mercoledì 31 dicembre 2014

Ciao, 2014




Siamo a fine anno.

Il 2014 diventa 2015.

Sono con me stesso …………… 

per ringraziare chi è con me tutti i giorni,
e chi attraversa la mia vita.

Siamo stelle sole,
 che brillano soltanto se sono vicine.

Sì, ci arrabbiamo,
qualcuno critica pure.

Non importa!

Il sereno giunge sempre dopo,
e il senno del poi è un grande giustiziere.

Usiamo il sorriso, gli abbracci, i baci, le carezze …. 
le buone maniere …. quelle che ci fanno veramente umani. 

Facciamolo......
non perché inizia un nuovo anno, 
ma perché inizi il vero modo di consumare la nostra esistenza.

Buttiamo via la formalità.

Lasciamo la cattiveria agli stupidi.

Lasciamo l’egoismo agli sfortunati.

Lasciamo l’odio a chi pensa di vivere in eterno.


Prendiamoci il bello, la gioia e tutto ciò che illumina questa vita.


Se qualcuno vuole sedersi accanto, dategli più spazio.

Se qualcuno ti passa accanto a capo chino, salutalo.

Se qualcuno è triste, tenta di fargli cambiare umore.


Non dobbiamo farlo perché ci viene detto.

Dobbiamo farlo per noi stessi, per dare un vero senso al nostro respirare.

Non esiste al mondo merce che ti arricchisce donandola.

Questa merce che non ha valore economico e guarisce le anime.....
 si chiama AMORE.

L’unico momento per spenderla è ora!

Buon Anno, Amici.

martedì 30 dicembre 2014

Public Speaking



Quite a while ago some clever people did a study. 
And you know what they found?
It's pretty weird, really.
But people are statistically more afraid of public speaking than they are of death. 
So when people say, "I'd rather die than stand up and speak in front of people". 
They aren't lying. They REALLY mean it.
And this is people whose first language is English.
I'm sure you know that it's much, much worse when English is your second language.
That feeling in your stomach. 
The sweaty hands. 
You're twitching. Can't breath well. 
Can't think. You're going to the toilet rather more often than normal.
Sucks, doesn't it?
The thing is though, public speaking really isn't that difficult. Neither is using English in any situation.
The fear you feel is actually three fears. And if you understand those three fears... it's really, really easy to over come them.

domenica 28 dicembre 2014

Amando



Appendo le mie paure ad un cuore generoso.

Lego le mie idee alla passione di affondare pensieri.

Riscopro uno spazio tutto mio.

Tu non puoi entrarci!

Se pur vicino al mio corpo,
non celi il baratro di una vita diversa dalla mia.

Il tuo sorriso è un ponte su cui sostano e s'incontrano anime sole.

Il tuo abbraccio è parvenza del tuo mondo che risuona nel mio.

La tua voce è l'eco dei miei desideri.

Passeggiamo insieme nella precarietà di un esistere avaro di risposte.

Attendo il tuo tocco per illudermi di essere vivo.

Semino parole per provare la tua compagnia.

Devo riempirmi d'amore per continuare a provarti.
 

sabato 27 dicembre 2014

L'idea della scuola di Thomas Jefferson


Jefferson believed firmly in the value of education. 

His whole idea of government depended on the ability of citizens to make intelligent decisions. 

Jefferson had been interested in education for most of his life. He had developed many ideas about the best way to educate the people. 

He believed that every citizen had the right to an education. But, he understood that all people do not have the same ability to learn.

Jefferson divided the people into two groups: those who labor and those who use their minds. 

He thought both should start with the same simple education -- learning to read and write and count. 

After these things were learned, he believed the two groups should be taught separately.

Those in the labor group, he thought, should learn how to be better farmers or how to make things with their hands. The other group should study science, or medicine or law.

We cannot always do what is absolutely best. Those with whom we act have different ideas. 

They have the right and power to act on their ideas. We make progress only one step at a time. 

To do our fellow men the most good, we must lead where we can, follow where we cannot. But we must still go with them, watching always for the moment we can help them move forward another step.

We propose a school system of three steps.

The first step would be elementary schools, where all children could learn reading, writing, arithmetic and geography. 

The second step would be colleges.
 Students would begin the study of science, or would study agriculture, or how to use their hands to make things. 


The third step would be a state university, where students of great ability could go to get the best of educations.

The university would produce the lawyers, doctors, professors, scientists and government leaders. 

Young men whose families had money would pay for their own educations.

 The state would pay the costs of a small number of bright students from poor families.

venerdì 26 dicembre 2014

Esseri umani


 
Da quando Betty Williams ha perso suo marito 12 anni fa, il periodo di Natale è stato sempre un momento di solitudine e di grande nostalgia.
 
Senza figli e senza parenti stretti, Betty, 86 anni, insegnante in pensione, è rimasta sola.
 
E se durante l'anno la solitudine si “respinge” come meglio si può, per Natale affrontare l'idea di essere rimasti senza nessuno può diventare insostenibile. 
 
E così Betty, sapendo di non essere l'unica in questa condizione, ha deciso di affittare un pub per la vigilia a Ottery St. Mary, nel Devon, in Gran Bretagna, e pagare un ricco rinfresco a oltre cinquanta sconosciuti. 
 
Betty Williams, la vedova generosa Un conto di oltre mille sterline per una scelta tra zuppa di verdura e cocktail di frutti mare, seguito dal tradizionale arrosto, pere in camicia e budino. 
 
La cena è stata accompagnata da una band che ha intrattenuto gli ospiti con i classici di Natale. «Sono stata così impaziente e sono contenta che finalmente il momento sia arrivato – ha raccontato Betty – So di essere anziana ma la mia mente ragiona ancora e ho pensato che sarebbe stato emozionante condividere questa serata con altri membri della mia comunità che vivono in solitudine».

Qualche mese fa Betty ha incontrato il sindaco della cittadina, Glyn Dobson, 72 anni, per aiutarla a convincere le persone sole a partecipare al suo party di Natale. 
 
Detto fatto: cinquanta commensali si sono presentati alla festa organizzata da Betty. «Sono così contenta per aver convinto tante persone a venire – ha raccontato - Guardo come si divertono e mi si riempie il cuore di gioia». 
 
L'iniziativa di Betty ha già fatto il giro del mondo e sono già arrivati fondi che saranno utilizzati per il Natale del prossimo anno. 
 
May Kennedy, 90 anni, assistente in pensione in una scuola materna, ha raccontato: «Vivo qui da 33 anni e non ho mai visto tanta generosità prima. 
 
Conosco Betty di vista ed è stata gentile a invitarmi. La mia famiglia vive lontana e sarei rimasto solo per tutte le festività». 
 
Ma quest'anno Betty ha reso possibile un piccolo miracolo: per questo Natale a Ottery St. Mary nessuno è rimasto da solo.

Onda di emozioni


Dipinto di Silvia Senna

La vita è la proclamazione della materia quale dominatrice di uno spirito indefinibile e non identificabile.

Le emozioni umane tradiscono quel mondo diverso, presente nel nostro e che sarà quello del dopo.

La materia è enegia allo stato potenziale.

L'essere umano attinge dalla materia e si presenta come una soluzione ambigua, intermedia, un passaggio di stato; un qualcosa senza volume, senza forma.

La forma e il volume sono plasmati dal tempo.

Il tempo si ferma al senso perduto della materia.

Per ora non abbiamo una parola migliore di Energia, per dare un movimento a tutto ciò che senza il tempo non siamo in grado di concepire come evoluzione.
 


Il senso del litigare




Non credo nella violenza come mezzo per la risoluzione dei problemi.

Credo però che la violenza sia lo strumento più immediato a cui si ricorre per rispondere ad un bisogno immediato di rivalsa.

La violenza spesso è accompagnata da rabbia, sia questa evidente o meno.

La violenza, inoltre, conduce all’esasperazione dell’essere e al sovvertimento di tutte le regole dell’apparire.

In ultima analisi, arrabbiandosi si tira fuori ciò che realmente si è.

La rabbia è il sintomo che qualcosa di doloroso è stato scoperto; qualcuno, qualche parola ha toccato dei fili nervosi ad altissima tensione.

Non importa della reale o presunta malattia, resta chiaro che il dolore è vero e insopportabile.

Tanto premesso, nei rapporti di coppia la violenza appare con la presunta impossibilità di comunicare a fondo le reciproche incomprensioni.

Nei momenti di alta tensione nascono le motivazioni per cui si inizia a litigare; queste ottengono il supporto e ulteriori giustificazioni dalle grosse parole che volano nell’aria.

Più sono pesanti le parole scambiate, più si intende ferire l’altro. 

La battaglia si trasforma in un massacro delle relazioni fino ad allora costruite.

Un po’ più tardi, sul campo di battaglia rimangono quelle parole che non avreste mai voluto dire e il pensiero che su qualcuno ricadrà il bilancio di una guerra non voluta.

Si spera di rimediare pensando che con la quiete e i comuni buoni intendimenti possano cancellare l’accaduto. 

Dimenticare è la proprietà dell’essere buono che non si addice a protagonisti di battaglie senza esclusioni di colpi.

I litiganti spesso firmano momentanei armistizi.

Concludendo, il litigio, sponsorizzato positivamente nelle storie d’amore, non è mai quel litigio che porta all’esasperazione dei rapporti, è soltanto una manifestazione di due modi di vedere la stessa realtà, ornati da due sorrisi quantunque ironici.  

Invece, nei casi in cui il litigio diventa una tragedia intima, in quei momenti, una riflessione si impone.

Siamo 7 miliardi su questa terra, tutti diversi e tutti disponibili ad essere amati.

giovedì 25 dicembre 2014

Respiri






Quando sono solo, ho bisogno di guardare le stelle per sentirmi importante.

Poi, ritornando in me stesso, mi chiedo: che cosa voglio di più?

Ho il sole, il mare e l’aria che respiro.

Eppure, qualcosa manca.

Ecco che il tuo sorriso illumina la mia mente.

Che cosa ne farei delle miei emozioni  ….. se non ci fossi tu a farle impazzire.






Ci sono pensieri mai rivelati.

Ci sono parole mai dette.

Tutto è raccolto nel mio cuore.

Un fardello nascosto e pesante.

Lo porto sempre con me per rallentare i miei passi e costringermi  a pensarti.

Mi ritrovo a gioire da solo ….. felice per essere sempre accanto a te!