martedì 30 giugno 2015

The two sides of the truth




There is something in human spirit that is out of  rationalization . 

What we do and what we think, are only  shadow of the same truth. 

Whatever would  be the reason for what we do and we think, the two dimensions of the life are separated. 

They run side by side and never meet. 

These two side of human behavior have been always existed and the philosophy had given them different  envelopes. 

Arguing on what’s better, what’s more important for our discussion, it is only a formal  application  to justify horrible events.

I believe the idea that no gun is useful regarding freedom.

I wouldn’t be no more free with a gun in my hand.

If freedom  means life without rules, it is true for someone to feel limited.

I hear the train whistling, I can translate it in my mind with a lack of  freedom.

The poor train is forced  to run on  the rail way! 

What I want the say  is that since ones  does not use his heart in the relationship, he will need too much things to find himself free. 

Surfing Internet you can find a lot of pleasant news about lovely actions o feeling, but few bad ones.

Where is the problem?

Scary events get much more attention on media which have to make profit and control the mind  of poor people.

They can control of the mind! 

What I mean is not hypnosis, but the easiest way to offer others the mind: “YOU THINK USING MY MIND” so I can help you choosing what you like, and consequentially, what you do. 

Paying too much attention on the victims seems to be untested, always possible for future time, maybe  when  audience  is getting down or in setting up talk show.

lunedì 29 giugno 2015

Pianto di un elettrone





Chi ha l’abitudine di parlare con se stesso, occasionalmente si sente muto, incapace di tirar fuori qualcosa che gli consenta di rivedersi nei propri pensieri. 

In tali casi, cerca un pretesto affinché, come lo spumante in bottiglia, faccia esplodere il tappo e creare quella gioiosa fontana di dolcezza. 

Se qualcuno crede ancora al caso, deve cominciare a ricredersi perché la vita, oltre ad essere un mistero, è anche burlona e una eccentrica progettista. 

Vagando tra i pensieri, mi gira per la mente una scena: vedo un elettrone girare forsennatamente intorno al proprio nucleo e in una piccolissima frazione di secondo, si concede di pensare.

Ma che diavolo sto facendo? 

Corro come un matto da sempre, esattamente come miliardi di miei consimili!

Sarà che egoisticamente corro per me stesso, sperando di essere notato come l’elettrone più veloce dell’universo?

Infatti, sono bravissimo a correre e non so far altro! 

Che brutto mondo però, essere nato per correre, senza un motivo e insieme con altre insignificanti presenze!”.

Vorrei confortare quell’elettrone, incoraggiandolo con queste mie parole:

“Piccolo elettrone, non penare nel cercare spiegazioni che non puoi ottenere, ma godi del tuo stato poiché in tè è presente l’energia dell’universo della quale non sei né padrone, né consapevole.

Tu stai girando intorno al nucleo per la forza d’amore che ti tiene in equilibrio tra il disperdersi nel nulla e il ritorno alle origini.
Continuando a girare contribuirai a mantenere la struttura dell’universo e vivere le emozioni delle tue accelerazioni.

Le tue paure derivano dalle battaglie a cui le passioni t’impongono di assistere.

I vizi e le virtù dell’uomo, sono le accelerazioni centrifughe e centripete a cui inevitabilmente sei sottoposto per il solo motivo di essere un elettrone”. 


domenica 28 giugno 2015

Il Bios



 
Gli uomini inconsapevolmente operano secondo motivazioni che si riscoprono soltanto a posteriori. 

Non mi riferisco a quelle apparenti, dettate dalla sapienza, dalla logica o dalla necessità, ma a quelle dettate da un’apparente ovvietà.


Ogni essere umano è diverso da un altro, perché?


Sprecar parole per motivare differenze così evidenti, è un modo per annoiarsi o filosofare.



Per rispondere al quesito, divertendoci, mi servo di un elemento d’informatica: il BIOS.

Ogni essere umano ha un BIOS magistralmente configurato e personalizzato dal Padre eterno. 

Il Bios è un circuito microprogrammato, dotato di una memoria minima necessaria a consentire al computer di partire e riconoscere le risorse di base per il suo normale funzionamento.  

Nel caso dell'essere umano, il bios è veramente qualcosa di standard impiantato nel cervello che permette l'intercompatibilità tra carattere e biologia.
Le particolarità costruttive del corpo fanno sì che esso, per svolgere alcuni compiti basilari, deve rivolgersi a un interlocutore in grado di parlare una “lingua“ standard alla componente spirtuale e razionale dell'uomo, operando in modo da nascondere i dettagli biologici, specifici del corpo della particolare persona su cui il bios è impiantato.


Questo disaccoppiamento tra il modo di agire (software) e le esigenze del corpo (hardware), crea quella diversificazione di fatto che rende unico ogni esemplare umano e offre al Creatore una maggiore libertà progettuale. 

Infatti, il progettista del carattere degli uomini, nel definirlo, non deve più preoccuparsi di quali segnali emotivi e di quali temporizzazioni sono necessarie usare nella comunicazione tra i neuroni nel cervello e il movimento delle mani, ma delaga il tutto al dispositivo standard. 

Questo interlocutore è, appunto,  il BIOS (Basic Input/Output System), un programma relativamente piccolo ma di fondamentale importanza, sempre più spesso memorizzato su chip e alloggiato sulla nostra motherboard.


Il BIOS può essere aggiornato senza dover rinascere qualora l’esperienza traumatica modifichi la sua configurazione.



Se si riuscisse a scoprire dove risiede il nostro BIOS, sfruttando la clonazione, potremmo vivere in eterno. 


In questo modo avremmo rubato un grande segreto a quel burlone del buon Dio.

sabato 27 giugno 2015

Recensione del "Viaggio tra i bit di una email"





A cura del prof. Francesco Gentile, 
docente di informatica presso ITIS "Luigi Dell'erba" di Castellana Grotte.


Le nostre case sono ormai invase da apparecchiature continuamente connesse ad internet: Smart Tv, smart phone e personal computer ma molto spesso non sappiamo come esse interagiscono. 

L'unico interesse è ''saperli utilizzare'' senza chiedersi ''perchè e come'' sia possibile collegarsi in tutto il mondo con i nostri amici e/o collaboratori.

L'autore riesce sapientemente a descrivere, anche al lettore meno esperto, il viaggio che le nostre informazioni (file, immagini e documenti) possono sviluppare sul Web servendosi di acute metafore e brillanti vignette. 

Sono notizie che si tuffano nell'oceano multimediale per poi riemergere come per magia sul nostro computer a seguito di una semplice azione che sia un clic di mouse o addirittura un tocco di schermo.

prof. Francesco Gentile