Le parole sono vive? Possono scappare, nascondersi o annoiarsi?
In questo racconto fantastico scoprirai la storia di un bambino che perdeva le parole… e di ciò che accade quando decide di inseguirle.
🌈 Il bambino che perdeva le parole
C’era una volta, in una città dove i semafori sbadigliavano e le nuvole si fermavano a chiacchierare sui tetti, un bambino di nome Arturo che aveva un problema molto serio: perdeva le parole.
Non era colpa sua. Le parole gli cadevano dalle tasche mentre camminava, si infilavano sotto i banchi a scuola, scappavano dalla bocca proprio sul più bello di una frase. Una volta aveva detto:
“Maestra, posso andare in…?”
e la parola “bagno” era scivolata via, rotolando come una biglia sotto la cattedra.
🚌 L’inseguimento della parola “avventura”
Un giorno Arturo decise di inseguire una parola che gli era scappata: “avventura”.
La vide correre lungo il marciapiede, saltare su un autobus senza pagare il biglietto e sedersi accanto a un signore con un cappello troppo grande. Arturo la seguì.
L’autobus lo portò fino all’ultima fermata. C’era solo un cartello:
“Qui finiscono le strade e cominciano le storie.”
🛍️ Il mercato delle parole
Davanti a lui c’era un mercato stranissimo: bancarelle piene di parole!
- Parole lunghe come precipitevolissimevolmente
- Parole corte come eh e oh
- Parole colorate e profumate
- Parole timide nascoste dietro le altre
Una vecchietta con gli occhiali storti gli chiese:
“Cosa cerchi, bambino?”
“Le mie parole,” rispose Arturo. “Le perdo sempre.”
💡 Il segreto delle parole
La vecchietta sorrise:
“Le parole non amano stare in tasca. Si annoiano e scappano. Devi tenerle per mano.”
Arturo non ci aveva mai pensato.
Poi trovò “avventura”, che stava parlando con “coraggio” e “imprevisto”.
“Perché scappi?” le chiese.
“Perché mi usi poco,” rispose la parola. “Le parole vogliono essere dette con il cuore.”
🤝 Una promessa speciale
Arturo allungò la mano:
“Vuoi tornare con me?”
“Solo se mi prometti una cosa: fammi vivere storie vere.”
Arturo promise.
Tornò a casa con “avventura” per mano, insieme a “sorpresa”, “risata” e una piccola “idea” che gli saltò sulla spalla.
🎉 Il finale
E quando la maestra gli chiese:
“Arturo, vuoi dirci cosa hai fatto ieri?”
Lui sorrise:
“Ieri ho avuto un’avventura.”
🔍 Conclusione
Questo racconto ci ricorda che le parole non sono solo strumenti, ma compagne di viaggio. Usarle con fantasia e cuore significa dar loro vita.

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