sabato 9 gennaio 2016

Il nonno





Il viso scarnito, il passo misurato e il bianco dominante tra i capelli, afferma l’età non più giovane.

Quel lontano futuro gli è ora davanti.

Si è presentato discretamente in punta di piedi e come un alone magico lo circonda, vorrebbe esaltarlo, quasi a farsi perdonare per la sua invasiva pretesa di essere presente.

Le parole sono meno frequenti, poiché il silenzio alleandosi con la saggezza, le rende inutili e le fa cadere come foglie in autunno.

Verrà il momento in cui gli occhi rimpiccioliti si perderanno nelle orbite sempre più incavate e nascoste da precari occhiali.

La pelle rugosa, come la corteccia degli alberi secolari, conteggerà gli anni passati che vedranno all’orizzonte le tre cifre.

La poltrona sarà una sua amica che lo sorprenderà in quel falso sonno inopportuno.

La sua mente, con eroica resistenza, combatterà fino all’ultimo respiro affinché la ragione e il ricordo non lo abbandonino.

Il suo cuore tornerà a essere quello del bambino di un tempo, forse per rinascere più forte nel mondo della gioia infinita.

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