domenica 27 aprile 2014

Scrivere?



Un amico e collega ha scritto così:


"Scrivere, 
frontiera del vivere, 
antidoto del nulla, 
rifugio del sentimento, 
luogo del pensiero, 
vetta del sorriso, 
vortice del dolore, 
abisso dell’anima.
 

Io scrivo per questo, e inoltre, scrivo per Te. 
[Antonio Campanile.]".


Qual gemma da custodire, curare e donare al prossimo è migliore?


sabato 26 aprile 2014

Abbracciare il pensiero felice



Non  so dir altro che disquisir d'Amor.
Eterno tormento per un cuor vago.

Ombre d'uomo fan leva ad un cauto esistere.
Ma per altre fonti l'anima si muove.

Or ferma or gaudente,
scioglie desideri in speranze senza misure.

Allor che di vagar il tempo chiede conto,
il ritrovar le tasche vuote
lascia risuonar campane mute.

Rintocchi di rammarico 

spengono il brio al fato bendato.

Ignaro o illuso,
stringo nell’anima il pensar felice.

Unica certezza sfuggita al mondo del non essere.

venerdì 25 aprile 2014

I go for you



I go for you.

I think of you.

No matter if you are near or far.

You are in my breath.
You are over the clouds of my thoughts.
You are inside of my smiles.

Because 
I am and will be 
always in love 
with all the world.

mercoledì 23 aprile 2014

Kepler-186f

Una rappresentazione artistica di Kepler-186f, un esopianeta delle dimensioni della Terra che si troverebbe all interno della zona abitabile della sua stella
Brano tratto dal "Il mio caro ETT" - di Luigi Squeo


LUIGI: Ett, ho appena ascoltato dalla TV una grande notizia.

La Nasa ha di recente annunciato la scoperta di un nuovo pianeta simile al nostro, potenzialmente dotato di acqua e quindi di possibili forme di vita. Si tratti di Kepler-186f, pianeta osservato dal telescopio spaziale Kepler, grande quanto la nostra Terra e situato a circa 500 anni luce dalla Terra, nella costellazione del Cigno.
Esso è il pianeta più esterno, l'unico ad orbitare nella cosiddetta ''zona abitabile'', ovvero ad una distanza dalla sua stella compatibile con la presenza di acqua in superficie. Compatibile quindi con la presenza di vita. La distanza che lo separa dalla sua stella è pari a quella che c'è tra il Sole e Mercurio.

ETT: Sì? Non capisco però questa tua euforia.

LUIGI: Ma è sensazionale! 
Pensa che ci potrebbero essere degli umani come noi, con gli stessi nostri problemi e magari, più evoluti!

ETT: Sarebbero extraterrestri, come me! Allora?

LUIGI: Beh, tu appartieni ad altre costellazioni, sei completamente diverso da noi.
Non sai nulla degli umani e sei qui per studiarci, non è vero?

ETT: Quello che tu dici, in parte è vero e, dandoti ragione, dovresti preoccuparti di questa scoperta anziché gioire.

LUIGI: Perché?

ETT: Se rifletti un po’, la scoperta del continente americano, non fu considerata dai terrestri di quel tempo straordinaria e il continente trasfigurato come un nuovo mondo?

LUIGI: Sì, è vero! Ma …

ETT: Che cosa è successo dopo?

LUIGI: Ci sono state le colonizzazioni e aperture di nuovi orizzonti di vita.

ETT: Non dimenticare di aggiungere che si sono state guerre, distruzioni e la nascita di nuovi antagonismi.

In parole più dirette, voglio affermare che le nuove opportunità che si creano con le scoperte finiscono sempre con farvi litigare.

LUIGI: Devo darti ragione!

Dovrei quindi non gioire per la scoperta di Kepler-186f?

ETT: Credo proprio che voi umani dovreste concentrarvi nel cancellare le bandiere, bandire i confini, parlare una sola lingua.

Insomma, dovreste badare a voi stessi non come esseri umani separati e contendenti ma uniti nella gioia di un universo anch’esso unico, dove la vostra qualità migliore possa risplendere.

In questo contesto, Kepler-186f, se dovesse essere abitato da esseri come voi, sarebbe una vera opportunità per cercare le risposte che ancora vi mancano.

LUIGI: Ti capisco. 
Tu però sai se lì c’è vita, vero?

ETT: Certamente! Se pur ti confermassi la presenza della vita su quel pianeta, nessuno ti crederebbe!

Molti tuoi lettori sanno già che sei un po’ matto affermando di parlare con me.

LUIGI: Questa è una pazzia che non mi dispiace.

lunedì 21 aprile 2014

Amicizia



L'amicizia è un cerotto su una ferita ..... interviene per aiutare, tenta di aderire alla superficie da proteggere ma sa che appena il suo compito sarà terminato dovrà andar via, nè spera di rimanerci poichè significherebbe il non voler far guarire. 

L'amicizia VERA inizia quando la ferita non esiste più e il cerotto, essendo usato, non avrà modo di ripetersi.

domenica 20 aprile 2014

Salviamoci insieme agli agnelli

 

Nel 1931 Otto Henrich Warburg, uno scienziato tedesco, ricevette il premio Nobel per aver scoperto che la causa principale del cancro è data da uno stile di vita e soprattutto alimentare anti-fisiologico. 
Di fatto, l’inattività, unitamente ad una dieta basata su cibi acidi, danno luogo all’acidosi cellulare che, a sua volta, provoca l’espulsione dell’ossigeno dalle cellule. 
E più manca ossigeno nelle cellule, più si crea un ambiente acido. Secondo Warburg, infatti, “la mancanza di ossigeno e l’acidità sono due facce della stessa medaglia: se una persona ha l’uno, ha anche l’altro”. 
Ovvero, se è presente un eccesso di acidità, automaticamente si avrà una carenza di ossigeno nel corpo Allo stesso modo, se l’ossigeno è insufficiente, si avrà acidità nell’organismo. 

Inoltre, Warburg asseriva che “le sostanze acide respingono l’ossigeno, a differenza di quelle alcaline che, invece, lo attirano. 
Privando una cellula del 35% del suo ossigeno per 48 ore è possibile convertirla in un cancro”. 
Contrariamente a quanto avviene per le cellule sane che hanno un assoluto bisogno di ossigeno, quelle tumorali - che sono anaerobiche (cioè non respirano ossigeno) - vivono necessariamente senza e, in presenza di alti livelli di ossigeno, muoiono, come aveva scoperto lo scienziato tedesco e riportato nella sua opera intitolata Il metabolismo dei tumori. 
In questo trattato, Warburg ha dimostrato che tutte le forme tumorali sono caratterizzate da due condizioni: acidosi del sangue e ipossia. Oltre alla mancanza di ossigeno, a favorire le crescite tumorali vi è anche la presenza di glucosio. 
E a determinare l’acidità o l’alcalinità dell’ambiente cellulare è unicamente il cibo di cui ci nutriamo: gli alimenti, terminato il processo digestivo, a seconda delle loro caratteristiche organolettiche, generano nell’organismo una condizione di acidità o di alcalinità.
Nel 2010, circa 80 anni più tardi, partendo proprio dalla considerazione che l’acidità è una caratteristica fondamentale del mircroambiente tumorale, sono stati presentati all’Istituto Superiore di Sanità, durante il Primo Simposio Internazionale, tutti gli studi su cui è concentrato l’International Society for Proton Dynamics in Cancer (ISPDC). 

L’obiettivo di queste ricerche è di colpire esclusivamente il target molecolare che provoca il tumore, “al fine di evitare i frequenti effetti collaterali delle terapie tradizionali utilizzando inibitori della pompa protonica per inibire la crescita della massa tumorale”, come spiegato da Stefano Fais del Dipartimento del Farmaco dell’Istituto Superiore di Sanità.

 A causare le condizioni favorevoli per le crescite tumorali vi è un iniziale accumulo di acido lattico dovuto al metabolismo tumorale, e la successiva selezione di cellule che, per far fronte all’incremento dell’acidità, provocano un iperfunzionamento delle pompe cellulari che eliminano protoni all’esterno della cellula. 

In Italia, i primi due studi clinici sono stati eseguiti per i melanomi presso l’Istituto dei Tumori di Milano e l’Università di Siena e per gli osteosarcomi presso il Gruppo Italiano dei Sarcomi, a Bologna. 

Del medesimo approccio si sono avvalsi i ricercatori della Fudan University di Shangai per combattere il carcinoma alla mammella.

 In Florida, il professor Robert Gatenby del Dipartimento di Oncologia Integrata del Cancer Center di Tampa, per le sue ricerche ha utilizzato il bicarbonato somministrato per via orale.
 
Ancora, il professor Kusuzaki del Dipartimento di Oncologia dell’Università di Edobashi, a Tokio, per contrastare i sarcomi ha usato l’arancio di acridina; questa molecola ha la capacità di concentrarsi negli organuli acidi della cellula e, in seguito ad un impulso luminoso (raggi x), si tramuta in un composto altamente tossico per i tessuti tumorali, senza tuttavia che si evidenzino segni di tossicità per i tessuti circostanti sani.
 
Tutte le terapie scelte per questi studi sono basate sull’uso di farmaci che utilizzano l’acidità tumorale come target o andando ad inibire i meccanismi che la provocano - ossia gli inibitori della pompa protonica - o, ancora, semplicemente andando tamponando - avvalendosi del bicarbonato -  o cambiando il loro stato quando concentrati all’interno dei tumori - con l’arancio di acridina -.

 Pertanto, la teoria del vecchio professor Otto Henrich Warburg sembra oggi trovare ulteriori conferme, anche se evidentemente non è che ne avesse bisogno, ma sicuramente era necessario che queste conoscenze venissero rese note anche all’opinione pubblica. 

Solo così, infatti, ognuno ha la facoltà di decidere per la propria salute, sapendo che essa è determinata da ciò che si mangia. Una persona sana ha i valori del pH del sangue compresi tra 7,4 e 7,45. 

Se questi valori sono inferiori a 7 si va incontro al coma. 

Per mantenere elevato il pH e quindi proteggere la propria salute è fondamentale evitare tutti quei cibi acidificanti: al primo posto di questo elenco troviamo lo zucchero raffinato, privo di vitamine e minerali, ricco esclusivamente di carboidrati raffinati che affaticano il pancreas; dopodiché troviamo la carne e tutti i latticini; anche le farine ed i loro derivati, nonché tutti gli alimenti in scatola, la margarina, il caffè, il the nero e l’alcol. 

Bisogna tenere in considerazione che qualsiasi cibo cotto aumenta l’acidità mentre elimina l’ossigeno. 

E poi, naturalmente, non va dimenticato che anche tutti i farmaci, dagli antibiotici ai chemioterapici, sono acidificanti!
 
I soli cibi alcalini sono rappresentati dalle verdure e da alcuni tipi di frutta. 

Perciò, per mantenersi in buona salute andrebbero consumate  quotidianamente abbondanti quantità di verdura di varietà diverse, naturalmente cruda. 

Più riusciamo a bilanciare positivamente i cibi alcalini rispetto a quelli acidificanti e meno dovremo preoccuparci di incorrere in eventuali patologie degenerative.

© Copyright 2013 Jessica Savogin Pezzetta, Giornalista Scientifica, Editore e Presidente A. C. Edizioni Scientifiche Still.


  

To blow out


opera pittorica di Elena Checchi
 
Sometimes you need not only to be alone, but to find something that will never appear and despite of that, you would like to hold it in.

 It will be somewhat a sweet water spring hidden inside the body, where it is possible to drink smiles, where, as heart stimulator, it make you feel blow off.

 Every fool thing should be as falling leaves ignored by the tree. 

 All other things should be lived with the primary state of the soul: love.

DECILOOK



Mi presento come inventore del DECILOOK (DBL).

Non temete, l'oggetto da me inventato non è pericoloso e né il suo nome lo troverete nel vocabolario di inglese.

Si tratta di una particolare unità di misura.

La parola deriva dall’unione di DECIBEL e LOOK.

I fisici, matematici, elettronici sanno che cosa è il DECIBEL; per gli altri mi assumo la responsabilità di spiegarlo a parole tenere.

Qualunque segnale che diffondiamo, indipendentemente dal suo tipo (voce, azione, pensiero, ecc), è costretto ad essere interpretato del destinatario.

Chi riceve il segnale, per qualsiasi motivo, non è quasi mai nelle condizioni ideali per riceverlo correttamente.

Disturbi di vario genere intervengono per abbattere il tono e il significato.

Alcuni esempi di corruttori del messaggio sono: scarsa attenzione, rumori di fondo, preconcetti, diffidenza, precauzioni, condizionamenti vari.

Il DECIBEL, quindi, misura il rapporto tra il valore del segnale inteso dal trasmettitore e il valore del rumore che lo deprime. 

Ovviamente, più alto è il rumore maggiormente risulta trasfigurato il significato associato al messaggio. 

Se poi, la qualità del messaggio è già scadente nel momento della sua diffusione, figuriamoci che cosa potrebbe giungere ai destinatari.

Inoltre, la scarsa capacità dell’essere umano di mantenere la concentrazione nel momento dell’interpretazione del messaggio, impone una misura su scala logaritmica.

In parole semplici, la variazione dell’attenzione subisce variazioni a volte lentissime a volte brusche.

La seconda parte del mio termine coincide con il verbo “to LOOK at”, che significa “GUARDARE a”; intendendo con questo di riferirmi all’idea di dedicarsi con attenzione all’acquisizione del messaggio.  

Perché ho deciso di usare il verbo guardare?

Semplicemente perché io non riesco a concentrarmi se non guardo negli occhi chi vorrebbe comunicarmi qualcosa di importante.

In questa ottica, la mia unità di misura è fantastica perché mi permette continuamente di verificare quanto io sia utile e importante per chi mi ascolta.

Riportando il tutto su una scala da 1 a 10, nei rapporti giornalieri solitamente misuriamo 3/4 DBL con conoscenti, si arriva ai 4/5 con gli amici, mentre con le persone che vogliamo bene si arriva a 7/8.

Si sfiora il 9 per i casi speciali. 

Il 10 è riservato ai casi teorici.

Voi, che indice pensate di misurare?