mercoledì 10 agosto 2016

Consapevolezza



Da bambino sognavo di volare, dimenticavo i problemi quotidiani e di notte mi trasformavo nella persona che in quel momento volevo essere. 

Avevo bisogno di sollevarmi dal suolo e godere della panoramica del paese con tutti i suoi abitanti affannati a risolvere i “grandi” problemi dell’esistenza.


Mi piaceva ridere di colui che si mostrava “importante”, perché lo rivedevo piccolo, lontano da me e la cosa più importante, incapace di poter volare come facevo io.


Ridevo di lui! E urlando, sapendo benissimo che non poteva ascoltarmi, gli rimandavo le stesse parole che usava per auto proclamarsi importante. 


Il fatto che non mi potesse sentire, non era una condizione che favoriva la mia vigliaccheria, ma era la certezza che anche si mi avesse sentito non avrebbe potuto capire il mio sfogo.


Dentro di me, sottoforma di rivalsa, riecheggiavano frasi come:

“Guardami, sono capace di volare!”

“Riesco a fare il tuo impossibile!”

“Senza nessuna difficoltà!”

“Gli uccelli sono miei amici!”


“Posso fare ciò che voglio, anche giocare con il tuo stupore!”


Questo mio sogno, allora sempre ricorrente, è quello del classico del brutto anatroccolo che si sente diverso e poco apprezzato nel gruppo. 

La scarsa autostima, sancita dagli psicologi, si denotava nella forma di una protesta rivolta alla società e verso quale nutrivo paura.


Disegni e presentazioni incomprensibili, legati alla durezza della vita e alle battaglie per affermarsi, mi avevano tranciato le ali dell’ottimismo, della motivazione, della gioia di scoprire tutti gli aspetti dell’imminente età adulta.


Ora, volo veramente, ma con il cuore!


La consapevolezza del “dopo” mi è come miele. Comprendo profondamente la famosa frase di Einstein:



L’importanza dei problemi che siamo chiamati a risolvere non è possibile comprenderla fino a quando rimaniamo nello stesso stato emotivo in cui gli stessi problemi si sono posti”. 


La nostra mente è una sottilissima lastra magnetica che avvolge il cervello. La sua struttura fisica, strettamente connessa con l’attività biologica, è così materialmente perfetta per cui anche il più tenue dei raggi luminosi è capace di modificarne le caratteristiche, fino a renderla unica. 

La lastra è magnetizzata su entrambe le facciate: quella a diretto contatto con la massa cerebrale, assorbe le antiche memorie racchiuse nei segreti della biologia della materia; quella esterna, invece, è la pagina bianca su cui scriviamo la storia della nostra vita. 

Alla superficie interna della lastra accede il campo magnetico del nostro cuore che si presenta ad essa attraverso l’energia dei sentimenti. 

L’intensità del campo magnetico interno è responsabile nel definire il grado di sensibilità alle sollecitazioni esterne e quindi sulla predisposizione all’empatia. 

La superficie esterna è la nostra lavagna, blocco note; pronta per scriverci sopra, personalmente o tramite altri. 

Molti estranei che si qualificano “educatori”, non esitano a imbrattarla o a uniformarla alla loro; molti la saccheggiano, altri la rispettano, tutti, anche come ombre, rivelano il loro passaggio e contribuiscono a creare la geografia delle linee magnetiche sulla piastra. 

Un concetto importante da inchiodare nella nostra consapevolezza consiste nell’essere certi che LA REALTA’ E’ UNA PROIEZIONE DELLA NOSTRA MENTE PER QUANTO HA REGISTRATO FINO A QUEL MOMENTO. 


In base a tale idea, il modo di “vedere” la vita o il modo di reagire ai suoi eventi, discende da mere presunzioni, autonome ipotesi, sempre transitorie.  

Acquisiamo una maschera interpretativa che in trasparenza si adagia sulla pellicola magnetica del nostro cervello per la quale si evidenziano alcuni aspetti rispetto ad altri. 

Si rende necessario un trauma emotivo che metta in contrasto la nostra presunta realtà con quella di un’altra persona. 

In questi momenti particolari della vita, effettuiamo un cambio di livello del nostro modo di essere e pensare.   

Si  aprono (apparenti) nuove possibilità, rinnovate energie si sprigionano improvvisamente e molti problemi del livello precedente magicamente trovano la soluzione. 

Questi sono i momenti delle scoperte eccezionali in cui si vivono periodi di grande intensità emotiva, di sincera disponibilità a comprendere il prossimo e a riconoscere l'affanno di coloro che navigano ancora per i livelli inferiori.     


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