martedì 31 dicembre 2013

Buon anno 2014, cuore.



Foto: "Možda je glupo slaviti vreme što prolazi, ali je lepo radovati se novom što dolazi, i zato Vam  želim u predstojećoj, 2014. godini  sve bolje i lepše nego u ovoj ..."

Abbandono il mio cuore al tuo sorriso.

Dolce è il dondolio nella culla di emozioni che continuamente agiti.

Stringo forte al petto questa gioia che vuol sfuggire.

Devo conservarla per i momenti tristi,
quei momenti in cui ti vedrò preoccupato,
quei momenti in cui tutti gli orizzonti sembreranno chiusi.

Ho te e soltanto te!

Una fiammella che alimenta la voglia di esistere.
La prova di una speranza certa.

Il motivo dello splendore del sole,
del brillare delle stelle,
del volo di un uccello,
dell'attesa del domani.

Un anno sta terminando,
e le mie lacrime, ribelle,
continuano a scorazzare ancora per le guance.

Non temono di essere trattenute dal dorso di una timida mano.

Vogliono testardamente continuare a mostrarsi,
quale specchio di un'anima appesa a un filo d'amore invisibile. 

 

lunedì 30 dicembre 2013

Pensiero in fuga


Opera di Silla Campanini




Non conosco i processi biologici medianti i quali il pensiero è reso possibile da un gruppo di cellule che, per un miracolo della natura, similmente al processo della sublimazione, trasforma attività chimico-elettriche in qualcosa che non trovando un’espressione migliore chiamiamo pensiero. 

È innegabile che il pensiero esca dalla mia testa. 
Inavvertitamente, quando penso intensamente, la mano va da sola sulla fronte; quasi a voler favorire la trasformazione in atto. 

Il pensiero avendo oltrepassato la barriera del corpo, del discreto, del limitato, della razionalità, vola incontrastata senza giudici, libera per l’universo delle coscienze. 

Esso ride di Einstein, della velocità della luce. 

Si commuove a quella parte di sé ancora presente nel corpo che bussa e freme per uscirne.

Questa specie diversa di pensiero, che per sfortuna anziché prodursi nel cervello rimane dimenata dal battito del cuore, chiamatela emozione. Sì! Le emozioni sono interlocutrici dell’essere umano con l’infinito universo. 

Esse traducono l’infinito nello spazio uomo. 

Mi rivolgo a te, amica che scrivi: “Sto pensando che senza pensare non potrei sognare”. È inevitabile partire con il pensiero per sognare. Pensando si dimentica il corpo e questo stato, se vuoi, puoi chiamarlo SOGNO. 

Senza la conclamata razionalità il pensiero è signore di se stesso e accarezza, con le bizzarre figure scelte dal corredo “UOMO”, l’animo umano; lo distoglie dai suoi limiti e gli anticipa il dopo. 

Che sia il Paradiso? 

Lascio a te la gioia di immaginarlo.



sabato 28 dicembre 2013

Il mio tempo



Il mio tempo è nel cuore,
non trascorre,
trascende l'apparire.

Un gesto gentile scioglie il mio tempo,
e disperde l'anima dolce nell'universo.

Il mio tempo si riflette nella gioia di un tuo sorriso,

Il mio tempo piange per le memorie nascoste dall'egoismo.

Indugia nel mio tempo,
saremo amici.

Entra nel mio tempo
vedremo, insieme, con gli stessi occhi dell'amore.

Non sapremo del prima e del dopo,
poichè l'emozione abita nel presente.

Il mio tempo non finirà,
perchè non potrò accorgemene.



Amica in cielo

Foto: >>>>>>...........L'ombra d'un pensiero... tenace... Parvenza d'un vago dolore a farmi compagnia, stasera... vestita d'una veste ch'è del pensamento... visione fonda che sa il colore fondo dell'anima quando, assorta, si ripiega, gocciando quello, liquido, come liquido di pianto questo mio sentire, dalla tavolozza mutevole di Silla Campanini...
BY
PATRIZIA VALDISERRA
opera di Silla Campanini

Crudele è quello sguardo distratto che porta la tua immagine.

Sfioravi silenziosa il mio confine.

Soltanto poche parole accompagnavano il saluto.

Riservata per antica stirpe,
i tuoi pensieri erano ponti nell'anima.

Arduo è sollevar baldanza al cuor serio.

Rinnego la timida aria che m'impedì di toccarti.

Or vago tra esitanti ricordi.

Afferro tracce del tuo passaggio.

M'illudo di sentire il profumo della tua vita.

Ormai, il dì è finito.
Il sole ha lasciato il buio.

Potrò ritrovarti Lassù.

Sollevo lo sguardo al cielo per non far scendere una lacrima. 
 

giovedì 26 dicembre 2013

Oltre la vita con ETT



(seconda parte)

ETT:  Ti racconto tutto quello che mi sarà possibile fare e ti prego di non interrompermi perché quello che seguirà non potrà essere un dialogo. 

Lascio a chi legge o ascolta queste mie parole, il giudizio per darle il giusto e personale credito.



LUIGI: Sarò muto come un pesce, preso da ciò che mi dirai.



ETT: Caro Luigi, ti sarà mai capitato di provare una sensazione che ti ha lasciato un senso di incompiuto? 
Un “tutto qui?” che ti ha lasciato perplesso?



LUIGI: Molte volte!



ETT: Quel particolare stato d’animo è il sintomo dell’oltre vita che sfiora la percezione dell'esistenza. 

Il vostro mondo è raccolto nei cinque organi sensoriali e nelle quattro dimensioni fisiche. 

Il tutto è pasticciato da una decodifica biologica che produce il pensiero.


Ragione e sentimento sono esalazioni in fumo di un arrosto che si consuma nella evoluzione della specie di cui voi siete parte ed esaminatori.


Noi, extraterrestri siamo, ed è vero, di un altro mondo, ma non un “altro” mondo perché lontano o diverso da quello a cui siete abituati a riferirvi. 

La differenza discende da una condizione che prescinde da ciò che vedete o che presumete di immaginare.


Non abbiamo problemi con il tempo e lo spazio, non esistono conflitti, non abbiamo bisogno di credere o di sperare. 

Abbiamo tutto ciò che serve. 

Non esiste il concetto della separazione del personale dal pubblico, del bene e dal male. 

Potrei elencare all'infinito tutti i concetti che vi siete costruiti con i vostri strumenti e le vostre misure.


Molto verosimilmente una tua amica afferma "Francamente penso non vi sia un oltre, ma una continuità inesausta, in cui prima e dopo non esistono... Solo un velo, un diaframma sottile separa le due realtà...".

Capisco che non potrai intendermi completamente ma non è il mio obiettivo spiegarmi, voglio alimentare quella certezza che nulla finisce con la vostra morte. 

Molti vostri pensatori hanno architettato spettacolari scenari pronosticando “dopo morte” sorretti da logiche contaminate dalle proprie paure o configurate a sostegno dei limiti umani.­­­­­



LUIGI: Che cosa mi dici dell’amore?



ETT: L’amore è la legge nata per richiamare una unione perduta. 

La vostra vita la “vedete” transitoria, predisposta all’interruzione e sciolta nel mistero del dopo ed è, quindi, “normale” che la si viva con determinazione e atta ad impedire la sofferenza per una divisione certa, implacabile ed evidenziata, giorno dopo giorno, dalla vecchiaia in continuo stato di monito. 

La sofferenza per questa permanente frustrazione della specie, induce gli umani a ricercare una reciproca solidarietà, ricavando attraverso questa, semi di una momentanea pace interiore.



LUIGI: Hai una spiegazione perché alcuni umani muoiono prima del termine naturale della vita?



ETT: Alcuni umani hanno, scritto nel loro codice biologico, una missione che va oltre la logica della specie e di questo loro ne sono orgogliosi. 

Nel periodo che passano per la specie, ne sono condizionati e dopo la loro partenza, lasciano uno strascico che non avrebbero voluto. 

Coloro che non danno modo alla vecchiaia di compiere il suo ciclo, sono persone molto speciali e che loro malgrado, rimangono “attaccati” alla loro breve parentesi terrena, per quella forzata divisione che hanno dovuto lasciare sulla terra. 

Questi ex-umani, non avendo luogo e tempo, indugiano sulle frequenze sensoriali dei propri cari e soffrono tantissimo nel non potersi riproporre e svelare il segreto dell’oltremondo. 

Intervengono sotto mille forme per incidere su questa brevissima esistenza e spesso si rendono conto di non poter far nulla. 

Immagina di dover spiegare a tutti i costi i colori a chi non sa nemmeno che cosa è la luce, vivresti un dramma.



LUIGI: Ett, ti chiedo una eccezione, dammi una prova che dimostri di essere veramente un extra.



ETT: Quale prova vuoi?



LUIGI: Attraverso le mie parole fai giungere un segnale alla mia amica che le spieghi la missione, di cui mi hai parlato e che le ha tolto per sempre la gioia proprio nel giorno di Natale.



ETT: Rispetto tantissimo il dolore della tua amica e sarei meno extra se abusassi dei miei poteri per giocare con i suoi sentimenti. 

Qualunque discorso che si potrebbe ricamare intorno ad un concetto, impossibile da acquisire, finisce per trasformarsi in un gioco indelicato. 

La sofferenza rende indifesi anche l'umano più smaliziato poichè tra il nulla e il possibile qualcosa, il sofferente mette in gioco la propria dignità. 


Voglio semplicemente correggere una tua parola: la missione non “toglie” la gioia ma la trasforma per adattarla ad un livello superiore che soltanto la tua amica sperimenta. 

Per tua amica mi concedo un gesto inusuale per per extraterrestri ma molto comune fra gli "umani", e cioè, una carezza speciale ad un cuore speciale.


mercoledì 25 dicembre 2013

Natale con ETT (prima parte)






LUIGI: Buon Natale ETT!

ETT: Non so come risponderti, non conosco ciò che festeggiate!

LUIGI: Il Natale è una data in corrispondenza della quale celebriamo la nascita di un grande uomo.

ETT: Allora, festeggerete tutti giorni! Credo che siano esistiti molti grandi uomini, o sbaglio?

LUIGI: Cristo è stato un uomo un po’ speciale! Egli è considerato il figlio di Dio, il rappresentante umano del padrone dei mondi.

ETT: Strano che io non lo conosca!

LUIGI: Probabilmente, avete un sistema di raffigurazione diverso dal nostro. Non dirmi che non avete un padrone o qualcuno che si elevi al di sopra di voi!

ETT: Sì, è vero, ma non lo chiamiamo Dio, né lo festeggiamo.

LUIGI: Beh, noi abbiamo bisogno di festeggiarlo, dimentichiamo facilmente i modi più convenienti per convivere su questa terra.
Credere nel Dio, ci aiuta a sopportare la solitudine e ci animiamo di una speranza inesauribile. Siamo troppo deboli e limitati per camminare da soli sul pianeta.

ETT: Insomma, mi fai capire che il vostro Dio è in surrogato di potenza a vostro uso e consumo?

LUIGI: Come al solito, Ett, ti riveli per niente umano! Non hai ancora imparato che le espressioni di noi umani sono un misto di sentimento e ragione.
La tua affermazione fa intendere il nostro Dio soltanto come un  manufatto, invece, Egli è per noi qualcosa di più profondo.

ETT: Sono pronto ad ascoltarti.

LUIGI: Abbiamo la fede, per esempio.

ETT: Aggiungi mistero a mistero!

LUIGI: la fede è uno speciale assenso della nostra ragione a qualcosa che ci viene rivelato in modo extra-sensoriale e che facciamo discendere da qualcuno molto più potente e illimitato di noi umani. L’extra ammissione fa decadere la necessità di trovare un ragione poiché la verità rimane chiusa in una convinzione personale non comunicabile.

ETT: Ottimo stratagemma per non parlarne!

LUIGI: Alcuni umani risponderebbero come te.

ETT: Terrestri molto extra?

LUIGI: No, li chiamiamo atei, coloro che non hanno un Dio a cui credere.

ETT: Mentre, tutti coloro che credono in un Dio chi sono?

LUIGI: In questo caso abbiamo molte sigle: Cristiani, Mussulmani, Ortodossi, Protestanti, Calvinisti, Buddisti e molte altra ancora.
Usando una sola parola, si tratta di religioni.

ETT: Ogni religione ha un suo Dio?

LUIGI: Polemicamente potrei risponderti di sì, visto che ognuno di noi è abituato coltivare il proprio orticello. In realtà, questo ente supremo è unico ed è consapevole dei nostri problemi.

ETT: In che modo il Dio vi aiuta materialmente?

LUIGI: Egli interviene sul nostro spirito e alimenta la volontà di operare nel segno della tolleranza reciproca e dell’immediato e futuro bene per l’umanità.

ETT: Mi fai un esempio?

LUIGI: Certo! Ci rende gioiosi quando operiamo nel bene e tristi quando commettiamo ingiustizie. Per chi si comporta bene, quasi tutte le religioni promettono un premio finale.

ETT: cioè?

LUIGI: Per il cristiani, il Paradiso, il luogo fisico-mentale dove contemplare Dio e ritrovarci dopo la vita terrena.

ETT: Comincio a capire qualcosa.
Il clima natalizio vorrebbe, quindi, ricostruire sulla terra quell’habitat che ritroverete in Paradiso?

LUIGI: Ett, non farmi esporre troppo con queste mie considerazioni. Molti amici potrebbero non condividere le mie idee. Invece, perché non mi parli del tuo mondo?
Avete anche voi un Dio?
Avete anche voi il problema della morte?

ETT: Premesso che noi extraterrestri non ci riveliamo apertamente a voi umani per il motivo della razionalità insufficiente, avrei anch’io un grosso problema nel fornirti le risposte che invochi.
Comunque, grazie al fatto che ti parlo attraverso il tuo spirito, sono protetto dalla responsabilità indiretta della tua psicologia, per cui tutto ciò che dirò potrebbe essere acquisito con leggerezza a causa del tua intercessione.

LUIGI: In altre parole ti stai scaricando dalla responsabilità di quello che dirai?

ETT: Ebbene, sì!

LUIGI: Bell’amico sei!

ETT: Ricorda sempre che non sono umano!!


LUIGI: Affrettati a dirmi tutto, perché ho un’amica perseguitata da un grande dolore e che le impedisce di gioire in occasione del nostro Santo Natale. In sua vece ti porrò qualche domanda.

ETT: Conosco benissimo la tua amica e so anche che cosa vuoi chiedermi. Ti racconto tutto e ti prego di non interrompermi perché quello che seguirà non potrà essere un dialogo. Lascio a chi legge o ascolta queste mie parole, darle il giusto e personale credito. 



 (continua nel prossimo articolo)
 

Natale di gioia


Ardir d'amor son prono.

Gioir di pace per il cor festante,
è l'inebriar dell'aire al Natal spirito.

Son buono dentro 
e gli amici tutti baciar vorrei.

L'umanità intera con l'abbraccio unirei,
sì che d'esser fratelli l'animo apprende.

Dono sorrisi,
stringo manine,
accarezzo nonnine
del mio mondo ne faccio gioielli.

M'improfumo di fede e speranza 
per contagiar d'amor l'incauto compagno.

Dimenticar odio e dolori per il dì che corre,
e invitar l'animo tuo m'è d'obbligo.

Il tempo spegne l'ardor 
ingabbia la mortal materia.

Suvvia, è Natale!

L'Amor brilla.