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In questo spazio condivido riflessioni e approfondimenti su temi che riguardano lo spirito umano e il senso del vivere. Leggerete scritti che vogliono favorire la serenità interiore o l'ottimismo per la vita.

mercoledì 5 giugno 2024

Lupo o pecora?

 

 

Leggevo un sottotitolo in TV: “X Mas”, vi confesso la mia ignoranza poiché quella sigla non mi ricordava nulla. Forse perchè, avendo avuto una crocerossina come insegnante di storia, l'argometo fu volutamente trascurato. 

In un primo momento, pensai alla “Xmas” come abbreviazione di Christmas, ma poi scartai l’idea perché eravamo lontani da Natale. La mia attenzione cercò di fissarsi sui commentatori televisivi i quali mostravano agitazione in contrapposizione al modus di un politicante, apparentemente flemmatico, deciso, sicuro delle proprie idee.

Non contento, afferrai il telefono e feci una piccola ricerca: “X MAS sono il simbolo e il motto della formazione militare che fu uno dei simboli della Repubblica Sociale è ancora oggi utilizzato durante le manifestazioni della destra e su magliette e gadget. La Decima Mas, divenuta Divisione di fanteria di marina, operò con i tedeschi contro le formazioni partigiane del Piemonte, partecipando a rastrellamenti e rappresaglie sanguinose contro i partigiani.”

Cominciai a capire il nervosismo degli ospiti televisivi. Non resistetti nel mandar fuori il “vaffa” utilizzato da un noto comico.

Ma siamo matti?

Ognuno è libero di esprimere le proprie idee quantunque stupide o assurde possano essere ma dovrebbero essere bandite quando queste incitano alla violenza. È facile blandire le menti deboli … quelle menti dove la cultura non è arrivata, dove il senso umano si è perso.

Mi rivolgo ai giovani, incoraggiandoli a studiare, a imparare, a informarsi sempre, perché il sapere sviluppa il senso critico, fa germogliare il senso umano e rappresenta l’unico antidoto contro la bruttezza dell’anima. Si impara a distinguere infallibilmente il lupo dalla pecora. 

Si sa che i lupi promettono con tutta sincerità che non mangeranno mai le pecore e per essere creduti si vestono da pecora, offrendo erba fresca e dolce. 

 

Un Dio spettatore?


ETT: Luigi, non comprendo un atteggiamento molto comune fra voi umani. Noto un gran numero di umani molto devoti a qualcuno che non conoscono e che neanche vedono. Alcuni, come te, lo chiamano Dio, altri Allah, Jehova, Brahama, Elohim, Yahweh, Shiva. Chi sono questi? Sono umani come voi?

LUIGI: Caro amico ETT, noi uomini sulla terra abbiamo un ente molto più potente di un qualsiasi nostro simile; perfetto e padrone dell’universo al quale siamo devoti per fede. Lui ci ama e ci protegge.

ETT: Scusami Luigi, ma ciò mi appare molto strano … per tuo rispetto non dico ridicolo.

LUIGI: Perché?

ETT: Mi sembra evidente come sia bizzarro che un essere così potente e buono, come tu dici, permetta che accadono cose terribili fra i suoi devoti. Osservo individui che si combattono, si uccidono, prevaricano e calpestano la dignità di altri. Tutto questo succede mentre il potente e buono Dio assiste inerte.

LUIGI: Forse non sai che il nostro Dio ci lascia liberi di autodeterminarci … mette in gioco la sua perfezione attraverso i nostri limiti.

ETT: Dai, non scherzare! Ci sono troppi segni di inconsistenza di questa tua giustificazione. Perché si rivela sotto religioni diverse? Perché accetta il dolore dei suoi devoti? Perché permette ad alcuni di vivere bene e trascura completamente molti altri?

LUIGI: Ammetto che le ragioni del nostro Dio potrebbero apparirti inspiegabili … lo sono anche per noi! Per questo motivo ci affidiamo alla non-ragione che chiamiamo fede. Vedi, amico mio, noi siamo coscienti di non poter conoscere il piano del nostro Signore e quindi un sistema per non scoraggiarci davanti alle difficoltà della vita dobbiamo pur individuarlo.

ETT: Non vi fa onore rinunciare alla vostra ragione soltanto perché non riuscite a trovare una spiegazione. Quello che posso assicurati che noi vi osserviamo; non possiamo intervenire nel vostro sistema per tanti motivi che non potete comprendere; siete troppo “piccoli” per avere un dialogo con noi. Agite con gli stessi modi dei vostri bambini che sono chiusi nella loro ingenuità e che hanno bisogno di qualcuno per essere guidati a non farsi male. Diventando adulti, vi arrogate di una risibile potenza, utile soltanto per nascondere una inconfessabile leggerezza dell’essere. Siete divisi in nazioni, culture e lingua e tali divisioni vi permettono di essere illusoriamente diversi, eletti o diseredatati, ubriacati da poveri egocentrismi. Tutto questo, con il benestare di un Dio che non sapete dov’è e che fingete di temere.

LUIGI: Siamo umani, Ett! Siamo una specie particolare, nata spontaneamente in un universo dove anche voi abitate e forse siete sempre esistiti. Come mio personale desiderio, vorrei che tu chiedessi ai tuoi simili di occuparci di noi … magari soltanto per evitarci di auto-estinguerci.

ETT: Dovresti chiederlo al tuo Dio!

 

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