Benvenuto su Riflessioni Filosofiche

In questo spazio condivido riflessioni e approfondimenti su temi che riguardano lo spirito umano e il senso del vivere. Leggerete scritti che vogliono favorire la serenità interiore o l'ottimismo per la vita.

lunedì 14 agosto 2023

Polizia risponde alla chiamata di un bambino

 

Un bambino di quattro anni mostra come il mondo dovrebbe naturalmente essere, andando oltre le apparenze, le convenzioni ed  ogni altro artificio umano introdotto con l’età adulta. 

In altre parole, il bimbo si muove nel mondo della sua età e cioè il mondo dell’amore del quale gli adulti danno tante bellissime descrizioni. 

Purtroppo, per buona parte dei “grandi” al mondo dell’amore si arriva soltanto con le parole e difficilmente con la pratica. 

Sfruttiamo quasi sempre l’immaginario, attivando la ricerca dell’isola che non c’è.


Riporto la conversazione tra un bimbo e un operatore di polizia.

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Bambino: Pronto, è la polizia? 

Operatore: Si, hai bisogno di aiuto?

Bambino: Si ho bisogno di aiuto
Operatore: Qual è il problema?
Bambino: con la mia matematica
Operatore: con tua mamma?
Bambino: No! Con la mia matematica! Io la devo fare, mi puoi aiutare?
Operatore: Ho capito, ma dove vivi?
Bambino: No con la mia matematica!
Operatore: Si ho capito, ma dove vivi?
Bambino: No, ma io voglio che tu me lo dici a telefono
Operatore: Ma io non lo posso fare, posso mandare qualcun altro che ti aiuti
Bambino: Ok
Operatore: Su quale problema di matematica hai bisogno di aiuto’
Bambino: Io devo fare le sottrazioni
Operatore: Oh, tu devi fare le sottrazioni
Bambino: Si!
Operatore: Bene, ma qual è il problema?
Bambino: Umm tu mi devi aiutare con la mia matematica
Operatore: Ok, dimmi che problema di matematica è
Bambino: Ok, 16 meno 8, quanto fa?
Operatore: Dimmi, quanto fa secondo te?
Bambino: Non lo so!
Operatore: No? Ma quanti anni hai?
Bambino: Solo 4 anni
Operatore: 4?
Bambino: Si
Operatore: Quale altro problema hai? O c’è solo questo?
Bambino: Umm no ce ne sta un altro: 5 meno 5
Operatore: 5 meno 5, quanto fa secondo te?
Bambino: 5
Mamma: Johnny ma che stai facendo??
Bambino: Il poliziotto mi sta aiutando con la mia matematica
Mamma: Ma che cosa ti ho detto sull’utilizzo deltelefono??
Operatore: E’ la mamma
Bambino: Tu mi hai detto: se hai bisogno di aiuto, chiama qualcuno
Mamma: Non intendevo la polizia!

domenica 13 agosto 2023

Il senso delle parole

 

 
Il senso delle parole può essere ambiguo due volte. 

La prima, per via del significato formale frainteso o confuso. 

La seconda, per una refrattarietà e/o per deformazioni naturali degl'organi sensoriali dovute a tantissimi fattori che impediscono di “sentire” il significato. 

Il grado di attenzione, quasi sempre, è uno zoom sull’area di interesse, cioè, una misura di ingrandimento dell’immagine "pensiero", che nulla aggiunge all’informazione originale, se non la ricchezza dei particolari riscontrati.

Per chiarire la mia idea, vi sottopongo una serie di parole che formano una frase a senso compiuto. 

Queste dovrebbero trasmettere un messaggio:

Saper riconoscere la nostra responsabilità affinché gli eventi si realizzino”.

Per qualcuno, questa frase sembra discendere dalla fantasia, per altri, dalla filosofia (definita malignamente, la scienza delle cose inutili). 

Per tutti, invece, assume un significato diverso, proiettato nell’ambito contestuale dove solitamente la propria psicologia si focalizza. 

Il livello di comprensione della frase è misurabile con un numero compreso da zero a indefinito, in relazione all’età, alla cultura, allo stato psicologico del momento, allo stato di salute, alle menomazioni e a qualunque altro elemento disturbatore del profilo emotivo. 

Usiamo tantissimo le parole; ci arrivano da moltissime fonti e in forme diverse. 

Siamo bombardati da dati e istruzioni. 

Le scienze sono castelli montati con le parole. 

La tecnologia le combina e, come in un gioco di magia, crea nuove formule per produrne altre. 

Dante si è ritrovato nella selva oscura nel Medioevo, dove potremmo trovarci noi, ora?

Saper riconoscere ciò che è meglio per noi stessi in ogni momento di vita è un’abilità da coltivare, imprescindibile in una società che si muove ed evolve con le parole. 

Essa conduce all'unica felicità consentita all'imperfetto essere umano: consapevolezza di valere e il motivo per esistere.

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