giovedì 31 ottobre 2013

Siamo sempre sinceri?

Foto: Sentirsi in trappola
opera di Silla Campanini
 
La sincerità è un valore della persona capace di renderla trasparente alla cattiveria.

La sincerità è maldestra, ed è in grado di creare nemici soltanto perchè si manifesta.

Consiglierei a questa pratica dell'essere umano di essere arrendevole alle debolezze.

Le chiederei di flettersi come farebbe un ramo al peso di un uccello che lo usa. 

Essere sinceri come la durezza dell'acciaio è anche un modo di trascurare l'obiettivo che si prefigge, dimenticando il seme buono che si vorrebbe far germogliare.

Personalmente credo che la sincerità debba essere vestita o con una parola brutta, "truccata". 

Dovrebbe essere come una bella donna capace di abbellirsi ulteriormente. Giungerà il giorno in cui potrà mostrarsi nelle sue vere forme, allorquando l'amante aprezzerà il suo cuore e non il corpo.

Ovviamente, lungi da me l'idea che siano la vigliaccheria o l'ipocrisia le promotrici di questo stratagemma.

Si tratta di un'idea benevola che non castiga perentoriamentre l'errore commesso, ma che offre l'opportunità di riscatto alla consapevolezza di chi sbaglia.

Si invoca la sincerità per reclamare apertamente esigenze, per decretare un giudizio, per rispondere alla richiesta di chi attende comprensione.

In tutti casi, la sincerità entra in gioco quando le si chiede nascostamente  di non essere pienamente se stessa.

martedì 29 ottobre 2013

Ciao, Amore.

Foto
opera di Silla Campanini

Ciao, Amore.

Oggi  il sole splende anche per te.

La mia anima s'appaga al pensiero tuo dolce.

Cammino per il mondo al ritmo dei battiti lenti del cuore.

Celata dall'ansia del ritorno, l'idea felice accelera il mio passo.

Porto con me i tuoi odori,
il tuo sguardo tenero,
l'immagine della tua mano che cerca la mia.

Sorriderò per te con gli amici.
Per loro sarò semplicemente simpatico.
Non sapranno mai del mio tesoro.

Non mi stancherò del lavoro.
Sopporterò i poveri di spirito.
Contagierò d'allegria chi mi sarà vicino.

Voglio consumare al meglio ogni secondo che mi separa da te,
poichè insieme a te il tempo non scorre.

sabato 26 ottobre 2013

Qual è la pena più assurda del mondo per uno stupro?



Liz, una ragazza di 16 anni, ha subìto uno stupro di gruppo così violento da essere rimasta paralizzata su una sedia a rotelle. Ma invece che arrestare gli stupratori, la polizia li solo costretti a falciare un prato per poi rilasciarli! I gruppi per i diritti delle donne ci chiedono di denunciare questo scandalo in tutto il mondo per aiutarli ad ottenere giustizia. Firma ora per impedire che altre donne possano subire una sorte simile a quella di Liz:
Liz stava tornando a casa dopo il funerale di suo nonno quando è stata attaccata da sei uomini che l'hanno violentata uno dopo l'altro per poi scaraventarla, priva di sensi, giù per una latrina profonda 6 metri. E qual è stata la loro punizione? Falciare il prato della stazione di polizia e poi venire rilasciati!
La terribile vicenda di Liz ha sconvolto il Kenya e ora politici e polizia sono sotto una enorme pressione pubblica a cui devono in qualche modo rispondere. Ma secondo le associazioni per i diritti delle donne che lavorano in quel Paese, non succederà niente a meno che il governo non venga sottoposto a una pressione ben più grande a livello internazionale. Ci chiedono di aiutarle a ottenere giustizia e a fare in modo che questa storia tragica possa diventare invece un punto di svolta per mettere un argine al tasso vertiginoso di stupri in Kenya.
Nessuno finora è stato ritenuto colpevole, nè gli stupratori, nè i poliziotti. Ma oggi abbiamo una possibilità per far cambiare le cose. Mobilitiamoci tutti, subito, dalla parte di Liz, prima che i responsabili la facciano franca. Clicca qui sotto per ottenere giustizia per Liz e per aiutare a fare in modo che nessun'altra donna, dovunque si trovi, soffra per queste violenze:


La madre di Liz ha raccontato che i violentatori sono tornati a casa sua per deridere la sua famiglia. Si comportano come se fossero al di sopra della legge, e in effetti hanno ottime ragioni per credersi tali. A causa di requisiti burocratici assurdi, la polizia ha archiviato la violenza subita da Liz come una semplice "aggressione" e ha poi chiesto alla madre di "ripulirla", distruggendo le prove dell'accaduto. Ora i suoi stupratori sono liberi e Liz si ritrova su una sedia a rotelle. 

Quanto accaduto a Liz è un esempio estremo di un problema molto più esteso. In Kenya, due terzi delle ragazze in età scolare e la metà dei loro coetanei maschi ha subìto abusi sessuali. E qualche mese fa, una corte keniota ha emesso una sentenza storica, giudicando la polizia colpevole di non adempiere al suo dovere e obbligando le forze dell'ordine a rispettare la rigorosa legge nazionale contro gli stupri. Lo stupro è illegale ovunque, m! a troppo spesso queste leggi semplicemente vengono disattese dagli uomini incaricati di proteggere le nostre figlie. A cominciare da Liz e dalla sua storia, possiamo cambiare questo stato di cose. 

La polizia sostiene di non avere fondi nè addestramento adeguati per difendere la legge. Ma non c'è bisogno di alcun addestramento per capire che tagliare un prato non è la punizione adeguata per uno stupro. Se con il nostro aiuto questi uomini e la polizia verranno chiamati a rispondere delle loro azioni, possiamo creare un precedente che obbligherà la polizia a trattare lo stupro come un crimine grave, non più un reato minore.
I membri di Avaaz si sono mobilitati in numeri record per combattere gli stupri in tutto il mondo. Recentemente, per esempio, abbiamo portato il governo indiano ad impegnarsi in una campagna di educazione nazionale da svariati milioni di rupie per combattere la piaga in quel Paese. Non potremo mai cancellare quanto successo a Liz, ma possiamo impedire che succeda di nuovo. Entriamo subito in azione! 

Con speranza e determinazione,
David, Anne, Sam, Bissan, Oli, Ricken, Emily e tutto il team di Avaaz.

Il dono

Opera di Silla Campanini

Una bambina, spettatrice silenziosa di un film interpretato dai suoi genitori, conduceva una vita solitaria nell’anima. 

La lunga attesa di una carezza o di una piccola attenzione alla sua persona, le aveva indotto una specie di mesta rassegnazione unita all’accettazione di una colpa difficile da comprendere alla sua tardiva intelligenza.

Le tenerezze che giungono da un cuore che ama, sono sempre accompagnate da duraturi sorrisi e sguardi incantati. 

Questa esperienza era completamente ignota alla piccola Serena, che però, aveva sperimentato come attraverso l’ubbidienza o un concedersi senza convinzione, si riusciva a conquistare sorrisi di compiacimento.

Queste apparenti gratificazioni le servivano come surrogati di quei piaceri che ella avrebbe voluto provare come riflesso di un atto d’amore ancora da sperimentare.

La strana situazione che si componeva mentre la bambina diventava donna, contribuì a definire un’architettura dell’anima illeggibile e difficile da modellare con gli eventi della vita.

Un giorno ricevette un oggetto avvolto in due strati di carta: quello della formalità e quello dello sfruttamento. 

Serena non era capace di notare i due strati di carta, apprezzò invece, l’oggetto come un dono speciale alla sua persona. 

Conservò e curò per molto tempo l’oggetto, sperando un giorno di poter comprendere il suo reale valore. 

La sua vita cominciò a cambiare. 

Iniziò a combattere le prime battaglie. 

Si vedeva negli occhi dei suoi amici e conoscenti. 

Riusciva persino a modulare la sua voce con un sottofondo di importanza e convinzione delle proprie possibilità.

La sua forza interiore si accrebbe tenendo sempre in primo piano l’importante dono che aveva ricevuto e del quale si vantava come una delle pochissime persone a cui la fortuna aveva concesso di possederlo.

Serena stava conquistando la sua consapevolezza e l’autorità di esistere quando il destino gli impose di aprire il pacco dono per scoprire che non conteneva nulla. 

Ella capì che le avevano dato in custodia qualcosa senza valore per il mondo materiale, ma che si era rivelato così preziosa da dare un senso alla sua vita. 

Quella scatola vuota portava in sé qualcosa che nemmeno i suoi genitori erano riusciti donarle.

Serena, ora, cammina per il mondo sapendo che il valore degli oggetti non si prova toccandoli ma sentendoli con il cuore.  
 

Il sorriso.


Il sorriso è l'espressione visiva di una stato d'animo felice.

Attraverso il sorriso si stende il ponte verso il prossimo e si avvia il motore per instaurare il sentimento positivo, predisponente a creare contatti meno superficiali.

Il sorriso è il sole che sorge all'orizzonte, portatore di luce ed energia in ogni rapporto umano.

Mi capita spesso di osservare amici e colleghi seriosi ai quali occorre pagare qualcosa per vederli sorridere.

In questi casi, tento la battuta per vedere allungare le loro labbra ma, come un sasso lanciato nello specchio di un mare calmo, il sorriso compare soltanto per pochi secondi. 

Subito dopo, la mia riflessione mi costringe ad un'autocritica.

"Sono un incorreggibile invasore degli stati d'animo! Non tutti possono essere giocherelloni! Molti non possono sorridere perchè perderebbero di credibilità e di autorevolezza.".

Mi dispiace per tutti coloro che non sorridono.

Anche il viso si adatta al grugno e rende antiestetico lo stesso sorriso.

L'assenza del sorriso rende ogni stagione fredda, triste e buia.

Probabilmente qualcuno avrà un buon motivo per non sorridere, ma cancellandolo, avrà un altro buonissimo motivo per non dar valore al motivo per cui non sorride. 

Mi rendo conto che è difficile sorridere quando il dolore ti sta vicino. 
Sarebbe come rinnegare il bisogno di comprensione e sostegno morale.

Una canzone di Rod Stewart ripete un ritornello simpatico: 
"Have you ever seen the rain coming down on a sunny day?".

La cancellazione del sorriso è un ordine che giunge dal nostro corpo per segnalarci lo stato di emergenza ed instaurare lo stato di guerra, il coprifuoco della ragione. 

Persistendo nelle condizioni di rigida seriosità, il problema, responsabile della situazione triste, si ingigantisce fino ad occupare completamente l'intera sfera della consapevolezza.

Durante lo stato di "preoccupazione" tutta la squadra fisio-psicologica deve porsi in stato di allerta e focalizzarsi su "NON VOGLIO CHE SUCCEDA!".

Lo stato di attenzione si esalta, pronto a cogliere gli attimi di non miglioramento.

Tutto diventa "SERIO".

Il mondo che ci circonda è grigio.

Le persone sono ombre che camminano mentre da quelle a cui  vogliamo bene, chiediamo lo spicchio di sole dimenticato.

Sorridere è il segno che Dio non fa sul serio quando ci manda i guai.

Sorridere è la medicina gratuita e senza controindicazione contro l'auto flagellazione e i tristi presagi.

Sorridendo, aiutiamo noi stessi a non prenderci troppo sul serio e a  sperimentare che la vita è gioia, colori e luce.

Sorridendo siamo anche simpatici!

Quante volte ho visto amici tristi che si allontanano e altri sorridenti che si avvicinano.

Potendo scegliere, da che parte state?

Io sto con il sorriso .... 
anche se spesso si teme di mostrarlo continuamente ... 
come dice Benigni, si rischia di apparire pazzi.

 

venerdì 25 ottobre 2013

Perdersi nel futuro


opera di Silla Campanini


Immerso nei miei pensieri fantastici, quelli che ai più, appaiono tanto inutili, quanto strani, mi ritrovai a sfogliare le pagine di un libro che, a giudicare dallo stato della copertina e dal colore delle pagine, doveva essere molto vecchio.

Cercai la data di stampa e sorprendentemente lessi: 12 maggio 1955.

Una terribile ansia mi prese, e non avendo fatto caso al titolo, lo richiusi per guardare sul frontespizio, e vidi: “Percorso di una vita”.

Capirete, che l’ansia cominciava a trasformarsi in paura, appena la fugace lettura di poche frasi puntate a caso, mi fece intendere che si trattava della cronaca della mia vita.

Richiusi il libro immediatamente e alzai lo sguardo intorno a me. Solo allora, notai che ero in un luogo pieno di libri di varie dimensioni, alcuni erano molto sottili, forse con la sola copertina, altri apparivano come grossi tomi impolverati.

Ripresi coraggio e tentai di sfogliare la parte finale del mio libro, qui ebbi una delusione, le pagine se pur vecchie, erano vuote.

Capii che non mi era possibile leggere con gli occhi del presente, infatti, quando tentavo di fissare lo sguardo sui quei fogli, vedevo solo pagine bianche, mentre quando lo distoglievo, quelle stesse pagine si riempivano di frasi.

Era la mia coscienza, il confine tra il presente e il futuro.

Quando si usano termini come prima, dopo, grande, piccolo si ragiona con l’innocenza di un bambino davanti al pallottoliere. Quel bambino si affida completamente ai suoi sensi per entrare in contatto con il mondo approssimato del genere umano.

Cancellando il tempo e lo spazio, rimarrebbe l’essenza primaria che corre davanti alla coscienza, senza poter essere mai raggiunta.

Per questa volta, permettetemi di smentire Einstein, a riguardo del primato in velocità della luce.

Se la luce è a portata del genere umano, nel senso che è percepibile, per forza deve esistere qualche entità più veloce, la quale, ovviamente, essendo fuori della nostra sfera conoscitiva, non la potremmo mai condurre sotto l’analisi della nostra ragione, puerilmente limitata e distorta.

Lo scienziato più impeccabile è colui che dell’ordine, della separazione, della logica consequenziale e del riscontro, ne fa un uso assiomatico, quasi inconsapevole.

Tutto questo arguire, mi porta a una facile e piacevole conclusione che la fine di questo mondo è solo un’insignificante lucina che si spegne, per riaccendersi in un’altra dimensione spettacolarmente bella, varia, magica e sorprendentemente oltre qualunque ottimistica aspettativa immaginabile. 

Pensandoci


opera di Silla Campanini




Specchiarsi in se stessi e rivedersi in un mondo meraviglioso, dipinto con i sentimenti e comandato dalle emozioni, è un’attività considerata strana e per questo, da rilegarla alla propria intimità.

In questo mondo, ogni parola è muta ma tutto intorno vive. Vestiamo di ciò che nessuna parola potrebbe descrivere. 

Esattamente come il pianto di bambino che riempie l’esistenza di una mamma alla quale egli tutto racconta, nell'eterna legge della vita, spesso ci sorprendiamo in un modo di vivere estraneo, assunto passivamente e del quale vorremmo liberarcene. 

Siamo irrazionalmente convinti che il nostro esistere non può limitarsi al necessario e al logico; siamo fortemente convinti che possiamo prendere di più da questa nostra vita; siamo convinti di poter sperimentare una consapevolezza chiusa in uno scrigno interiore mai aperto. 

Diventa tutto magico, ci si vede in controluce e come sospesi in arcobaleni di mille colori, si vola a cavallo della fantasia, dove il pensiero dolce è il padrone. 

Si muovono i confini poiché regole e convenzioni non esistono. 

Essi inglobano tutto ciò che la mente ha scartato e ha etichettato come inutile, sciocco.

È sciocco o inutile ragionare del lato buio della luna?

Tutto ciò che non si vede con la mente, è lì ad attendere pazientemente, come un dono riposto. 

È bello farsi prendere da quell’esplosione interiore che tutto avvolge. 

La riflessione è il filo di Arianna che potremmo usare per non girare a vuoto nel labirinto della nostra esistenza. 

Preghiera per te

Foto
Opera di Silla Campanini

Oggi il sole è alto,
e tu non puoi vederlo.


Triste,
impotente,
rivolgo il pensiero Colui che è essenza dell’esistere.

Con  l’animo furioso e il cuore caldo,
corro senza respiro per il Suo creato.

Voglio disperdere i miei dubbi.
Voglio stancare la mente.

Non farò soste.

Non temo l’infinito.

Porto con me la tua dolcezza,
il germoglio più tenero del tuo amore.

Cerco e voglio il nostro Dio!

Per consegnare il mio peso,
 e insieme, donerò tutto me stesso,
sì che la mia supplica abbia il senso ultimo.

Se non dovessi incontrarlo,
piangerò con la mia illusione l’essere solo.

Non potrò fare altro,
e la mia carezza sarà tutto ciò che potrò donare,
poiché il mio cuore è già tuo.

giovedì 24 ottobre 2013

Torno da me

Foto: tratto dal diario di Mihail Timosev 20/03/1928
Miseria e tristezza,mi fanno compagnia,
seduti e in silenzio
confusi tra le ombre di una candela accesa
dove anche le mie paure si nascondono
un soffio di vento e la luce vacilla
i timori si rafforzano
tracanno un bicchiere di vino 
per dare un senso alle mie vertigini
pura illusione per distogliere il mio mal d'anima
nella penombra trovo i frammenti mancanti
uno sguardo al buio della notte per coglierne l'espressione
modo bizzarro per vedere cose che non ci sono
utopia per cambiare il mondo
metamorfosi del dolore in una ruga sulla mano aperta
che attende per dissetarsi la lacrima di Dio
e nulla può la luce del giorno
trasudo l'istinto
e aspetto un'altra notte,
con impudenza trascino la mia anima,seduti
colloquio insano
ancora rughe ,ancora lacrime
Opera di Silla Campanini


Il fluir del tempo aliena la speranza senza visione.

Impotente al destino freddo, l'anima siede con il cuore in mano.

Mute domade si agitano tra i silenzi eterni.

Ingenuo,
sollevo lo sguardo verso orizzonti disegnati dalla fantasia.

Nascondo l'io alla ragione.

Smetto di cercare risposte.

So di essere sotto un cielo troppo alto per le mie misure.

e allor che lo sguardo, timoroso, s'incanta,

e ritorno in me stesso.

mercoledì 23 ottobre 2013

Amami

 
Luce silenziosa, padrona di spazi reconditi.
 
Avvolgi l’anima in pena che d’amor brama.
 
Disponi del mio corpo per segnar di te stessa.
 
 
Siano gli occhi,
fonte di brillanti raggi ammaliatori.
Siano le mani,
 foglie tremoli al vento delle emozioni.
Sia la pelle,
corrugata da brividi di gioia.
 
 
Sia il cuore,
orchestra di battiti di vita
Perdersi là,
dove non ci sono parole,
non esiste l’inutile,
dove ha senso un bacio, una carezza, un abbraccio, 
un pensiero felice,
è il mondo che voglio,
è il mondo che donerei.

Il segreto delle parole



Opera di Silla Campanini

Il senso delle parole può essere ambiguo due volte. 

La prima, per via del significato formale frainteso o confuso. 

La seconda, per una refrattarietà e/o per deformazioni naturali degl'organi sensoriali dovute a tantissimi fattori che impediscono di “sentire” il significato. 

Il grado di attenzione, quasi sempre, è uno zoom sull’area di interesse, cioè, una misura di ingrandimento dell’immagine "pensiero", che nulla aggiunge all’informazione originale, se non la ricchezza dei particolari riscontrati.

Per chiarire la mia idea, vi sottopongo una serie di parole che formano una frase a senso compiuto. 

Queste dovrebbero trasmettere un messaggio:

Saper riconoscere la nostra responsabilità affinché gli eventi si realizzino”.

Per qualcuno, questa frase sembra discendere dalla fantasia, per altri, dalla filosofia (definita malignamente, la scienza delle cose inutili). 

Per tutti, invece, assume un significato diverso, proiettato nell’ambito contestuale dove solitamente la propria psicologia si focalizza. 

Il livello di comprensione della frase è misurabile con un numero compreso da zero a indefinito, in relazione all’età, alla cultura, allo stato psicologico del momento, allo stato di salute, alle menomazioni e a qualunque altro elemento disturbatore del profilo emotivo. 

Usiamo tantissimo le parole; ci arrivano da moltissime fonti e in forme diverse. 

Siamo bombardati da dati e istruzioni. 

Le scienze sono castelli montati con le parole. 

La tecnologia le combina e, come in un gioco di magia, crea nuove formule per produrne altre. 

Dante si è ritrovato nella selva oscura nel Medioevo, dove potremmo trovarci noi, ora?

Saper riconoscere ciò che è meglio per noi stessi in ogni momento di vita è un’abilità da coltivare, imprescindibile in una società che si muove ed evolve con le parole. 

Essa conduce all'unica felicità consentita all'imperfetto essere umano: consapevolezza di valere e il motivo per esistere.