza ed eleganza.

ETT: Ecco! Non farai un torto agli uomini amici?

LUIGI: Essendo uomo, confido nella condivisione del mio stesso piacere e quindi mi concederanno di farli passare momentaneamente in secondo ordine.

ETT: Avanti raccontami tutto, che cosa avete combinato.

LUIGI: Abbiamo fondato un’associazione culturale.

ETT: Tutto qui?

LUIGI: Aspetta che ti dica tutto!
I miei nuovi amici (nuovi perché prima erano virtuali) sono speciali.

ETT: Dici sempre così quando conosci nuova gente!

LUIGI: Questa volta è diverso! 
Non erano i soliti amici degli affari o della compagnia d’intrattenimento.
Sono amici importanti!

ETT: Ma va! Ho imparato da te il significato di questa parola.

LUIGI: Credimi ETT, io non mi sono mai unito a un gruppo che non fosse stato di tipo tecnico e che abbia avuto dichiarate propensioni all’arte, alla poesia o alla cultura un generale.
Questi miei amici mi faranno vivere una nuova esperienza e non mi vedranno come un noioso, arido professore d’informatica.

ETT: Sentiamo, che cosa hanno di speciale?

LUIGI: Avrei da raccontarti di tanti particolari, tutti interessanti.
Intanto, hanno la cordialità dell’essere; l’umiltà dell’ascolto; la simpatia dei sorrisi.

ETT: Ti fanno sentire un pesce fuor d’acqua?

LUIGI: Sì, ma per la mia inadeguatezza.

ETT: Luigi, ti stai offendendo da solo?

LUIGI: Non fraintendermi! 
Mi riferivo della mia scarsa esperienza nel vivere questo tipo di convivio.
Il mio carattere fondamentale riservato, spesso mi offre il solito movimento di elefante nella cristalleria e l’impaccio conseguente, mi provoca quel senso d’inadeguatezza.

ETT: Ok, sei assolto! Vai avanti.

LUIGI: Del gruppo fanno parte poetesse importanti. 
Immagina, pubblicano autonomamente i propri libri.

ETT: Immagino sì....... cosa intendi!

LUIGI: Non mi fare apparire come opportunista, ti prego!
Inoltre, ho conosciuto anche un’artista internazionale.

ETT: Ora ti credo! Le tue abitudini poco espansive testimoniano lo stupore. 
Degli amici maschietti, non mi dici nulla?

LUIGI: La semplicità e la simpatia caratteriale sono le loro note più evidenti. Incredibilmente, a uno di loro mi sono sentito molto affine;
ho condiviso anche il viaggio per giungere a Lecce.

ETT: Però, non mi hai raccontato di quella tua amica con cui ti vedo solitamente giocare, oltre con i versi poetici, anche con il suo nome?

LUIGI: Ti riferisci a Regina?

ETT: ovviamente!

LUIGI: In effetti, chiamandosi Regina ed essendo pure una donna romantica, mi è impossibile non giocare con l’equivoco legato alla sovrana britannica.
Ti assicuro che è una donna piena di dinamite e che ha avuto problemi con la penuria di micce. Penso che scuoterà il suo mondo fino a fargli uscire tutti i suoi tesori nascosti.
Non ti nascondo che mi sento fortunato a rientrare tra le sue simpatie.

ETT: Farò in modo da metterla in allarme!

LUIGI: Mi fai pericoloso?

ETT: Io non credo, ma sarebbe meglio che lo decidesse lei!

In ogni caso, auguro a te e al tuo nuovo gruppo un grande augurio per questa vostra avventura.

Ogni persona ha una quantità incredibile di risorse.
Sommando le singole quantità, il totale è sicuramente maggiore della somma.

LUIGI: Grazie ETT, informerò subito tutto il gruppo.
      
  

Wanted






CONDANNATO PER LA PRATICA INGIUSTIFICATA D'AMORE.


Ti ho voluto bene.
Ti ho sempre considerato migliore di me.
Ti ho dato quello che potevo darti.
Ho sofferto per non poterti dare di più.

Però...

eri sordo
eri distratto
promettevi di occupartene con calma .... poi.

Ora, sono solo.
Abbandonato.
Continuo ha sperare che verrai a cercarmi.
 
Se un'auto mi schiaccerà, mi cancellerò dalla tua vita
e sarò un cane randagio in meno per la strada.

Per noi, animali insignificanti, il paradiso non c'è!

già! 

Dimenticavo ...... voi siete umani. 

P.s. Se trovate la mia carcassa lungo la strada,
vi chiedo di scusarmi se sarò causa di incidenti.
Vi giuro che non posso spostarla io.


martedì 19 marzo 2013

Desiderio spento


 
 
Cuor piange per sentimento mai vivo.

Allor, ragion pratica comandò.

Silente l’animo mio, amor non pretese.

Volle il tuo desio per ridestar speranza.

Orfano di sì grande bandiera, or vago per sentimento monco.

Deboli forze sospingono l’ardor mai provato.

Cielo basso fa di me gigante.

Solitario per timida stoffa, confino l’ambire.

Tempo corre per consegnarti un bacio.

Perdona l’ardita lacrima al gravar sul viso tuo.

Ostinata s’illude,
ripagar vorrebbe del mancato dono
all’antico bambino.

Chi commenta su Facebook?

 
 
Come in ogni famiglia troviamo ruoli e caratteri diversi, così anche su Facebook le figure che si mescolano sono molto variegate.
Il dato comune discende dal carattere virtuale dell’interlocutore di ogni suo utente. 
Nell’atto del commentare o postare (neologismo), il destinatario del messaggio  veste il quadro logico e sentimentale del mittente. 
Qualsiasi contrarietà o incomprensione per ciò che si scrive è avvolta da una lontanissima possibilità di esistenza. 
Per quanto riguarda la verità sul contenuto dei messaggi, il canale è assunto unidirezionale. 
Ogni risposta contraria è acquisita con sorpresa, giustificata immediatamente con l’inadeguata comprensione da parte del lettore.
Davanti alla tastiera, il solitario utente connesso è un trasmettitore attento alle conferme e alle celebrazioni di se stesso. 
Nel comunicare, egli utilizza solo i significati delle parole o delle emoticon (faccine), e cioè quel 7% del quantitativo informativo che si trasmette parlando dal vivo con una persona. Ciò vuol dire che, tranne per pochissimi amici che conosciamo da molto tempo, i messaggi hanno scarsissima probabilità di essere letti con attenzione e quasi nulla, di essere compresi profondamente.
Nonostante questa superficialità dei lettori, i post sui social network sono canti di grilli invisibili nella campagna silenziosa o punti luminosi nel cielo notturno estivo. 
Ognuno fa storia a sé e tutti formano un disegno o, per dirla in forma matematica, una distribuzione di desideri.
Ogni desiderio, se pur specifico, nato e formato all’interno della società reale, è un dato inconfutabile di un pensiero il cui contenuto contribuisce a formare l’umore sociale. 
Il singolo pensiero, pesato nella fascia sociale di provenienza compone il quadro ideologico da cui emerge l’umore.

domenica 17 marzo 2013

Paolo e Antonio


 
Un padre sul letto di morte chiama a sé i suoi due figli gemelli per renderli consapevoli di aver redatto il testamento nel pieno delle sue facoltà mentali.

I due ragazzi, essendo stati affidati a due famiglie diverse, avevano maturato due stili di vita diversi, sostenuti da due filosofie educative opposte. 

Il primo, Antonio, era ormai un uomo semplice e generoso; spesso non curava i propri interessi per aiutare gli altri. 

La sua riservatezza era spesso confusa come timidezza e incapacità di affrontare la vita a muso duro. 

Antonio amava leggere ed era facile trovarlo solitario ammirando tramonti o osservando piante e animali liberi in natura.

Paolo, invece, appariva agli occhi dei più, vivace, intraprendente e sempre al centro di ogni evento che lo riguardava. 

La vita agiata che gli era stata permessa era responsabile dei convincimenti per cui studiare era inutile e arrivare primi, anche a discapito di altri, era fondamentale per dar senso alla vita.

Per via di questi due caratteri così diversi, i due fratelli si vedevano raramente.

Alla morte del padre si ritrovarono dal notaio per la lettura del testamento.

Con somma meraviglia dei testimoni che assistettero alla lettura del testamento, si seppe che il padre avesse lasciato ogni suo avere al figlio Paolo, mentre ad Antonio lasciò soltanto una lettera scritta di suo pugno in cui si leggeva:

Caro figlio mio, ho dovuto lasciare tutto a Paolo perché la sua famiglia adottiva verrà con me in cielo. 

Presto, la sua vita avrà una svolta e allora potrà contare soltanto sul patrimonio che io lascio.


Tu, Paolo, sei stato fortunato hai una famiglia che stravede per te; 
hai una saggezza che vale mille volte ciò che ho lasciato a Paolo. 

Inoltre il tuo cuore è d’oro. 

Non diventerai mai ricco perché il tuo pensiero non volge a far profitti e non perdi occasione per dividere quel poco che hai con gli altri.  

 Io andrò in Paradiso sapendo di raccontare tutto questo al Signore e nasconderò la lacrima se mi chiederà di Paolo”.  

Il sentiment di facebook




Il sentiment è una parola inglese che nasconde l’ambiguità di due parole italiane: sentimento e opinione. 

Cattura contemporaneamente l’attenzione dei sognatori romantici e dei concreti giornalisti, mediandola in un compromesso di valori e logica.

Facebook, Twitter, Linkedin, ecc, sono social network, all’interno dei quali, l’iscritto denuncia il suo “umore”, sia sottoforma di augurio o speranza ipotetica, sia come ferma convinzione personale.

Questo “clima” di idee potrebbe essere interessante sottoporlo ad una analisi scientifica dalla quale ricavare convinzioni diffuse e previsioni di risposte a particolari stimoli.

Gli utenti di facebook (scegliendo uno a caso), potrebbero essere visti come cavie, come una fetta del campione statistico da cui estrarre un “sentimento” in essere e dal quale capire come reagirebbero se fossero provocati.

Questo fenomeno non ancora ufficializzato tra le indagini statistiche tradizionali è tuttavia tenuto in gran considerazione. 

I politici, gli economisti, gli imprenditori, ufficialmente danno poco credito ai social ma privatamente si fanno in mille per sapere che cosa si dice su loro conto.

Tra le novità di San Remo, snobbato dai giovani “in” negl’anni precedenti, è stata prevista una stazione “connessa” ai social network durante la celebrazione dell’evento televisivo. 

Probabilmente, l’intenzione del direttore artistico è stata quella di voler ascoltare l’eco del “sentiment”, sperando di vederli più coinvolti e eventualmente ritoccare in corsa la rotta di navigazione della trasmissione.     

sabato 16 marzo 2013

La bacheca di Facebook


 
Se appartieni alla schiera dei frequentatori di Facebook, fai parte di un nuovo modo di far opinion, sei un campione statistico che concorre a formare il “sentiment” di coloro che si affidano alla rete per esternare idee più meno congruenti. 
La novità del fatto sta proprio che alcuni studiosi tendono a valorizzare questo aspetto e lo stanno già studiando per capire in che modo interpretarlo prima di affidarlo all’utilizzo degli interessi commerciali o politici che siano.
Come ogni novità che si affaccia tra le realtà umane, anche questa crea schieramenti. 
Ci sono coloro, amanti della tradizione, che minimizzano la novità, fidando nell’ignoranza come forza di stabilizzazione e di continuità. 
Ci sono, invece, i più attenti, forse anche curiosi, che non lasciano nulla al caso o al “non provare”, i quali, percorrendo le nuove strade, si comportano come le navi rompighiaccio che solcano mari apparentemente gelati in superficie. 
Quest’ultima schiera di audaci è poco numerosa ma ha il vantaggio di arruolare velocemente simpatizzanti. 
Una notazione che è incontestabile riguarda l’età degli esploratori. 
Sono giovani intraprendenti che scegliendo di non perder tempo a lamentarsi e di non dar forza a chi crede di pensare per loro, scuotano la novità per cercare il modo di ottenerne benefici.

venerdì 15 marzo 2013

Il BIOS (lezione n.2)



Foto: "Da qualche parte c’è luce. Forse non sarà una gran luce ma la vince sulle tenebre."♥

Charles Bukowski

Gli uomini inconsapevolmente operano secondo motivazioni che si riscoprono soltanto a posteriori. 

Non mi riferisco a quelle apparenti, dettate dalla sapienza, dalla logica o dalla necessità, ma a quelle dettate da un’apparente ovvietà.

Ogni essere umano è diverso da un altro, perché?

Sprecar parole per motivare differenze così evidenti, è un modo per annoiarsi o filosofare.

Per rispondere, divertendosi, a questo quesito, mi servo di un elemento d’informatica: il BIOS.

Ogni essere umano ha un BIOS magistralmente configurato e personalizzato dal Padre eterno. 

Anche se il funzionamento generale della macchina Uomo è governato dal suo sistema operativo (come Windows o Linux), le particolarità costruttive del corpo fanno sì che esso, per svolgere alcuni compiti basilari su cui costruire le operazioni più fantasiose e complesse messe a disposizione delle applicazioni di vita, debba rivolgersi a un interlocutore in grado di parlare una “lingua“ standard, nascondendo i dettagli biologici e logici, specifici del corpo della particolare persona su cui lavora.

Questo, disaccoppiando le applicazioni e il sistema operativo dal corpo (hardware), semplifica la progettazione del software, da un lato, e permette al Creatore di avvalersi di una certa libertà progettuale, dall’altro. 

Infatti, il progettista del carattere degli uomini, nel definirlo, non deve più preoccuparsi di quali segnali emotivi e di quali temporizzazioni sono necessarie usare nella comunicazione tra i neuroni nel cervello e il movimento delle mani, ma si limita a dialogare con un interlocutore standard. 

Questo interlocutore è il BIOS (Basic Input/Output System), un programma relativamente piccolo ma di fondamentale importanza, sempre più spesso memorizzato su chip e alloggiato sulla nostra motherboard.

Il BIOS può essere aggiornato senza dover rinascere qualora l’esperienza traumatica modifichi la sua configurazione.

Se si riuscisse a scoprire dove risiede il nostro BIOS, sfruttando la clonazione, potremmo vivere in eterno. 

In questo modo avremmo rubato un grande segreto a quel burlone del buon Dio.

Lo Squalo ha paura


 
L'idea di "vedere" la comunità attraverso la propria lente, costringe il sistema globale ad una sua trasformazione. 
Il nuovo stato si sposta verso livelli compensativi, capaci di riformulare un nuovo habitat.
Il sistema mostra di reagire secondo una nota legge dell'elettromagnetismo.
A qualunque causa perturbatrice di un stato di stabilità, un sistema risponde con una reazione i cui effetti tendono ad annullare la causa destabilizzante. 

Per effetto ricorsivo delle azioni e reazioni che scatenano, il sistema si trasforma in un altro, frutto del nuovo equilibrio.  
Operiamo sulla natura ed infieriamo sul nostro pianeta pensando di sfruttarlo nei nostri cento anni di vita!

Leggete una news della BBC.
 
"Sharks are not the only species requiring our attention. 
There’s been an important meeting in Bangkok to talk about how to tackle the problem of the illegal trade in wildlife. 
Representatives of 200 governments are taking part in the meeting.

And some experts think that this issue is so serious that they even predict an extinction crisis. 
What should we do to save some animal species from becoming extinct?"




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