sabato 30 novembre 2013

Abbandonarsi al sentimento

opera di Silla Campanini

Perso nel tempo sfuggente alla coscienza,
nulla potette occupare la mia vista.

Nessuna direzione fu utile alla mia ragione.

Solo ora posso riferirvi di ciò che l’insolito mi sorprese.

Allora, tutto era racchiuso nel mistero,
 che nessuna parola potrebbe raccontare.

Indomito sentimento restio a qualunque riposo!

Avvicinati e respira profondamente!

Sentirai la mia anima attraversarti,
 assalendo il tuo cuore a ritmi di passione.

Non aver paura di sintonizzarti su quello strano canale 
che i più umili chiamano sensibilità.

venerdì 29 novembre 2013

Cerco stabilità

Foto: Luigi Squeo : Sarà la cover del mio prossimo libro.......

Attraversando fili elettrici, computer, router, modem .........

descriverà agli occhi di un ragazzo il magico mondo di internet.
http://luigisqueo.blogspot.it/2013/10/viaggiare-tra-i-bit-di-una-email.html?spref=fb
Opera di Silla Campanini



Scrivere è un modo per far prendere un po’ di sole all’anima.

Purtroppo, seduto all’aria fresca e lasciandosi accarezzare dal vento, capita di sentire urla o lamentele.

Le prime volte è naturale preoccuparsi ma poi si capisce subito che sono manifestazioni di cuori in pena che maldestramente chiedono aiuto.

Si rischia di confondere attenzioni e commenti come sintomi espressi dal sentimento d’invidia.

Commosso, stringo a me la sedia e ricerco stabilità.

Voglio cercare in me quella sicurezza interna che rende molto piccolo tutto il mondo esterno.



giovedì 28 novembre 2013

Lo sguardo dell'amore


Opera di Clau Fer


Sorprendo me stesso ad ammirarti.

Lo sguardo si posa delicatamente sul tuo viso,
e attraverso gli occhi giunge fin dentro l'anima.

Raccontar a parole ciò che tremiti e battiti confondono è impresa ardua.

Lascio alle mie mani esitanti,
o al respiro legato
quello che vorrei esprimere.

L'emozione tradisce l'apparente calma.

Sento il cuore spingere in gola 
il verbo AMARE.

Il tremore non dà pace
e le mie braccia si allargano 
vogliono soltanto stringerti nell'abbraccio più lungo della vita. 

Malinconia nel pensiero



Opera di Silla Campanini



Mi chiedo spesso se dar ragione a Nietzsche. Egli era convinto che la legge dell'amore praticamente non esiste ed è un'invenzione degli uomini.

La sua teoria prevedeva una caotica, insulsa, irrazionale, legge non-legge, che affidava a una volontà misteriosa dei superpoteri. 

Questa super-natura, capace di ripresentare se stessa sotto infinite diverse forme e ossequiante a una forza impersonale, favoriva la prevaricazione del più forte sul più debole senza nessun motivo.

 In questa ultra-pessimistica idea del creato, i poveretti, gli sfortunati, i menomati, devono essere sempre soccombenti e destinati a estinguersi a vantaggio degli arroganti, dei prescelti, dei perfetti, intesi come soggetti dominanti.

La morale e i valori umani, per Nietzsche sono invenzioni degli uomini, utili soltanto a giustificare le debolezze e le limitazioni di cui essi sono consapevoli. 

Questo concetto, duro da condividere, stralcia qualsiasi speranza per la quale nell'universo, la piccola, insignificante presenza umana abbia un ruolo.

Sebbene qualcuno abbia paragonato l’oppio alle religioni, per lenire il dolore dell’agnostico, l’amore potrebbe apparire come lo stordimento dell’uomo brillo. 

Assistere ad alcuni eventi che accadono su questo globo terrestre, ci induce a dargli ragione!!


lunedì 25 novembre 2013

ETT sostiene le donne






LUIGI: Ciao, ETT, bentornato! Come mai giungi così improvvisamente?
ETT: Curiosando fra le notizie che circolano sui vostri mezzi di comunicazione, ho sentito che oggi è una giornata particolare per le donne, vero?

LUIGI: Sì! Dedichiamo questa giornata alle donne sfortunate, vittime di uomini senza anima. Mi vergogno nel raccontarti di quali cattiverie alcuni rappresentanti del sesso maschile sono in grado di esercitare su donne sole ed indifese.

ETT: Hai una tua spiegazione?

LUIGI: Credendo che l’animo umano fosse fondamentalmente buono, ho vissuto per buona parte della mia vita con la convinzione che la cattiveria non esistesse. Purtroppo, è giunto il momento in cui ho dovuto cambiare idea; troppe volte si verificano situazioni assurde che non avrei potuto nemmeno immaginare.
Riportare la mente a quegli eventi mi infonde tanta tristezza e un forte senso di impotenza.
Cercare una spiegazione dentro di me, significa scandagliare un fondo che non mi potrà offrire niente di veramente plausibile.
Sono costretto a pensare che l’origine della cattiveria si annida nella dittatura di un corpo che non dialoga più serenamente con l’anima.
Nei casi più terribili, si crea una rigida separazione che annichilisce ogni virtù, facendo assumere all’essere umano un comportamento bestiale.

ETT: Quali pensieri si muovono in te quando incroci lo sguardo di una persona cattiva?

LUIGI: Ti confesso che ho paura! Mi rendo conto di non avere nessun modo di toccare la sua anima e tantomeno la sua razionalità.
Il cattivo è un robot; agisce per impulsi e tende a sfogare la grande quantità di energia repressa mediante atti violenti. La fonte è quasi sempre un dolore oscuro alla sua coscienza, originato nell’infanzia difficile. La sofferenza della vittima sembra dissetarlo e alimenta la fiamma interiore di dominatore del mondo.

ETT: Per quanto capisco dalle tue parole, chi infierisce sulle donne non è consapevole delle sue azioni e né esiste un modo per fermarlo.

LUIGI: Credo che sia proprio così! Noi umani abbiamo una organizzazione sociale che prevede l’arresto e la pena per chi commette atti violenti ai danni di altre persone, ma questa non appare funzionale. Cerchiamo di intervenire sui sintomi anziché sulle cause della malattia e contemporaneamente curiamo l’impersonalità delle azioni d'intervento.

ETT: Questa tua risposta mi porta ad affermare che dedicare una giornata di riflessione alle donne vittime di violenza, diventa praticamente un fatto formale, rilegato soltanto alla consapevolezza di coloro che condannano la cattiveria.

LUIGI: Sebbene ciò che hai intuito sia un rischio che si corre, il mio animo spera nell’onda buona dell’amore che conquisti la consapevolezza di tutti gli uomini e che conduca ad un modo di intendere la vita rivoluzionario, facendo partire l’era dell’anima.

ETT: Non aggiungo altro, ti lascio nella tua dolce visione spargendo briciole di dorato ottimismo sul futuro della tua umanità. 

LUIGI: Ciao, ETT, torna presto.
 


sabato 23 novembre 2013

Al confine del cuore

Foto: Naufragi
Legati da nulla
solo naufragi sull’orlo
specchiati da vuoti
neppure le zattere s’allacciano.
Naufrago nel “non so"
foglie e ciliegie mi son tappeti
onde, draghi e sirene mi chiudono,
le mie assi sono divelte.
Sussurrano Itaca gli Angeli
sono sordo sono torvo sono in sonno
luci tagliano la notte e corrono
con gli scoiattoli che … tic tac sorridono.
Persi da dove mai siamo
non rimangono rimpianti d’illusione
il tempo è sempre e per sempre Ora
qui non erro: chi c’è c’è - addio al mondo!
Salite sudate, cime irraggiunte
montagne d’acqua ci sbattono contro,
oh povero tappeto di legno: tu sei qua,
sempre con me, la pelle di me … in attesa.
Rdv 2 giugno 2011
opera di Silla Campanini

Fu traccia che amor al cuor accostò.

Caso volle che delle membra piansi,
ma non per pena, che tristezza annuncia.

Rea, l’umana condizione, all'esser leggero arrise.

Anni brevi,
 che al fiorir la vita s’apprestava.

Dolce, or il ricordo annega.

 Attonito,
del pensier mi nutro.

Son pronto al vol più alto.

Il desiderio non va oltre il confine del cuore.  
 

martedì 19 novembre 2013

L'eco del sentire


Opera di Silla Campanini
 
Ascolto il suono di emozioni vaganti.
Girano per l’universo dei mondi.
Rimbalzano tra le stelle come improvvisi abbagli di luce.

Orgoglio cieco non vede.
Vanità povera addormenta gli spiriti.
Miraggi di potenza smarriscono il senso del vivere.

Piange il cuor sensibile all’eco che l’abbandona.
L’amor grande vorrebbe inseguire.

Rifugge il respiro dei duri.
Soffre la solitudine del sentir gelo.

Dimentica la cattiveria

Si apre al sorriso.


lunedì 18 novembre 2013

Naufragar d'amore

 Foto: NEI SUOI PANNI

Hai mai provato a sentire sulla pelle
le notti fredde senza guardar le stelle?
Hai mai provato a sentire fino in fondo
il buio denso che ingoia anche le ombre
ed il calore che non ti scalda dentro?

E prova un po’ per una volta sola 
a essere donna sdraiata sul coraggio, 
e prova tu cosa vuol dir morire
e poi nel sole cucire il tuo sorriso, 
e occhiali scuri spavaldi ed irridenti
perché l’orgoglio non te lo porti a spasso.
Ed ogni giorno con la tua gonna nuova
rimetti in gioco il rimmel col rossetto,
e un merletto sul cuore per effetto
non basta a dare l’immagine allo specchio
che dei tuoi battiti non ti rimanda l’eco.

Vorrei provare a stare nei tuoi panni
e mescolarmi al tuo profumo acre,
e all’aroma amaro del caffè
che bevi senza sentirne la carezza.
Vorrei provare a cosa può servire
sentirsi dio senza nessun potere,
e di un gradino farne l’altare sterile
che non incensa e non onora i giorni,
e sulla scala con i sermoni in bilico
vorrei parlare di ciò che non comprendi.

Ma vedi solo l’immagine allo specchio,
ed una curva o gambe con la griffe
la sola mensa per i tuoi occhi ciechi.
Sarebbe semplice, non sono mai cambiata:
rimango isola e baia sconosciuta
per chi di un cuore pensa che sia sottana
che può sfilare e poi buttar su un letto
e il giorno dopo te la ricompra nuova.

Maria Teresa Infante 
@ tutti i diritti riservati
poesia sesta classificata - XV Edizione
Premio Letterario l’Osservatorio
17/03/2013
Opera di Silla Campanini

Una girandola di emozioni circonda il cuor tenero.

Spirito allegro espande gioia.

Radiosi sorrisi apprestano il corpo all'abbraccio.

Mi confondo tra i tuoi pensieri,
e immagino di respirare la tua aria.

Sei in me,
mentre,
insieme,
lontani dal freddo mondo
i battiti cantano all'unisono.

Dicono che sia amore,
ma soltanto all'innamorato splende quel raggio dorato
che d'illuminar d'immenso non cessa.

Amar  è navigar per acque vive.

Nessuna tempesta affonda la nave,
'sì che naufragar nel cuore tuo 
è ancor più dolce.