martedì 24 marzo 2026

Il bambino che perdeva le parole


Le parole sono vive? Possono scappare, nascondersi o annoiarsi?

In questo racconto fantastico scoprirai la storia di un bambino che perdeva le parole… e di ciò che accade quando decide di inseguirle.


🌈 Il bambino che perdeva le parole

C’era una volta, in una città dove i semafori sbadigliavano e le nuvole si fermavano a chiacchierare sui tetti, un bambino di nome Arturo che aveva un problema molto serio: perdeva le parole.

Non era colpa sua. Le parole gli cadevano dalle tasche mentre camminava, si infilavano sotto i banchi a scuola, scappavano dalla bocca proprio sul più bello di una frase. Una volta aveva detto:

“Maestra, posso andare in…?”

e la parola “bagno” era scivolata via, rotolando come una biglia sotto la cattedra.


🚌 L’inseguimento della parola “avventura”

Un giorno Arturo decise di inseguire una parola che gli era scappata: “avventura”.

La vide correre lungo il marciapiede, saltare su un autobus senza pagare il biglietto e sedersi accanto a un signore con un cappello troppo grande. Arturo la seguì.

L’autobus lo portò fino all’ultima fermata. C’era solo un cartello:

“Qui finiscono le strade e cominciano le storie.”


🛍️ Il mercato delle parole

Davanti a lui c’era un mercato stranissimo: bancarelle piene di parole!

  • Parole lunghe come precipitevolissimevolmente
  • Parole corte come eh e oh
  • Parole colorate e profumate
  • Parole timide nascoste dietro le altre

Una vecchietta con gli occhiali storti gli chiese:

“Cosa cerchi, bambino?”

“Le mie parole,” rispose Arturo. “Le perdo sempre.”


💡 Il segreto delle parole

La vecchietta sorrise:

“Le parole non amano stare in tasca. Si annoiano e scappano. Devi tenerle per mano.”

Arturo non ci aveva mai pensato.

Poi trovò “avventura”, che stava parlando con “coraggio” e “imprevisto”.

“Perché scappi?” le chiese.

“Perché mi usi poco,” rispose la parola. “Le parole vogliono essere dette con il cuore.”


🤝 Una promessa speciale

Arturo allungò la mano:

“Vuoi tornare con me?”

“Solo se mi prometti una cosa: fammi vivere storie vere.”

Arturo promise.

Tornò a casa con “avventura” per mano, insieme a “sorpresa”, “risata” e una piccola “idea” che gli saltò sulla spalla.


🎉 Il finale

Da quel giorno Arturo non perse più le parole.
O meglio, qualcuna ogni tanto scappava ancora… ma solo per vivere una storia e poi tornare.

E quando la maestra gli chiese:

“Arturo, vuoi dirci cosa hai fatto ieri?”

Lui sorrise:

“Ieri ho avuto un’avventura.”


🔍 Conclusione

Questo racconto ci ricorda che le parole non sono solo strumenti, ma compagne di viaggio. Usarle con fantasia e cuore significa dar loro vita.


*Spunto tratto dal 4^ volume "LO SGUARDO NEL TEMPO DELLA FILOSOFIA" di Fabio Squeo
 

Nessun commento:

Posta un commento

Esprimi il tuo pensiero

Post più letti nell'ultimo anno