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In questo spazio condivido riflessioni e approfondimenti su temi che riguardano lo spirito umano e il senso del vivere. Leggerete scritti che vogliono favorire la serenità interiore o l'ottimismo per la vita.

lunedì 22 aprile 2024

Oscurità dell'anima


Il diverso e la separazione sono due invenzioni umane. Il peccato originale, simbolicamente il morso alla mela, rappresenta l'atto che ha ufficializzato il concetto della divisione come realtà della natura umana (il pezzo di mela staccato con il morso).  

Solo dividendo e separando, è possibile contare. Imparando a contare introduciamo il tempo.

Nasce il concetto del "prima" e del "dopo"; nascono le limitazioni e il discreto. Il concetto di "eterno", impossibile da dividere, fa compagnia a quello di "infinito".

L'uomo cuce il suo vestito nella sfera dell'essere.

Se ammettiamo che con la separazione nulla si aggiunge e nulla si crea di diverso, dovremmo ammettere che tutti gli uomini sono uguali e ognuno non è diverso o separato dalla natura nel suo complesso.

 Saremmo un grande polmone che respira e che si espande "adimensionalmente".

L'assurdo di Russell si rivelerebbe verità. Egli, scherzando, diceva che se ammetti che 2=1, allora io sono il papa.
Lo dimostrava constatando che lui e il papa sono due persone "separate" e quindi per la logica tradizionale, ammettendo l'uguaglianza, si deve ammettere la coincidenza delle due persone diverse.
Forse, in futuro, smontando il paradigma ufficiale della razionalità tradizionale, avremo la conferma di un universo unico e pieno d'amore.
 

domenica 21 aprile 2024

Un dono per te


Non fu pioggia cadente per l'aria allegra 
a rintristire un cuor appeso.
Il buio calante non aiutò l'umor triste.

Suoni lontani,
cadenze di presagi,
annunciano la furia del tempo senza viso.

Mesto,
curve le spalle,
abbandono il mio corpo.

Indomito, salgo tra le stelle,
lascio la luce alle mie spalle.

Cerco il padrone dei mondi.
Devo consegnargli il tuo messaggio.
 
Contiene delicata dolcezza, 
tanta innocenza,
infinito amore.

Protetto dalla fede di chi vuol bene,
lascerò il piccolo fardello davanti alla somma immagine.

Rimarrò lì,
in attesa dello sguardo beato.
Ansioso di restar accecato al brillar di luce fulgida.

Soltanto allora,
chiuderò il dono,
e saetta,
giungerò a te.

Trepidante, stringerò le tue mai,
dove poserò la segreta promessa dell’Eterno.

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