Benvenuto su Riflessioni Filosofiche

In questo spazio condivido riflessioni e approfondimenti su temi che riguardano lo spirito umano e il senso del vivere. Leggerete scritti che vogliono favorire la serenità interiore o l'ottimismo per la vita.

giovedì 14 dicembre 2023

L'uomo che disegnava con i simboli

 

Si narra di un uomo, vissuto per molto anni, dotato di un talento straordinario. Era affetto da una grave paralisi cerebrale che gli presentava una vita sfortunata, senza nessuna prospettiva di miglioramento. La paralisi cerebrale spastica è una disabilità che impedisce di parlare e di muoversi. È facile immaginare la dolorosità dell’impatto di una malattia del genere sulla psicologia di un individuo.

Nel caso di Paul si può serenamente affermare che ci fu un miracolo. Egli non si arrese alla malattia, si adattò e trovò stimolo per lasciare la sua testimonianza d’amore per la vita, comunque essa si presenti.

Aveva imparato da solo le strategie scacchistiche fino a diventare un maestro, formidabile giocatore di scacchi. Non ebbe un’istruzione di alto livello ma fece tesoro di qualunque opportunità par studiare e informarsi.

Paul amava comunicare e voleva farlo nel modo più fantasioso possibile. La malattia gli aveva posto barriere insormontabili, ma non desistette dal suo proposito.

Paul si fece approntare una macchina da scrivere in modo che potesse usarla senza grandi sforzi nei suoi tempi di movimento delle mani.

Durante la digitazione, usava la mano sinistra per tenere ferma quella destra. Poiché non poteva premere due tasti contemporaneamente, quasi sempre bloccava il tasto Maiuscolo. In queste condizioni creava dei disegni utilizzando i simboli posti nella parte superiore della tastiera. In altre parole, le sue figure erano composte con i simboli: @ # $ % ^ & * ( )_.

Nel corso degli anni, Paul creò centinaia di immagini che spesso regalava. A volte conservava una copia per i suoi archivi. Man mano che la sua padronanza della macchina da scrivere cresceva, sviluppò tecniche per creare sfumature, colori e trame che facevano assomigliare il suo lavoro a disegni a matita o carboncino.

Quando morì lasciò una collezione delle sue straordinarie opere d’arte che furono fonte di ispirazione per molti suoi ammiratori.

Conosci il detto “Quando la vita chiude una porta, Dio apre una finestra”? Beh, penso che Dio abbia aperto a quest’uomo non soltanto una nuova porta, ma gli abbia dato tutti gli strumenti necessari costruire una casa completamente nuova.

mercoledì 13 dicembre 2023

Una difficile convivenza

 

Nel mondo che nessuno conosce esiste solo energia. 

Essa, per non so quanti miliardi di anni, si è sempre spostata da una forma a un’altra, cercando forse il sistema migliore per qualificarsi a livelli evolutivi superiori. La fantasia delle trasformazioni doveva essere molto lacunosa vista la modesta gamma di soluzioni individuate. Insomma, la nostra energia poteva liberamente oscillare tra estremi di densità, che si sono rivelati a noi, umili e insignificanti terrestri, come universo.

Dopo infiniti tentativi di combinazioni sperimentate, l’energia ha trovato modo di esprimersi negli esseri viventi. Non è stata tanto compattata da apparire inerte, né tanto rarefatta, per essere sfuggente.
Questa combinazione si è rivelata sorprendente perché come il cerchio di Saturno, si manifesta intimamente legata alla materia e contemporaneamente da essa staccata. Un vero alone di mistero! È una meraviglia come un corpo e un’anima si siano miscelati così bene. Entrambi sono legati, entrambi esistono perché coesistono. Sembrano fatti apposta uno per l’altro, fino a che Dio non li separi.
Deteriorabile, limitato, stupido, opportunista, materialista ed egoista, è il corpo mentre eterna, infinita, sensibile, emotiva e dolce, è l’anima.
Il sodalizio tra queste que parti cos' deverse, ha avuto grande successo perché, successivamente, è subentrato un fattore ibrido che continua ancora ora a essere l’arbitro della gara intrapresa dal corpo e anima.

La miscela corpo-anima si è rivelata come umanità, per cui ogni sua caratterizzazione è derivata dall’ereditarietà delle proprietà dei suoi elementi costitutivi.
Il legame corpo-anima è determinato, quindi, dal definito gradiente di densità di energia. 

Un valore troppo alto di questo gradiente, ammutolisce l’anima fino a farla scomparire nelle masse inerti; mentre un valore basso, conduce alla nobiltà dello spirito, all’idea di una vita staccata dal proprio corpo. 

Un’anima fortemente sensibile è quella che riesce a uscire, sebbene momentaneamente, dal proprio corpo, per entrare in aree di pertinenza di altre anime dove come vecchi amici ricordano le loro origini.

Per esempio, l’intrinseco desiderio di comunione degli uomini deriva dal desiderio dell’anima di sfuggire dal proprio corpo per ritrovare la propria dimensione nel confronto con altre anime.
Il corpo in tutto questo trambusto è un testimone passivo, portatore degli effetti indotti dall’anima. Poveretto! A volte è costretto a generare sudore quando fa freddo, ad accelerare i battiti del cuore quando si dorme, a far piangere senza dolore, a tremare senza paura.
L’anima e il corpo, in alcuni casi si comportano come due ragazzini capricciosi che si fanno dispetti.
L’anima tratta il corpo come il fratello stupido, lo costringe ad attività a lui estranee, a volte lo conduce fino all’esasperazione.
Il corpo, con memoria vendicativa, acceca l’anima quando le sue funzioni vegetative sono compromesse. 
Per questo motivo, l’anima è quasi assente nella giovinezza e molto cauta nella vecchiaia. La mancanza di coordinamento tra anima e corpo produce la malattia.
Diamo al corpo ciò di cui ha bisogno: stimoli per auto-sostenersi. Diamo all’anima ciò di cui ha bisogno: stimoli per auto-compiacersi.
Indovinando i gusti del corpo e dell’anima non vinceremo la morte, ma ci arriveremo con grande dignità
 

martedì 12 dicembre 2023

Perchè non posso vedere il sole?


I bambini fanno domande che agli adulti appaiono strane e buffe. La verità è che non sanno filtrare i loro pensieri col retino del pensare comune, frutto di una formattazione guidata da paure e mancanze di ogni genere.

Dodo, un bambino di pochi anni, domandò alla mamma: “Mamma, perché non posso vedere il sole?” 

“Perché vuoi vedere il sole?” la mamma ribaltò la domanda.

“Deve essere bello … e poi scoprirei come fa a dare tanta luce.”

La mamma tentò di dare una motivazione: “Il sole è una grossa palla di fuoco che ha il compito di dare calore alla terra. Senza di lui, non potremmo vivere!”

Il bambino ci pensò e poi aggiunse: “Mamma tutte le cose che non si possono vedere saranno importanti, vero?”

“In certo senso, sì!”

La mamma si fece seria e si spiegò con una tenero pensiero: “Tesoro ogni persona ha un cuore e leggere nei cuori é come voler guardare il sole. Troppo bello da vedere, impossibile da fissarlo. La luce del sole abbaglia e lo fa per dirti che non tutte le cose belle si possono vedere con gli occhi. Se vuoi guardare il sole senza che ti accechi servono occhiali nerissimi … ma così vedi un semplice puntino luminoso. 

Esiste invece un modo bellissimo per guardare nei cuori … cercando di voler bene e  impare un mestiere che non dà soldi, ma un mare di benessere nell’anima. Gli adulti lo chiamano Amore. Ne parlano in tanti ma lo praticano in pochi.”

Il bambino non capì tutto, ma intuì la bellezza del discorso della mamma.


lunedì 11 dicembre 2023

Sono più intelligenti le donne o gli uomini?



Un ragazzo assisteva ad una trasmissione televisiva dov’è si discuteva sull’intelligenza dei due sessi. Ad un certo punto, volle conoscere il pensiero di sua madre e domandò:

“Mamma, sono più intelligenti gli uomini o le donne?”

La mamma si preparò per un bel discorso:”Carletto, essere intelligenti è una bella cosa, ma deve avere una utilità.”

“Non capisco!?!” rispose il ragazzo.

“Ti spiego. Se tu usi l’intelligenza per rubare o per far del male a qualcuno, diventa una cosa brutta. Quindi, la vera intelligenza deve dare buoni frutti. Chiarito questo, posso dirti che essere intelligenti forse è più una opportunità per le donne. Loro, rispetto agli uomini, sono esposte a tante avversità, incontrano evidenti difficoltà nel corso della loro vita.”

“Per esempio?” domandò Carlo.

“Hanno un fisico meno muscoloso, una sensibilità più profonda, una relazione più intima ( viscerale) con i figli. sono costrette a modulare l’intelligenza degli uomini. In più, sformano il loro corpo per partorire; sacrificano le loro ambizioni di lavoro e carriera per crescere ed educare i figli. Come se non bastasse, devono difendersi dagli abusi, dai violenti, da coloro che le ritengono oggetti personali. 

La cosa più bella e generosa che fanno è quella che educano con amore i figli per renderli indipendenti in modo che un giorno possano andar via da loro e quando succede non mostrano di soffrire.

Ora capisci che le donne per sopportare tutto questo devono essere per forza più intelligenti degli uomini. Se la natura non le aiuta finiscono per vivere una vita da martiri senza nessuna ricompensa o riconoscenza.”


Il ragazzo, scosso, disse:”Mamma, sarò un uomo, ma cercherò di onorare tutte le donne, belle o brutte che siano.”


La mamma sorrise e rispose con una semplice carezza.

domenica 10 dicembre 2023

Fantocci d’Amore


Capita di rimanere con te stesso sapendo che nessuno potrà mai superare quel confine sorvegliato dal guardiano dell’intimità dell’anima.


Amore ha l’autorizzazione per entravi ma non può farlo se non porta con sé un’altra anima.


Trascorriamo un’intera vita a imparare e istruire l’amore, ma nella maggior parte dei casi resta un lavoro incompiuto. 


Costruiamo fantocci a cui diamo il nome Amore. Questi verosimili campioni li presentiamo come veri e pretendiamo che vengano riconosciuti a fiducia. Al contrario, siamo molto pignoli con quelli degli altri. 


É facile vestire i panni del maestro ed è difficile restare studenti dell’amore per tutta la vita.


venerdì 8 dicembre 2023

Rosy, la bimba adottata

 

Piero e Serena erano fidanzati già da molto tempo. Si attendeva che i due ragazzi avessero un lavoro sicuro e una casa dove abitare per compiere il grande passo del matrimonio.

Quando ormai erano giunti a compiere i trent’anni, si presentarono le condizioni che da tanto tempo avevano inseguito. Fu organizzata la cerimonia della loro unione e dopo una festa all’insegna della gioia, i due giovani iniziarono la loro vita da coniugi. Entrambi desideravano avere subito un figlio e nonostante che si volessero bene e non avessero nessun problema di fertilità, il figlio non arrivava.

Trascorsero alcuni anni quando una malattia colpì gli organi genitali di Serena e cancellò ogni speranza di avere il figlio tanto desiderato.  La donna amava moltissimo suo marito e sapendo di non potergli dare il figlio entrò in uno stato di forte depressione.

Piero cercò in ogni modo di consolare sua moglie, ma non ottenne il risultato cercato. Voleva vederla felice come ai tempi del loro fidanzamento. Ormai, non riusciva più a rubargli un sorriso.

Un giorno decise di proporgli un’adozione. Loro economicamente stavano bene e non ci sarebbe stato nessun problema che avrebbe ostacolato il proposito.

Una sera in cui vide la moglie un po’ meno triste del solito, disse: “Cara, cosa ne pensi se adottassimo una bambina?”

Serena, sentì una freccia trapassargli il cuore, ma non voleva far trasparire questo dolore. Forzando un’apparente indifferenza, rispose: “Non posso oppormi a questo tuo desiderio”.

“Cara, questa è una decisione che dovremmo prendere in due e non soltanto perché sia frutto di un mio desiderio. D’altronde avremmo una compagnia, sapremmo a chi rivolgere tutto il nostro amore. E poi …  (ci fu una pausa) migliorerebbe anche il tuo stato. Ti vedo raramente con il sorriso.”

Serena voleva piangere. Si trattenne con grande sforzo, poi sorrise e disse: “Hai ragione caro. Sarò felice anch’io di misurarmi come mamma.”

“Sono contento che tu sia convinta dell’opportunità di questa nuova avventura. Una bimba in casa ci porterà senz’altro allegria e tante soddisfazioni per farla crescere e prepararle un futuro degno dei suoi genitori adottivi. In fondo, non hanno nessuna importanza le origini biologiche, ciò che conta nel essere genitori è l’amore con cui si educa un figlio.”

In seguito a questo discorso del marito, Serena si sentì un po’ più sollevata moralmente. Mentre la pratica di adozione procedeva lei appariva più viva, più stimolata dalla prospettiva di diventare comunque mamma.

Il grande giorno giunse, Rosy una bimba di due anni, faceva parte integrante della famigliola. Piero e Serena festeggiarono l’evento convocando tutti i parenti e amici in un ricevimento in cui la principessina Rosy fu al centro delle attenzioni di tutti.

Con il tempo Serena dimenticò il suo cruccio … era troppo occupata ad amare la sua piccola. Rosy, crescendo, si rivelò una bimba affettuosissima. Cercava la sua mamma per ogni cosa e non le faceva mancare i suoi baci ad abbracci dopo ogni rientro in casa.

L’amore di Rosy non fu esclusivo per i suoi genitori. Le era stato insegnato che l’amore era un essere dell’anima. Amando i suoi genitori, lei amava tutto il mondo. Si inteneriva per il suo gattino; mostrava attenta e generosa per le amiche che contavano sul suo aiuto; rifletteva sugli altri l’animo buono dei suoi genitori.

Piero e Serena invecchiarono con la luce dell’amore della loro dolce Rosy.

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