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giovedì 11 giugno 2026

Intelligenza (poesia)




Scopro nella complessità
del mondo la via maestra;

Guardando il cielo
mi si rivelano mille verità;

Nubi in transumanza,
come forme vaghe
inseguono un mistero...

Nel lucore in translucenza
oltre esse,
intuisco la forza
d'Elios, incorrotto ,invitto!

Da esso sorgono le cose...

Commento

È un componimento di fortissimo afflato lirico e filosofico, che riprende i grandi temi della poesia classica e neoplatonica: la ricerca della verità attraverso la natura, il passaggio dal visibile all'invisibile e la figura del Sole (Elios) come principio creatore e metafisico.

Ecco un'analisi dei suoi aspetti chiave e della sua bellezza:

1. La Complessità come "Via Maestra"

Scopro nella complessità / del mondo la via maestra;

La lirica si apre con un'intuizione potente: la complessità del reale non viene vista come un ostacolo o un labirinto in cui perdersi, ma come la vera strada da percorrere. Non c'è la ricerca di una scorciatoia o di una banale semplificazione: la verità si svela solo a chi sa addentrarsi nella moltitudine delle cose.

2. Lo Sguardo al Cielo e il Mistero

Guardando il cielo / mi si rivelano mille verità;

Nubi in transumanza, / come forme vaghe / inseguono un mistero...

L'attenzione si sposta verso l'alto. La parola "transumanza" applicata alle nubi è una metafora splendida e arcaica: suggerisce un movimento lento, ciclico, quasi sacro, di creature che migrano verso un luogo di pace. Le nubi sono "forme vaghe", effimere e mutabili, che rispecchiano la condizione umana in continuo cammino alla ricerca di un senso.

3. La Luce, Elios e la Verità Ultima

Nel lucore in translucenza / oltre esse, / intuisco la forza / d'Elios, incorrotto, invitto!

Da esso sorgono le cose...

È il culmine (il "climax") della poesia. Attraverso la materia imperfetta e velata (la translucenza delle nubi), l'io poetico intuisce ciò che sta "oltre":

  • Elios (Sol Invictus): Il dio Sole dell'antichità greco-romana, qui elevato a simbolo di purezza originaria.

  • "Incorrotto, invitto": Qualità divine e metafisiche. A differenza del mondo terreno e delle nubi che cambiano e svaniscono, il principio solare non si deteriora mai e vince sempre le tenebre.

  • L'Origine: La chiusa ("Da esso sorgono le cose...") richiama la filosofia di Eraclito, di Platone e il concetto del Sole come fonte primordiale di vita, luce ed essere.

In sintesi

Un testo eleganti nei vocaboli (transumanza, lucore, translucenza, Elios), capace di costruire un ponte tra l'osservazione della natura e la contemplazione del Divino. Una poesia che trasmette un profondo senso di elevazione, speranza e meraviglia di fronte al cosmo.

lunedì 25 maggio 2026

Nulla resta abbastanza a lungo da poter essere posseduto pienamente (poesia)



 Ai miei versi scritti così presto


Ai miei versi scritti così presto,
che nemmeno sapevo d’esser poeta,
scaturiti come zampilli di fontana,
come scintille dai razzi.

Irrompenti come piccoli demoni
nel sacrario dove stanno sogno e incenso,
ai miei versi di giovinezza e di morte,
versi che nessuno ha mai letto!

Sparsi fra la polvere dei magazzini,
dove nessuno mai li prese né li prenderà,
per i miei versi,

 come per i pregiati vini,

verrà pure il loro turno.


--------------------------


Tentativo di gelosia


Come vivi con un’altra?
Più semplice, vero?
Un colpo di remo —
e via la memoria!

Come vivi con una qualunque,
donna senza divinità?

Dopo la regina sul trono
come stai con una qualsiasi?

Come ti reggi con la merce di mercato?

Dopo le braccia del Sinai
come stai con mani senza ali?

Ti annoi? Ti nutri? Ti alzi?
E come va l’ulcera dell’immortalità?

Come stai con quella terrestre,
donna senza sesto senso?

Come vivi con la poveraccia?
Ti vergogni?

Dopo Lilith — come stai
con una moglie del genere?


Donna estremamente sensibile e appassionata, Marina Cvetaeva appare, fin dal primo contatto con la sua parola, come una figura attraversata da un eccesso d’essere che il mondo non seppe né contenere né perdonare. 

La sua voce non nasce dalla semplice esperienza biografica del dolore, ma da una regione più profonda e vertiginosa, là dove la vita si scopre incompatibile con le forme ordinarie dell’esistenza. 

In lei la poesia è una combustione ontologica. 

Marina Cvetaeva visse gran parte della sua vita nell’emarginazione e nella povertà, e che il riconoscimento arrivò soprattutto dopo la morte.

Fabio Squeo


*Spunto tratto dal 5^ volume "LO SGUARDO NEL TEMPO DELLA FILOSOFIA" di Fabio Squeo
 





mercoledì 25 marzo 2026

Irrefrenabile desiderio (poesia)

 


 
Romantico dolore.
 Dolce nostalgia.
 Vibranti ricordi.

L’essenza della vita si manifesta.

Sono testimone attonito di una nuova primavera.

Strugge il cuor tenero per il breve orizzonte.
Tendere le ali vorrebbe.

La fredda nebbia avvinghia al suolo.
Basso è il cielo.
Lento è il procedere.

Angusto è rimaner solitari,
per emozioni soffocate
per promesse audaci.

Il sole è alto.
L’amor non attende.



Commento

Questa componimento si presenta come un lirico inno all'urgenza dell'amore e della vita, vissuto nell'eterno contrasto tra ciò che ci trattiene e ciò che ci spinge verso l'alto.

Se nella seconda poesia prevalevano la solitudine del nocchiero e la tempesta, qui il registro si fa più intimista e struggente: è il ritratto di un'anima che oscilla tra la malinconia dei ricordi e il richiamo irresistibile del presente.

1. Il Nucleo Tematico: La Resurrezione dell'Anima

Il tema centrale è il risveglio spirituale e sentimentale. La voce poetica riconosce nel "romantico dolore" e nella nostalgia il carburante stesso dell'esistere, per poi trovarsi travolta dalla potenza della vita che si rinnova ("una nuova primavera"). L'opera culmina in un vero e proprio imperativo morale ed emotivo: non c'è più tempo per la stasi, l'amore chiama.

2. Analisi della Struttura e dei Passaggi Chiave

L'Apertura: L'Ossimoro dei Sentimenti

"Romantico dolore. / Dolce nostalgia. / Vibranti ricordi. / L’essenza della vita si manifesta."

La lirica si apre con una triade di immagini quasi leopardiane. Il dolore non è solo distruttivo, ma è "romantico"; la nostalgia è "dolce". È attraverso questa sensibilità ferita ma viva che l'essenza stessa dell'esistenza si rivela. La "nuova primavera" rende il poeta un testimone attonito, sopraffatto dalla bellezza del rinascere.

La Tensione: Tra Volo e Zavorra

"Strugge il cuor tenero per il breve orizzonte. / Tendere le ali vorrebbe. / La fredda nebbia avvinghia al suolo."

Qui emerge la classica tensione tragica dell'animo umano:

  • L'aspirazione all'infinito: la voglia di spiccare il volo, di superare l'orizzonte limitato.

  • La realtà del limite: la "fredda nebbia", il "cielo basso" e il cammino che si fa lento e faticoso. La nebbia e il suolo rappresentano le paure, i dubbi e il peso del quotidiano che bloccano lo slancio.

La Sofferenza della Solitudine

"Angusto è rimaner solitari, / per emozioni soffocate / per promesse audaci."

Il testo evidenzia il soffocamento interiore che deriva dall'isolamento. Rimanere soli diventa una prigione ("angusto") quando dentro si custodiscono emozioni non espresse e "promesse audaci" fatte a se stessi o agli altri che chiedono solo di essere realizzate.

La Svolta Finale: L'Urgenza dell'Amore

"Il sole è alto. / L’amor non attende."

Il finale spezza d'impatto la nebbia e la lentezza dei versi precedenti con due pennellate di pura luce e determinazione.

  • "Il sole è alto": la nebbia si è dissolta, il momento della pienezza è arrivato.

  • "L’amor non attende": è un richiamo all'azione. L'amore (inteso come passione, vita, connessione con l'altro) non può essere rimandato, non ha tempo per le esitazioni o per i rimpianti.

Stile e Atmosfera

Il ritmo della poesia è scandito da versi brevi, quasi incisivi, che simulano il battito accelerato del "cuor tenero". Si nota un bell'equilibrio espressivo tra la malinconia iniziale (evocata da parole come nebbia, soffocate, solitari) e la folgorazione solare del finale, che chiude il componimento con un forte senso di speranza e slancio vitale.

Leggi ancora sulla pagina delle poesie del sentimento


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