Caro papà,
oggi si celebra la tua festa. Io
sono felice per questo anche se per me tu sei importante in ogni minuto della
mia vita.
Il tuo ruolo nel mio mondo d’amore
potrebbe apparirti secondario rispetto a quello della mamma, ma ti assicuro che
non è assolutamente così!
I miei pochi anni mi chiedono di
più la presenza di mamma, ma questo non vuol dire che non ho bisogno di te.
Devi sapere che noi piccoli non abbiamo ancora imparato a fare le differenze.
Non siamo in grado di avere una misura d’amore che ci permette di fare
confronti.
Ti faccio un esempio. Tra i miei
giocattoli trovo il leone, la giraffa, l’elefante. Ognuno di questi è bello e
mi piace. Non capisco perché mi dovrebbe piacere di più la giraffa rispetto al
leone. Entrambi sono miei ed esistono per farmi contento.
Sarebbe sciocco dire che non mi
piace la giraffa perché ha il collo lungo, poiché diversamente non sarebbe più
una giraffa. Oppure, sarebbe ancor più sciocco dire che non mi piace il leone
perché fa paura; se non fosse così, non sarebbe un leone. Quindi ogni presenza
ai miei occhi è bella e importante soltanto per il suo essere.
Non ti far ingannare da alcuni
miei atteggiamenti. Mi fai ridere quando ti vedo preoccupato perché traduci
qualche mia reazione come un gesto rifiuto. Noi bambini abbiamo i nostri tempi
e le relative necessità.
Ora, papà, ti svelo un segreto. I
bambini hanno dei modi naturali di comportarsi che l’adulto razionale
giustifica negativamente. Ti ricordi quando tentavo di colpire con la testa il
tuo viso? Ovviamente, tu e mamma mi avete rimproverato e riconosco che dovevate
farlo! Però, sai perché lo facevo?
Per puro amore! Ti stupirai, ma è
la verità.
Prima di giustificare questa
risposta, voglio chiederti: quali sono i modi che ha un bambino per esprimersi
e farsi capire, tenendo conto che non è ancora in grado di manifestare in
chiaro le proprie necessità, ansie o paure?
Gli adulti conoscono un’infinità
di parole eppure non si intendono, figurati come potrebbe farlo un bambino che
mozzica le poche parole sentite un po’ qua e un po' là!
Di sicuro, pronuncio con chiarezza soltanto due parole: mamma e papà;
tutte le altre sono ancora in costruzione.
Ora, però, ti sto scrivendo usando
le parole del nonno. Così, tramite lui posso darti la spiegazione per le mie
testate e ogni altro comportamento strano che ho assunto (compreso il lancio
del peso finito malauguratamente su un posto sbagliato).
Lo sai cosa fanno i cuccioli dei
leoni quando incontrano il loro padre? Li prendono a testate? Credi che vogliono
fare del male?
Per il leoncino è inconcepibile che il suo gesto possa provocare
danni o suscitare una dura reazione del papà. Egli è convinto che l’enorme
forza e autorevolezza del genitore sia la garanzia della sua immunità e quindi
certezza di docile accettazione della birichinata. Pertanto, le testate del
leoncino sono da interpretare semplicemente una ingenua provocazione del
piccolo che intende provare l’amore del papà leone. Inoltre, il papà leone
sarebbe stupido se prendesse sul serio le testate del leoncino e reagirebbe con
una zampata pericolosa sul visino del cucciolo.
L’altra cosa che fa arrabbiare
anche mamma riguarda il lancio degli oggetti. Non immagini come mi diverto
vedendo le vostre facce sorprese!
Non credi che sia un bel modo che
ho inventato per richiamare la vostra attenzione?
Ecco, noi bambini usiamo modi semplici
per attirare attenzione. Beh, può succedere che qualche oggetto finisca nel
posto sbagliato (come, per esempio sullo schermo della televisione), ma è
dovuto al fatto che non siamo giocolieri, capaci di destinare con precisione il
lancio.
Ho notato il tuo viso dispiaciuto,
papà Scusami.
Il nonno mi dice che tutti i
papà sono ponti silenziosi che uniscono le sponde di fiumi agitati. Sostengono
il peso del loro compito con dedizione e lo fanno senza tanta scena. Loro si
accontentano della gioia di preparare in discrezione un futuro luminoso per i
loro figli.
Nel giorno della sua festa, il
pensiero rivolto al papà è un riconoscere il suo impegno per rendere la strada
della vita dei propri figli priva di ostacoli, ora e in futuro.
Grazie, papà.