Benvenuto su Riflessioni Filosofiche

In questo spazio condivido riflessioni e approfondimenti su temi che riguardano lo spirito umano e il senso del vivere. Leggerete scritti che vogliono favorire la serenità interiore o l'ottimismo per la vita.

mercoledì 15 aprile 2015

Tragedia commedia

Un gruppo di profughi armeni a bordo di una nave francese, nel 1915. - Photo12/Uig/Getty Images

E' umiliante per il genere umano gestire il senso della propria esistenza come una banale contesa di ragioni.

Non può essere una convenienza politica o un interesse di parte a stabilire se il dolore di un popolo sia vero o falso.

Assistere alla diatriba tra la chiesa e le autorià turche per contendersi un giudizio su un evento storico di grave violenza verso l'umanità, disorienta. 

Quanto vale una vita umana? Vale meno se si considera una gruppo, una etnia o una razza?


I massacri della popolazione cristiana (armeni, siro cattolici, siro ortodossi, assiri, caldei e greci) avvenuti in Turchia tra il 1915 e il 1916 sono ricordati dagli armeni come il Medz yeghern, “il grande crimine”. 

Le uccisioni cominciarono nella notte tra il 23 e il 24 aprile 1915, quando furono eseguiti i primi arresti tra l’élite armena di Costantinopoli. L’operazione continuò nei giorni successivi. 

In un mese più di mille intellettuali armeni, tra cui giornalisti, scrittori, poeti e parlamentari furono deportati verso l’interno dell’Anatolia.

Lo sterminio e la deportazione di massa della popolazione cristiana dell’Armenia occidentale erano stati decisi dall’impero Ottomano a causa delle sconfitte subite all’inizio della prima guerra mondiale per opera dell’esercito russo, in cui militavano anche battaglioni di volontari armeni. 

Dall’inizio del 1915 gli armeni maschi in età da servizio militare erano stati concentrati in “battaglioni di lavoro” dell’esercito turco e poi uccisi, mentre il resto della popolazione era stato deportato verso la regione di Deir ez Zor in Siria con delle marce della morte, che coinvolsero più di un milione di persone: centinaia di migliaia morirono per fame, malattia, sfinimento o furono massacrati lungo la strada.

Mai più smettere di fumare: manca davvero poco



La più grande multinazionale del tabacco, Philip Morris, ha denunciato l'Uruguay perché ha delle leggi anti-fumo troppo efficaci! E se vincerà potrà chiedere l'annullamento di leggi simili in tutto il mondo, inclusa l'Italia. Avaaz assumerà avvocati di livello mondiale per rappresentare in tribunale il nostro diritto alla salute. Clicca per aggiungere il tuo nome alla richiesta ai giudici:

FIRMA LA PETIZIONE

Philip Morris, la più grande multinazionle del tabacco, ha avviato una guerra legale contro le norme anti-fumo dell'Uruguay, tra le migliori al mondo, e ha buone possibilità di vincere, se non diamo una mano nel processo.

È pazzesco che una multinazionale possa far annullare leggi che proteggono la salute dei cittadini. Per questo vogliamo partecipare al processo a difesa dell'Uruguay, assumendo un team con i più bravi avvocati al mondo per rappresentare gli interessi di noi cittadini.

Ai giudici del tribunale dobbiamo far capire una cosa: non stanno giudicando l'Uruguay, la sentenza avrà effetti in tutto il mondo. Le multinazionali sono già pronte a portare in tribunale altri 4 paesi, e molti altri, inclusa l'Italia hanno leggi anti-fumo che potrebbero presto entrare nel loro mirino.

Con speranza,

Emma, Maria Paz, Katie, Mais, Alice, Ricken, Risalat e tutto il team di Avaaz

lunedì 6 aprile 2015

Battiti di vita

Collegamento permanente dell'immagine integrata
opera pittorica di Silvia Senna





Pochi ciottoli si raccolgono nella mano.

Un profumo di fiori pervade l’aria.

L’universo è nel tuo palmo.

L’eternità è nel minuto del tuo respiro.

L’amore, tutto muove,
e a tutto si riconduce.

La verità e la bugia


Ripetete 10, 100, 1000 volte una bugia e la trasformerete in verità.

Questo succede al nostro corpo quando ci imponiamo di essere positivi fino al punto di crederci e agire di conseguenza.
 
"Esiste una connessione reale, vera e propria tra il nostro cervello e l’ autoguarigione.

Si tratterebbe di un meccanismo innescato del nostro corpo, in grado di auto difendersi e guarire spontaneamente.

Detto  è fenomeno sembra avere quale substrato anatomo – fisiologico l’asse ipotalamo-ipofisario- sistema immunitario. E sembra essere il responsabile della produzione di ormoni e molecole favorenti l’autoguarigione di malattie più e meno gravi.

La PNEI (psiconeuroendocrinoimmunologia) è la scienza a cui dobbiamo tali evidenze. 

Questa disciplina studia le interrelazioni tra psiche, sistema immunitario, endocrino e nervoso.

Dunque, potrà anche sembrarvi una cosa strana e fuori dal comune  ma è davvero così.

 Infatti il cervello è in grado di auto gestire gli stimoli fino al punto di creare un una situazione adatta ad affrontare il problema per poi trovare la giusta soluzione."

domenica 29 marzo 2015

Esperienza del dolore


 
Un bel giorno scopri che non c'è nessun altro all'infuori di Te!
Chi è intorno a Te ha lo stesso tuo problema.
Ci muoviamo come ombre in cerca di se stesse che si affollano nei pressi di qualche illusorio punto luce!
L’esperienza del dolore è la prova della solitudine.
Condividere l’esperienza del dolore è impossibile.
I nostri più affettuosi cari ci sono vicino, ci assistono, ma sono impotenti. 
Non hanno armi. 
Non conoscono l’intensità del dolore. 

Vorrebbero intervenire, ma non sanno né quando, né come. 
La loro presenza è il placebo per risolvere un’incomprensibile malattia.
La comprensione in questi casi si traduce in atti timidi di amore.
La voglia di intervenire per portare sollievo si arena in azioni a volte inutili, ma sempre imbarazzanti per i modesti risultati che si ottengono.
Alla fine scopriamo il dolore che valica la solitudine, ha lasciato una scia di esperienza della vita. 

venerdì 27 marzo 2015

Perchè ostinarsi a vivere cento anni?

 



Se immaginiamo un generatore di funzioni d'onda (Dio o chi per Lui), potremmo pensare alla vita umana come il valore in un istante di questa funzione.

Siamo quindi, sobbalzati continuamente da questa funzione.

La dipendenza dal tempo ci lega indissolubilmente a essa.

La funzione d’onda traccia un insieme infinito e continuo di valori che possiamo associare all’umanità.

Solo uscendo dal grafico è possibile vedere il disegno, l’evoluzione, la finalità.

La transitorietà della vita è inversamente proporzionale alla frequenza delle nascite.

Se paragoniamo la durata della vita umana con quella dell'universo (asse dei tempi), dovremmo ammettere una frequenza delle nascite infinita.

Una vita più breve implica una rinascita più frequente!

Perché dovremmo augurarci di vivere fino a 100 anni, quando già da 80 rinunciamo al 90% delle nostre prerogative?
 

Post più letti nell'ultimo anno