Benvenuto su Riflessioni Filosofiche

In questo spazio condivido riflessioni e approfondimenti su temi che riguardano lo spirito umano e il senso del vivere. Leggerete scritti che vogliono favorire la serenità interiore o l'ottimismo per la vita.

lunedì 24 luglio 2023

Una breve ma intensa frase


 

 "TI VOGLIO BENE"

Una breve frase “attiva” ma con un senso implicito di “passività”.

Il “volere” è una manifestazione di un moto interiore che mira a richiamare l’oggetto del desiderio verso sé stessi; come se si trattasse di una forza incontrollabile rivolta verso l’esterno. 

Per questo motivo, il senso di “attivo” si desume dal porre in primo piano il soggetto del volere per impegnarlo nel "lavoro" dell'amore. 

Dall’altra parte, la passività discende dal sottostare mansueto alla forza interiore con una benevola, accomodante dichiarazione di incapacità a sottrarsi.

Il volere, in questo caso, è anche una dichiarazione intrisa della promessa ad agire immediatamente e che attende anche il più piccolo segnale di accettazione per far partire ogni successiva azione.

Nel rilevare il segnale di risposta, tutti i sensi si adoperano per questa missione. 

Il tono di voce calante, il silenzio incipiente e la dolce pausa d’attesa, dove il tatto, l’olfatto e la vista si allenano come calciatori senza pallone.

Il destinatario è un attore spinto nella scena; appare quasi sempre disarmato e incapace ad una reazione razionale. 

Succede, quasi sempre che ubbidisca al silenzio proposto e che assecondi una tacita forma di gratitudine, prima di far risuonare il classico “anch’io”. 

Ovviamente, tutto diventa imbarazzante qualora non ci fosse affinità.

Dichiarare il “voler bene” è un’apertura totale verso l’amato; è accoglierlo nella parte indifesa del cuore; è spendere un capitale accumulato dalla nascita. 

Non si può annunciarlo in mondo leggero, come chiedere un bicchiere d’acqua. 

Coloro che credono in un Dio, si sentono obbligati a coinvolgerlo come testimone delle loro pure intenzioni.

Trascinando questo peso, conclamare il bene per una persona è arduo per chiunque che ne sia consapevole.   

Anche la voce partecipa alla cerimonia sorreggendo a stento le tre parole.

Le emozioni sono fuochi d’artificio nella notte: bellissimi, spettacolari, colorati ma durano nel tempo del loro compiersi.

I giovani, forse inconsapevolmente, sentono l’importanza del sentimento denunciato dalle tre parole e lo hanno accorciato in un anonimo TVB.

Continuo a sorprendermi, restio ad abituarmi, nel sentire appellare i fidanzatini con l’abbreviativo “AMO’” come troncamento della parola “AMORE”. 

Chissà quante volte ho sentito frasi del genere: “Amò’, mi dai una sigaretta?” oppure “Dove andiamo, amò’?”.

In queste occasioni, rimango impietrito nella riflessione che mi dice:

“Sei diventato vecchio!”

“Sei un romantico in estinzione!”.

Per fortuna, questo stato di stallo interiore dura quanto un temporale d’estate, perché mi ripeto che per i sentimenti veri non esiste né il tempo né la moda.

domenica 23 luglio 2023

Uno strano sogno

 

Era il giorno del suo compleanno ed era triste, aveva pochi amici e una grande difficoltà nel comunicare. Luca vedeva il mondo cattivo, lontano dalla sua sensibilità. 

Una sera, rientrando in casa molto presto, si rifugiò nel letto per abbandonarsi alla lettura. Non riuscì a leggere molte pagine poiché il sonno lo rapì.

Sognò di un amico molto speciale.  Non usava parole, ma le sue idee gli arrivavano molto chiaramente.  Infondeva fiducia e serenità, come se fosse una persona che conoscesse da molto tempo. Forse era un Angelo, ma a Luca non importava questo, gli bastava solo il piacere di stargli vicino per continuare a osservarlo. L’angelo gli prese la mano e come se salisse su un arcobaleno, variopinto di emozioni, lo condusse in un luogo che non riusciva a descrivere. 

Si vedevano due persone che davano l’idea di giustificarsi dinnanzi a una figura immensamente dolce nei modi e nell’essere. La curiosità di Luca, gli impose di chiedere al suo Angelo, dov’era e chi erano quelle persone che parlavano.

L’Angelo, si aspettava la domanda e disse: “Luca, quelle due persone provengono dal tuo mondo e ora non possono più ritornare. In questo momento, si conciliano con l’Angelo della pace, prima di entrare in Paradiso”.

Il cuore di Luca cominciò a battere a mille e nonostante tantissima emozione, volle assistere al loro colloquio.

Il più anziano sembrava avere una settantina d’anni e appariva molto dispiaciuto per aver lasciato la terra.

Sebbene fosse lontano, si capiva benissimo che cosa dicesse.

“Ho condotto una vita impegnando tutto il mio tempo per accumulare denaro. Soltanto ora mi sono accorto di aver trascurato tantissimi altri valori. Ero convito che col denaro avrei potuto ottenere tutto. Infatti, ho avuto tante comodità, tante sottomissioni e pochissimi sorrisi sinceri. Sono stato il falso orgoglio dei miei figli, perché ora litigano per la divisione dei miei beni. Non merito di andare in Paradiso”.

L’Angelo della pace ascoltò l’uomo con tantissima commozione e concesse per l’ultima volta che alcune lacrime gli scendessero sul viso.

La seconda persona che si apprestava a parlare, era molto giovane, dimostrava di avere una trentina d’anni. 

Appariva molto dimesso per cui si aspettava di essere redarguito dall’Angelo della pace.

Impacciato e con molto dolore, iniziò a raccontare: “Non sono riuscito a fermarmi! Ero molto deluso, senza prospettive e abbandonato da tutti. Sentivo di essere l’ultimo miserabile della terra!”.

L’Angelo non aggiunse nulla, ma gli permise di mandare un messaggio al mondo da cui si era staccato: “Amici miei, nei momenti più tristi non abbattetevi per esorcizzare il dolore, ma superatelo riflettendo sul valore della vostra vita."

L’intensità emotiva prodotta dal sogno fece in modo che Luca si svegliasse improvvisamente nel cuore della notte.

Luca si rese conto che l’avere e l’apparire pesano pochissimo sul piatto della bilancia che insegue l’equilibrio con il peso del proprio valore.

 

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