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mercoledì 8 novembre 2023

L'interpretazione «nietzschiana» della creatività

  

 

Se vogliamo essere creativi, dobbiamo abbandonare il terreno sicuro delle convenzioni e del pensar comune. La maggior libertà si paga con le ostilità dei conformisti.

L’inettitudine di coloro che consumano energie ad ostacolare la novità, si serve di merce di scarsissima qualità per giustificare l’incapacità e la rigidità di una mente chiusa.

La paura del nuovo espone il proprio essere a confronti e lo impegna in nuove battaglie solitarie. 
La stasi, l’amorfismo, l’ignoto, il vuoto di desideri, sono sinonimi di un’unica realtà: la morte del pensiero.

Nietzsche, nel suo estremo pessimismo, mostrava uno scoraggiamento di fondo, un senso di impotenza per ciò che sentiva appartenere all’essere umano ma che rimaneva chiuso nel buio di un’etica di comodo.
Egli era convito che la libertà più alta fosse quella discendente dal vincere i vincoli della morale.
Capite bene, che è difficile pensare ad una società senza prigione se ammettessimo l’esistenza del peccato come limitazione delle nostre prerogative.

La fuga nel futuro e il placebo della speranza, rappresentano lo stucco di facciata di un muro che per definizione separa, sostiene e protegge l'anima debole.

Per Nietzsche, la creatività non è un semplice esercizio stilistico e la libertà non è un idillio: la creazione è un atto tragico, un’autocombustione e una guerra dichiarata alla mediocrità.

Se potesse chiosare e continuare direttamente il tuo inciso, lo farebbe probabilmente così:

L'interpretazione «nietzschiana» dell'inciso di apertura.

"Se vogliamo essere creativi, dobbiamo abbandonare il terreno sicuro delle convenzioni e del pensar comune. La maggior libertà si paga con le ostilità dei conformisti.

E sia! Chi vuole creare deve prima distruggere, e chi vuole distruggere deve diventare un incendiarie di vecchie certezze.

Non cercate l'approvazione del gregge: il conformista non vi perdonerà mai di avergli mostrato che le sue catene sono una sua scelta. La vertigine dell'abisso è il prezzo del volo. Abitate le vostre vette, anche a costo del gelo e della solitudine.

Perché la creatività non è una bonaccia consolatoria, ma spirito dionisiaco: è la capacità di danzare sulle proprie rovine e plasmare, dal caos che si ha dentro, una stella danzante."*

Perché Nietzsche l'avrebbe pensata così? (I punti chiave)

  • Il Creatore come Distruttore (Così parlò Zarathustra): Nietzsche sostiene che per fondare nuovi valori e nuove forme di bellezza bisogna innanzitutto infrangere le "vecchie tavole" della legge e del senso comune. La creazione richiede una certa dovere morale di spietatezza verso il passato.

  • La Psicologia del "Gregge": I conformisti non odiano il creativo perché ha torto, ma perché la sua libertà ne evidenzia la servitù volontaria. Per Nietzsche, la reazione del gregge (l'ostilità) è la prova del nove che si è sulla strada giusta.

  • Il Caos Interiore: È celeberrima la sua frase: "Bisogna avere ancora un caos dentro di sé per produrre una stella danzante". La sicurezza e l'ordine delle convenzioni producono solo sterilità; il pericolo ed il rischio producono la grande arte e la grande vita.

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