mercoledì 7 febbraio 2024

Il tempo della cultura

 


Il tempo è una risorsa preziosissima, tanto preziosa che non si perde tempo a riflettere se veramente si consuma nel miglior modo possibile.

La fretta è penetrata tanto silenziosamente quanto lentamente nel mondo dell’educazione e ha stravolto la sua stessa concezione. Si tratta di una tipologia di fretta “moderna”. Già Nietzsche ne aveva denunciata la pericolosità di una assuefazione ad un’idea sbagliata del tempo dedicato.

Infatti, attualmente, non solo non c’è tempo per la cultura ma questa diventa essa stessa cultura della fretta. Una cultura “veloce”, quella di ogni giorno, si rivela sempre più scadente con implicazioni molto preoccupanti in quanto non soltanto si impone nel sistema scolastico tra i giovani, bensì si diffonde capillarmente nella società, andando a incidere negativamente sulla mentalità quotidiana della gente e addirittura viene tramutata la concezione del tempo della cultura. 

Pesante  alla proposta di accorciare i tempi della scuola secondaria superiore! Pensante all'istruzione privata propagandata come "più anni in uno!"

Plasmate dalla logica della fretta, le persone vengono indotte ad allinearsi a favore dell’idolatrica e ipocrita sopravalutazione della stabilità del posto di lavoro rispetto all’insicurezza lavorativa di una vita spesa per la cultura, arrivando a odiare una formazione culturale che consuma molto tempo. 

Poiché ovunque impera una fretta indecorosa, come afferma provocatoriamente Nietzsche, sarà malvisto il giovane che dopo i trent’anni non abbia ancora finito di studiare e non che non sappia rispondere alla prima tra le domande usuali: “Qual è la tua professione?”

L’imbarazzo si crea come se qualcosa andasse colpevolmente perduta. Una patologica dissociazione dei tempi della vita. L’unico tempo che la società moderna riconosce e rispetta è il tempo del lavoro. Ogni altro modo di consumare il tempo, a maggior ragione quello dedicato alla cultura, sarà solo tempo perso.

 

martedì 6 febbraio 2024

Antonio compra un quadro

opera pittorica di Silvia Senna

Andrea era un uomo che aveva un salotto nel suo cuore. Quasi sempre le sue decisioni le prendeva rifugiandosi lì, per consultare il libro dei suoi sentimenti. Se qualcuno in quei momenti lo osservasse, sicuramente penserebbe di lui come un tipo strano, fuori di sé. Il suo problema era che non sempre riusciva a tenere separati il cuore e la ragione per cui viveva in eterno dissidio interiore che abbandonava occasionalmente fidandosi dei piani della Provvidenza.

Andrea amava parlare con le persone genuine, quel tipo di anime che sono trasparenti e che non lesinano in sorrisi ed ottimismo. Nelle giornate di sole coglie occasione per passeggiare e fermarsi in un bar dove scambiare qualche parola leggera. Gli capitava spesso di incontrare Antonio, un umile lavoratore che aveva dovuto abbandonare gli studi per mancanza di risorse. Però, la curiosità di sapere non era riuscita a spegnersi. Incontrando Andrea, non mancava di dar sfogo alla sua mancata passione per l’arte.

Un mattino, Antonio notò Andrea seduto al suo solito tavolino e subito gli si avvicinò per parlargli:

“Salute, Andrea! Tutto bene?”

“Per fortuna sì … come credo anche per te.” Rispose Andrea.

“Andrea devo darti un gran notizia!” L'entusiasmo traspariva nelle parole di Antonio.

“Dimmi tutto!”


“Ho comprato un quadro al mercatino. È un po’ strana l’immagine, ma credo che sia famoso l’autore.”

“Di chi si tratta?” Domandò Andrea stupito e incuriosito.

“Mi hanno detto che rappresenta l’Urlo di Munch! Non so bene cosa significa, però è evidente che sia dipinta la faccia di una donna che urla e si dispera. Beh, non è molto allegro, però sembra che sia molto apprezzato. Lo appenderò nel corridoio, così farò stupire i miei parenti quando verranno a visitami.”

Andrea scosse la testa, un po’ per meraviglia, un po’ per divertimento e disse: “Antonio, le tue buone intenzioni mi sorprendono e mi divertono. Compri un quadro e non conosci la sua origine e il suo significato?”

“Andrea, ci sei tu a informarmi! Il fatto che ti sei sorpreso mi fa piacere perché forse ho indovinato i tuoi gusti.”

“Quali sono i miei gusti che hai indovinato?” chiese Andrea.

“Facile dirlo! Mi hai sempre parlato della pittrice che fa quadri con immagini confuse e strascicate! Il mio quadro è molto simile! Se vedi bene c’è un viso che credo che sia di un uomo (almeno lo spero) senza contorni precisi e pure sfigurato. Sembra che l’uomo sia disperato mentre attraversa un ponte. La staccionata che forse è la ringhiera del ponte, è strascicata come fa la tua amica.”

Andrea rise di gusto e Antonio lo guardò perplesso: “Ho detto qualcosa di buffo?”

“No, amico mio. Penso alla mia amica quando leggerà la tua critica artistica ... così originale!” Rispose Andrea.

“Allora dimmi tu! Che rappresenta il mio quadro?” Domandò Antonio.

Angoscia, disperazione e smarrimento sono alcuni sentimenti che l’artista ha voluto trasmettere all’osservatore. La figura al centro, deformata e spettrale, simboleggia la fragilità e la decadenza dell’essere umano. L’urlo emesso dalla figura racchiude quindi tutto il male di vivere che accomuna ogni persona. La figura non è chiara perché l’essere umano è impossibile comprenderlo chiaramente. Ogni persona è un mondo a sé, seppure i lineamenti fisici la mostrano diversa.” Spiegò Andrea.

“Anche nei quadri della tua pittrice si racconta la stessa cosa? La confusione nelle immagini disegnate è uguale!”

“Antonio, ogni artista ha uno stile proprio con il quale trasmette i suoi sentimenti, le sue emozioni. Inoltre, ogni artista fissa nel pennello ciò che ha nel cuore e sente di trasmettere. È delegato all’osservatore il compito di sintonizzarsi con i sentimenti che l’opera vuole sensibilizzare. Nel quadro di Silvia Senna, io vedo l’indefinito come fonte di creatività dell’essere umano. Le linee “strascicate” che vedi sono le autostrade delle emozioni che hanno come punto di arrivo il tuo cuore e la mente. Tutte le volte che guardi un’opera d’arte compi una fuga nel mondo dell’anima e riporti alla realtà la magia di un pensiero felice.”

Antonio seguì appassionatamente il discorso di Andrea mentre nella sua mente si vantava per aver comprato la copia di un quadro di gran valore. Dopo una pausa in cui sembrava riflettere, si congedò dall’amico dicendo: “Se trovo al mercatino un quadro di Silvia Senna, ti giuro che lo compro!”

Andrea salutò allegramente il caro amico Antonio.

 

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