Secondo il filosofo Gottfried Wilhelm Leibniz, questa idea è sbagliata. Esiste infatti un principio fondamentale della filosofia chiamato principio della ragion sufficiente, secondo cui nulla accade senza una ragione.
In questo articolo vedremo questo concetto attraverso una breve storia ambientata nel mondo di oggi, per capire davvero cosa significa.
Una storia moderna: Leibniz alla fermata della metro
In una sera qualunque, in una città moderna piena di luci e notifiche, Marco stava fissando il suo telefono con aria frustrata.
“Ma che sfortuna!” borbottò. “Perché proprio oggi la metro è in ritardo, il telefono si scarica e ho perso anche il portafoglio? Doveva succedere tutto!”
“Sfortuna,
dici?”
Marco si
voltò di scatto. Accanto a lui, seduto con estrema calma sulla panchina della
fermata, c’era un uomo vestito in modo elegante ma fuori dal tempo: parrucca
ordinata, abito d’altri secoli, sguardo brillante.
“Chi… chi è
lei?”
“Sono
Gottfried Wilhelm Leibniz,” rispose l’uomo con un lieve inchino. “E credo che
tu abbia appena toccato una questione molto interessante.”
Marco
sbuffò. “Guardi, non ho tempo per scherzi. La mia giornata è un disastro e senza
un motivo.”
“Al
contrario,” disse Leibniz, sorridendo. “Ogni cosa ha un motivo. È ciò che io
chiamo il principio della ragion sufficiente: nulla accade senza che ci
sia una spiegazione del perché sia così e non altrimenti.”
Marco
incrociò le braccia. “Quindi mi sta dicendo che anche questa giornata terribile
ha una spiegazione?”
“Esattamente.
E possiamo trovarla insieme.”
Leibniz
indicò il tabellone della metro.
“Perché la
metro è in ritardo?”
“Boh… forse
un guasto?”
“E il
guasto?” incalzò Leibniz.
“Magari
mancata manutenzione… o un problema tecnico.”
“E quello?”
Marco iniziò a riflettere. “Beh… potrebbe dipendere da decisioni di gestione, fondi, organizzazione…”
Leibniz annuì soddisfatto. “Vedi? Che ci sono dei motivi e tu ne hai individuato una catena di ragioni.”
“E il tuo telefono scarico?” continuò.
“Quello è
colpa mia,” ammise Marco. “Non l’ho caricato stanotte.”
“Perché?”
“Ero stanco…
sono rimasto sveglio fino a tardi.”
“Che cosa ti
ha costretto a ritardare di dormire?”
Marco
sospirò. “Avevo lavoro da finire… e poi ho perso tempo sui social.”
Leibniz
sorrise. “Ancora una volta: una rete di cause, decisioni, circostanze. Nulla è
privo di spiegazione.”
“E il
portafoglio?” disse infine Leibniz.
Marco si
irrigidì. “Quello sì che è pura sfortuna.”
“Ripercorri
la tua giornata.”
Marco chiuse gli occhi. “Sono entrato al bar… ho pagato… poi ho preso il telefono… forse l’ho lasciato sul bancone.”
“Dunque,” concluse Leibniz, “non è sparito nel nulla. C’è una spiegazione: una distrazione, un gesto, una sequenza precisa di eventi.”
Marco rimase in silenzio per un momento.
“Quindi lei dice che… tutto ha una ragione? Anche le cose che sembrano assurde?”
“Esattamente,”
rispose Leibniz. “A volte la ragione è evidente, altre volte nascosta. Ma
esiste sempre. Nulla accade senza che ci sia una risposta alla domanda:
‘Perché?’”
“E se non riusciamo a trovarla?” chiese Marco.
“Non significa che non esista,” disse con calma. “Significa solo che non abbiamo ancora guardato abbastanza a fondo.”
La metro arrivò finalmente.
Marco salì,
poi si voltò verso la panchina.
“Ehi…
grazie. Forse la mia giornata non è così casuale come pensavo.”
Ma Leibniz
non c’era più.
Sul sedile
accanto a lui, però, Marco notò qualcosa: il suo portafoglio.
Lo prese,
stupito.
Poi sorrise.
“Sa di mistero, ma forse… anche questo ha una spiegazione.”
Conclusione
La prossima volta che penserai “è successo senza motivo”, fermati un attimo.
Forse, come direbbe Leibniz, la spiegazione c’è già — devi solo scoprirla.
E magari, proprio come nella storia…
…ti accorgerai che anche ciò che sembrava casuale, in realtà, non lo è affatto.
Cos’è il principio della ragion sufficiente
Il principio della ragion sufficiente afferma che:
Per ogni fatto, evento o verità, esiste sempre una spiegazione del perché sia così e non altrimenti.
Anche quando qualcosa sembra casuale o privo di senso, in realtà esiste una catena di cause e motivazioni che lo rende comprensibile.
*Spunto tratto dal 4^ volume "LO SGUARDO NEL TEMPO DELLA FILOSOFIA" di Fabio Squeo

Nessun commento:
Posta un commento
Esprimi il tuo pensiero