martedì 25 dicembre 2012

Ciao, Ett!



 (continuazione post precedente) 
LUIGI: ETT, ti prego portami via con te per qualche giorno!

ETT: Proprio ora, nel pieno del Natale?

LUIGI: Sì! Perché ovunque andassi, continuerò a restare nel cuore di chi amo e continuerò a non esistere nella mente di chi mi vede solo attraverso gli occhi.

ETT: No, Luigi! Questo è il tuo mondo e sono sicuro che se ti portassi via con me, ti farei un gran torto. Riprendi la tua calma e sii gentile, continua a parlarmi della magia del Natale.

LUIGI: Sì, è proprio come dici! Il Natale crea una magia nei cuori sensibili, allieta lo spirito e ottiene dispensa dalla ragione per volare nei sogni e concedere all’animo umano anche l’impossibile. Il Natale è la festa dell’Amore, una sinfonia della gioia proclamata da sorrisi, baci e abbracci. Il Natale è la celebrazione dei sentimenti più genuini dell’uomo verso l’altro uomo, l’esperienza del perdono, l’energia della solidarietà, l’accettazione dei nostri limiti, la riscoperta della tolleranza, l’apologia dell’amicizia.

ETT: Ho impressione che ti diverta a indurmi in perplessità. L’enfasi con cui proclami il tuo Natale non si concilia con uno stato d’animo che appare dibattuto tra la fede nello spirito natalizio e la consapevolezza di non riscontrarlo appieno tra gli uomini.

LUIGI: Probabilmente perché la mia idea del Natale è quella che vorrei che fosse per tutti e che, invece, si legge negli animi di pochi individui o addirittura, perché mi rendo conto di quanto sia travisata. 

Il consumismo, la superficialità, il dominio della materialità, sono pericoli minacciosi per il senso del Natale che fatica a impossessarsi dei cuori dei bambini abbandonati, dei vecchi emarginati, dei bisognosi ignorati, dei deboli sopraffatti.

Sono sempre più convinto che fino a quando non si trovi il senso della vita nel rivolgere l’attenzione al prossimo per la conquista del bene comune, ogni anno la celebrazione del Santo Natale sarà semplicemente la festa dell’apparire luminoso, sarà un’occasione perduta o almeno rimandata.

L’atto connesso con doni natalizi è la prova dell’esperienza del donare confusa con lo shopping. Il dono in sé è espressione di attenzione verso il prossimo sostenuta dal condividere un piacere di vedere felice la persona destinataria del dono.

Personalmente, preferisco di gran lunga il donare al ricevere.

ETT: Ora, non ti capisco!

LUIGI: Il donare è un evento attivo, predisponente a ricevere la gratificazione del sorriso e l’abbraccio. Non puoi immaginare come sia meraviglioso leggere gioia negli occhi di chi si ama. Specialmente se sono bambini o comunque, bisognosi del tuo supporto.

ETT: Significa che non ti piace ricevere doni?

LUIGI: Ti confesso, ma solo a te, sì! Riesco quasi sempre ad accettarli con la stessa gioia che potrei riscontrare nei panni del donatore. Conosco quanto sia importante mostrare gratitudine per colui che dona e quindi, non faccio mai mancare il calore affettivo necessario.

ETT: Attenzione, potresti apparire falso!

LUIGI: Agli occhi di persone formali, sì! Generalmente, il linguaggio del corpo garantisce la genuinità dei miei sentimenti.

ETT: Ora devo andar via, Luigi. Ti lascio con un mio dono.

LUIGI: Ti ho contagiato lo spirito Natalizio?

ETT: No! Lo spirito Natalizio è anche nello spirito dell’Amore; esso è presente nell’universo da sempre. Soltanto voi uomini ne fate un’ingiustificata esclusiva.
Il mio dono è una luce nel tuo cuore, visibile solo a coloro che misurano la felicità con il numero di sorrisi.


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