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In questo spazio condivido riflessioni e approfondimenti su temi che riguardano lo spirito umano e il senso del vivere. Leggerete scritti che vogliono favorire la serenità interiore o l'ottimismo per la vita.

giovedì 3 agosto 2023

Consolando un elettrone

 

Chi ha l’abitudine di parlare con se stesso, occasionalmente si sente muto, incapace di tirar fuori qualcosa che gli consenta di rivedersi nei propri pensieri. 

In tali casi, cerca un pretesto affinché, come lo spumante in bottiglia, faccia esplodere il tappo e creare quella gioiosa fontana di dolcezza. 

Se qualcuno crede ancora al caso, deve cominciare a ricredersi perché la vita, oltre ad essere un mistero, è anche burlona e una eccentrica progettista. 

Vagando tra i pensieri, mi gira per la mente una scena: vedo un elettrone girare forsennatamente intorno al proprio nucleo e in una piccolissima frazione di secondo, si concede di pensare.

Ma che diavolo sto facendo? 

Corro come un matto da sempre, esattamente come miliardi di miei consimili!

Sarà che egoisticamente corro per me stesso, sperando di essere notato come l’elettrone più veloce dell’universo?

Infatti, sono bravissimo a correre e non so far altro! 

Che brutto mondo però, essere nato per correre, senza un motivo e insieme con altre insignificanti presenze!”.

Vorrei confortare quell’elettrone, incoraggiandolo con queste mie parole:

“Piccolo elettrone, non penare nel cercare spiegazioni che non puoi ottenere, ma godi del tuo stato poiché in tè è presente l’energia dell’universo della quale non sei né padrone, né consapevole.

Tu stai girando intorno al nucleo per la forza d’amore che ti tiene in equilibrio tra il disperdersi nel nulla e il ritorno alle origini.
Continuando a girare contribuirai a mantenere la struttura dell’universo e vivere le emozioni delle tue accelerazioni.

Le tue paure derivano dalle battaglie a cui le passioni t’impongono di assistere.

I vizi e le virtù dell’uomo, sono le accelerazioni centrifughe e centripete a cui inevitabilmente sei sottoposto per il solo motivo di essere un elettrone”. 

mercoledì 2 agosto 2023

Lettera aperta a Dio

 

Caro Signore,

Forse non è il periodo adatto per farti giungere le mie considerazioni ma, tenendo conto che tuo figlio è morto da più di duemila anni orsono e poiché tu sei perfetto, queste mie parole non ti offenderanno.

Sono nato, cresciuto e istruito alla tua fede e ora che sono grandicello un po’ di critica, concedimela.

All’età dei giochi mi hanno parlato di te, delle verità cristiane; mi hanno battezzato e di questo non ho nessun ricordo; mi hanno fatto seguire un corso di catechesi per giungere alla prima comunione, poi alla cresima e, come ultimo atto, al matrimonio.

Ti giuro che tutto è avvenuto in modo passivo, in obbedienza alla mia famiglia.

No, non voglio colpevolizzare i miei tutori e l’istituzione ecclesiale, voglio solo manifestare il mio imbarazzo.

Non ti arrabbiare se punto il dito contro di te. 

La mia convinzione è che per la tua infinita bontà lasci fare un po’ troppo a noi uomini.

Noi abbiamo molta fantasia e immaginiamo tante cose che forse mettono anche te in crisi.

Ammetti però di avere un piccolo vizietto; come quello tipico dei grandi scienziati nostri: la distrazione determinata dalla grande differenza di spessore d’intelligenza e d’amore.

Se vuoi parlare con noi, devi sapere che la fede non basta!

Sei stato tu stesso a farcelo notare con San Tommaso.

Pretendi di spiegarci il Paradiso come fa il gatto con il topo, che lo mangia per fargli capire la sua missione.

Non ti dico dei miracoli!

Perché t’inventi le malattie se poi ci giochi con i miracoli?

Non vado oltre per non mostrarmi arrabbiato o irriverente.

Non sono capace di immaginare l’oltre la vita terrena senza di te ma per dispetto, potrei rifiutare il Paradiso quando sarà il momento.

Mi siederò sul gradino davanti alla porta e protesterò per non aver avuto modo di conoscerti pienamente quando ne avevo bisogno.

Certamente in Paradiso troverò tutto, ma a che servirà?

Essere beato senza vita è un’ingiustizia verso coloro che, non per scelta, hanno trascorso l'intera esistenza nella fame, nel dolore, nelle carceri, nella solitudine.

Se vorrai, allora, baratterò il mio paradiso con una miglior condizione di vita terrena per congruo numero di miei sconosciuti amici sfortunati.   

Firma: un’anima del mondo.

 P.S. So che per ora non potrai rispondermi ma da lassù, oltre al meraviglioso papa che ci hai mandato, fai qualcosa di meno divino e di più umano.

 

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