Provo a rompere questo mondo.
Voglio vederci dentro!
E' fatto di fili, mattoni e denaro?
Mi sguscia dalle mani
come se fosse ricoperto di sapone.
Allora, lo guardo
e inizio a pensare.
Non è il mondo che volevo.
Sì, è rotondo.
Ha il cielo azzurro,
il mare profondo
e la notte che insegue il giorno.
Porta con sé tanti meravigliosi muti animali,
magnifiche piante
e imponenti scenari.
Ma ..........
Dove sono i cuori innamorati?
Dove sono le carezze, gli abbracci e i sorrisi?
Camminano da soli,
nascosti nell'altro mondo,
quello intimo,
quello che splende nelle poesie,
quello che vive nella fantasia dei bambini,
quello dipinto da chi vuol bene.
Furioso,
raccolgo i cocci duri, le cattiverie, l'ipocrisia
e tutto il grigiore che gira intorno
per portarli nei sogni
dove deriderli è concesso a tutti.
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Commento
Questa lirica mette in scena un'intensa protesta esistenziale, un viaggio dalla delusione verso la resistenza poetica attraverso una struttura che si sviluppa in tre momenti chiave.
La decontruzione della realtà materiale
La prima parte nasce da un impulso quasi infantile e rivoluzionario: rompere il mondo per scoprirne l'essenza. Il poeta indaga la materia di cui è fatta la società moderna:
- Fili, mattoni e denaro: Una triade di simboli che evoca l'iper-connessione artificiale, l'urbanizzazione rigida e il materialismo economico.
- L'immagine del sapone: Il mondo "sguscia dalle mani", rivelandosi inafferrabile e sfuggente. Non si lascia possedere né comprendere attraverso gli schemi della razionalità o del possesso.
Il contrasto tra bellezza naturale e vuoto umano
La sezione centrale vive di una forte tensione lirica. Il poeta riconosce la perfezione e la meraviglia del creato (la rotondità della Terra, il cielo, il mare, gli animali, le piante), ma questa armonia cosmica rende ancora più evidente una profonda mancanza.
Il limite non è nella Natura, ma nella dimensione umana: mancano i cuori innamorati, le carezze, i sorrisi. C'è una frattura netta tra due mondi:
- Il mondo esterno: Materiale, grigio e arido.
- L'«altro mondo»: Un universo intimo e protetto che sopravvive solo nella poesia, nell'infanzia e nell'affetto sincero. I sentimenti autentici non sono svaniti, ma sono stati costretti a nascondersi, a camminare da soli.
La catarsi finale: la rivincita del sogno
La poesia si chiude con un gesto di forte carica emotiva. La rabbia ("Furioso") non si trasforma in rassegnazione o distruzione cieca, ma in una trasmutazione creativa.
Raccogliere i "cocci duri", le cattiverie e l'ipocrisia per trascinarli nella dimensione onirica è un atto di ribellione: nel regno dei sogni, delle poesie e della fantasia, la bruttezza del mondo reale perde il suo potere intimidatorio e può finalmente essere svelata, derisa e superata.

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