mercoledì 13 aprile 2016

Ti amo mondo

Triv



È in arrivo un referendum! 

Sulla bocca di tutti si presenta con il nome “Trivelle”.

Il termine suona come qualcosa che richiama la tecnologia, il petrolio e ……. tanti soldi.

Solo in ultima analisi, a qualcuno si accende il concetto di “ambiente deturpato”.

Bisogna essere dei romantici come me per richiamare alla mente un Eden in estinzione.

Non credo di essere pessimista né tantomeno un pittore a tinte fosche quando un po’ di scoraggiamento mi coglie.

Mi chiedo:
“perché vogliono conoscere il mio parere se sporcare i mari o no?”
“se voglio o no, rinunciare ai soldi che l’Italia incamera con l’estrazione del petrolio”
“se mi piace pensare alle facce dei futuri lavoratori disoccupati quando le piattaforme di trivellazione saranno dismesse”.

Le risposte sono ovvie!!

Ho l’impressione di essere preso in giro. 

Anche chi affonda nell’ingenuità, sa che il suo parere non interessa a nessuno. 

Ci sono troppi interessi economici che spingono le marionette politiche verso decisioni già prese. 

Se immaginate come si muovono le correnti oceaniche, capirete il valore e il potere che barchette senza remi hanno nello scegliere la destinazione.

Da bambino sporcavo i miei calzoni di polvere e mettevo in disordine la mia stanza. 

Non esitavo a definirmi uno sporcaccione che non cura il suo ambiente.

Ricordo che anche quando tentavo di acchiappare farfalle spezzando steli di fiori oppure quando lanciavo sassi per colpire le povere lucertole in fuga, mi consideravo un rovina ambiente.

Che potevo sapere del catrame sulle spiagge o sulle penne di un uccello!

Come potevo immaginare pesci morti che galleggiano sull’acqua che lentamente riempiono spiagge come un cimitero!

Era impossibile pensare che quel finocchio rubato ai bordi del viottolo di campagna potesse essere pieno di veleni.

Non ricordo dov’erano quei grandi bidoni di immondizia che ora vediamo a distanze regolari intorno alle nostre case. 

Il genere di odore che si diffonde quando stracolmi attendono il servizio di trasbordo, è facilmente riconoscibile.   

Probabilmente, il tempo trascorso ha riformulato valori, ha standardizzato gusti e ha livellato intelligenze.

Il mio animo da sognatore, però, non si arrende!

Allargo lo sguardo davanti alla distesa di mare e sperando di non notare le trivelle in lontananza che estraggono gas o petrolio per arricchire la mia Italia, scrivo poesie.

Il vento mi parla, lo sciabordio dell’acqua favorisce la mia malinconia.

Ti amo mondo mio.

Spero di non essere solo a dirtelo. 

Posta un commento