lunedì 31 agosto 2026

Contrasto (Poesia di M. Cammarota)

 

Mare,

nel tuo dinamismo eterno,

scorrimento ritmico di flutti,

sei ossimoro alla fissità eterna della morte,

allegria opposta d'essa

alla marmorea immobilità.

 

 

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Commento

Questa breve lirica offre una meditazione filosofica ed esistenziale intensa, costruita interamente sul contrasto concettuale e visivo tra due forze opposte: l'acqua (il mare) e la pietra (la morte).

L'antitesi centrale: Movimento vs. Fissità

Il poeta si rivolge direttamente al mare tramite un'apostrofe, identificandolo come il simbolo supremo della vita. Il "dinamismo eterno" e lo "scorrimento ritmico" evocano l'idea di un movimento senza fine, una respirazione naturale e continua. Questo flusso costante si contrappone diametralmente alla morte, caratterizzata invece da un'immobilizzazione assoluta e definitiva.

L'uso dell'ossimoro e delle figure di suono

L'ossimoro concettuale: Il mare viene definito un ossimoro vivente rispetto alla morte. Se la morte rappresenta la fine di ogni possibilità, il mare è l'affermazione continua del presente.

La componente sensoriale e materiale: L'uso dell'aggettivo "marmorea" per qualificare l'immobilità della morte è particolarmente efficace: evoca il gelo della pietra tombali, la durezza, la staticità scultorea e l'assenza di calore. Al contrario, l'«allegria» del mare non è necessariamente spensieratezza, ma la vitalità pura, l'energia primordiale che si rinnova a ogni onda.

Significato esistenziale

La poesia trova la sua forza nell'idea di ritmicità. Il mare non è caotico, ma possiede un suo ritmo ("scorrimento ritmico"), quasi come un battito cardiaco del mondo. È proprio questa regolarità fluida a smentire l'idea che la stasi sia l'unica destinazione finale della materia: di fronte all'immobilità della pietra e del trapasso, il mare continua a muoversi, ricordandoci che la vita è, prima di tutto, trasformazione e scorrimento.

 


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