Ti amo? No! Forse.... Non sono sicuro di poterlo dire. Devo prima scoprire se amo me stesso. Se dovessi scoprirlo correrei da te per abbracciarti. Saprei come amarti veramente!
Archimede disse: "Dammi una leva e ti solleverò il mondo!"
Quale riferimento migliore ESISTE per l'amore?
Non fare agli altri ciò che non faresti mai a te stesso.
Quale privilegio migliore esiste nel fare agl'altri ciò che faresti a te stesso? Amare è una attività che deve trascendere la tempesta del sentimento.
Amare è l'attività delle personalità mature, rivolta all'altro spontaneamente e che mira ad un bene condiviso.
Occorre un'intera vita e forse di più..... per imparare ad amare.
Se dovessi essere precoce in questa disciplina ... sii certo che ti faranno santo!
L'amore, infatti, non è un concetto che possa essere definito una volta per tutte. Filosofi, poeti e teologi ne hanno dato infinite descrizioni, ma nessuna riesce a esaurirne il significato. L'amore si comprende pienamente solo quando diventa esperienza vissuta. Chi pronuncia questa frase sta dicendo: prima conoscevo la parola "amore"; dopo averti incontrato, ne conosco la realtà.
Vi è qui un'intuizione che richiama il pensiero di Aristotele, secondo il quale non tutto il sapere nasce dalla teoria. Alcune conoscenze si acquisiscono soltanto attraverso l'esperienza. Nessuno può spiegare davvero che cosa significhi amare a chi non ha mai amato, così come nessuna descrizione del mare può sostituire il contatto con le sue onde.
La frase contiene anche una sottile dimensione di gratitudine. Non attribuisce all'altro il merito di aver creato l'amore, ma quello di averlo rivelato. È come se l'altro avesse aperto una finestra su una parte dell'esistenza che fino a quel momento era rimasta nascosta. In questo senso, l'amore diventa una forma di conoscenza reciproca: conosciamo l'altro, ma, attraverso l'altro, impariamo a conoscere anche noi stessi.
Esiste poi una lettura ancora più profonda. Dire «è grazie a te» significa riconoscere che la nostra identità non si costruisce mai in totale solitudine.
Siamo plasmati dagli incontri che facciamo, dalle persone che ci cambiano, dalle relazioni che ci insegnano a guardare il mondo con occhi nuovi.
Nessuno diventa pienamente se stesso senza l'incontro con un "tu". È un'intuizione che attraversa tutta la filosofia del dialogo, da Martin Buber a Emmanuel Lévinas: l'io prende coscienza di sé proprio nel rapporto con l'altro.
Naturalmente questa frase non vale soltanto per l'amore romantico. Potrebbe essere rivolta a un genitore, a un figlio, a un amico, perfino a un maestro. Ogni persona che ci insegna ad amare amplia il nostro modo di abitare il mondo. L'amore, infatti, non è soltanto un sentimento: è un modo di vedere. Chi ama autenticamente scopre il valore dell'altro, impara la pazienza, il dono, la responsabilità e persino la fragilità.
Per questo motivo la frase conserva una straordinaria forza. In poche parole racchiude un'intera filosofia della relazione: le verità decisive della vita non si conquistano da soli, ma ci vengono donate attraverso l'incontro con qualcuno che, spesso senza saperlo, cambia il nostro modo di esistere.
leggi: La relazione come origine del significato
In definitiva, «Se so che cosa è l'amore, è grazie a te» non celebra soltanto la persona amata.
Celebra il potere trasformativo dell'incontro umano. Significa riconoscere che l'amore non è qualcosa che possediamo fin dall'inizio, ma una realtà che ci educa, ci plasma e ci rende più pienamente uomini.
È una confessione di gratitudine, ma anche un atto di umiltà: ammettere che le esperienze più grandi della vita non sono una conquista dell'io, bensì un dono che nasce dalla presenza di un "tu".

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