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In questo spazio condivido riflessioni e approfondimenti su temi che riguardano lo spirito umano e il senso del vivere. Leggerete scritti che vogliono favorire la serenità interiore o l'ottimismo per la vita.

martedì 10 ottobre 2023

Un approccio galante

Incontrai in un bar una meravigliosa donna. Non ebbi il tempo necessario per una qualunque mia reazione che subito dopo uscì dal bar e scomparve.

Due intere settimane dopo, entrai in quel bar ed eccola lì, tutta radiosa e luminosa, seduta da sola in un angolo del bar.

Accidenti, non la conoscevo ma avevo senso che mi era mancata! Mi sono seduto a un tavolo a poca distanza da lei. Volevo parlarle, ma mi mancava il coraggio. Grazie a Dio il caffè era quasi vuoto. Era un po' troppo presto perché l'orda di caffè-dipendenti facesse il suo ingresso.

Ho aspettato finché non è arrivato al tavolo il suo caffè. E poi ho atteso che il barista le portasse lo scontrino. Quando giunse quel momento, mi avvicinai a lei. Avevo la gola nodosa e serrata. Ogni passo che facevo, percepivo il mio cammino verso di lei sempre più lontano. Ma ho continuato a camminare. Il bar era vuoto; non c’era nessun pericolo di far scena imbarazzante.

-“Mi permetti di offrirti il caffè?”, chiesi quasi in punta di piedi.

-"Per qual motivo?" rispose la donna.

"Nessun motivo … se non quello avere il piacere e l’opportunità di conoscerti!" risposi, cercando di predisporla al meglio ad accettare il mio invito.

La donna si mostrò titubante e approfittai per espormi ancora di più:

-"Posso sedermi con te?"

"No, non puoi." Rispose decisa, ma io insistetti.

-"Oww... andiamo, solo per un minuto, okay?"

-"NO!"

Non potevo fare a meno di rimanere ipnotizzato dalla sua voce, ma in contrasto col mio solito modo di fare, non desistetti: dovevo parlarle. Sorrisi e dissi:

-“Guarda che non ti mangio mica! Volevo soltanto scambiare due parole approfittando della tua solitudine al tavolo.”

Riuscii a convincerla e accettare la mia conversazione. Ed allora che è iniziato tutto! Abbiamo cominciato a parlare e i minuti si allungavano a un ritmo davvero veloce. Ho avuto modo di conoscere moltissimo di lei e ho anche scoperto che aveva un grande senso dell'umorismo. Ci siamo divertiti molto a parlare fino a quando lei ha detto che doveva andare perché si stava facendo tardi.

Ci scambiammo i numeri di telefono e le chiesi se potevamo “incontrarci” di nuovo. Lei semplicemente sorrise e andò via.

Sospirai per la felicità. Mentre la guardavo allontanarsi, i miei occhi non volevano staccarsi dalla sua immagine.

 

Litigare è sintomo di debolezza interiore

Non credo nella violenza come mezzo per la risoluzione dei problemi. Credo però che la violenza sia lo strumento più immediato a cui si ricorre per rispondere ad un bisogno immediato di rivalsa.

La violenza spesso è accompagnata da rabbia, sia questa evidente o meno. Inoltre, conduce all’esasperazione dell’essere e al sovvertimento di tutte le regole dell’apparire.

In ultima analisi, arrabbiandosi si tira fuori ciò che realmente si è.

La rabbia è il sintomo che qualcosa di doloroso è stato scoperto; qualcuno, qualche parola ha toccato dei fili nervosi ad altissima tensione. Non importa della reale o presunta malattia, resta chiaro che il dolore è vero e insopportabile.

Tanto premesso, nei rapporti di coppia la violenza appare con la presunta impossibilità di comunicare a fondo le reciproche incomprensioni. Nei momenti di alta tensione nascono le motivazioni per cui si inizia a litigare; queste ottengono il supporto e ulteriori giustificazioni dalle grosse parole che volano nell’aria: più sono pesanti, più si vuole ferire. 

La battaglia si trasforma in un massacro delle relazione fino ad allora costruita.

Un po’ più tardi, sul campo di battaglia rimangono quelle parole che non avreste mai voluto dire e il pensiero che su qualcuno ricadrà il bilancio di una guerra non voluta. Si spera di rimediare pensando che con la quiete e i comuni buoni intendimenti possano cancellare l’accaduto. 

Dimenticare è la proprietà dell’essere buono che non si addice a protagonisti di battaglie senza esclusioni di colpi. I litiganti spesso firmano momentanei armistizi.

Concludendo, il litigio, sponsorizzato positivamente nelle storie d’amore, non è mai quel litigio che porta all’esasperazione dei rapporti, è soltanto una manifestazione di due modi di vedere la stessa realtà, ornati da due sorrisi quantunque ironici.  

Invece, nei casi in cui il litigio diventa una tragedia intima, in quei momenti, una riflessione si impone.

Siamo quasi 8 miliardi su questa terra, tutti diversi e tutti disponibili ad essere amati. 
 
 

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